Messico: forse erano migranti diretti negli Usa le 72 vittime dei Narcos

Vittime di migranti

Vittime di migranti

Le 72 persone trovate assassinate in un ranch nel nord est del Messico erano molto probabilmente dei migranti diretti negli Stati Uniti.

I Marines hanno scoperto i cadaveri di 58 uomini e 14 donne, dopo una sparatoria tra i militari e i narcotrafficanti nello stato di Tamaulipas, al confine con il Texas. Nello scontro hanno perso la vita un marine e tre uomini armati.

Un cittadino dell’Equador, rimasto ferito nello scontro, dichiara di essere l’unico superstite del massacro. Dopo aver avvisato la polizia, e’ stato posto sotto protezione federale. L’uomo afferma che il gruppo e’ stato rapito e ucciso dai membri di una banda armata coinvolta nel traffico di droga, nota per l’estorsione di migranti.

Leggi tutto »

Egitto, affonda un battello con cento migranti

Il fiume Nilo

Il fiume Nilo

E’ affondato un battello con cento migranti a bordo a Kafr El Sheikh, vicino al delta del Nilo.  

Non si conoscono le cause della triste vicenda. Il bilancio delle vittime è tragico, al momento sono stati individuati sette cadaveri. Grazie al pronto intervento dei soccorsi si è riusciti a recuperare un ventina di dispersi. Le operazioni restano molto difficili  perchè quel tratto di fiume è pieno di coccodrilli.

Si presume, secondo prime ricostruzioni, che l’imbarcazione era diretta in Italia.

Pare non sia l’unico battello diretto verso il nostro Paese, perchè proprio in quel tratto, oggi, le forze dell’ordine egiziane hanno bloccato un altra imbarcazione con a bordo oltre 80 immigrati.

Leggi tutto »

Funerali solenni per 15 delle 28 vittime del disastro ferroviario di Viareggio, tra loro 8 extracomunitari e una donna romena

Sarà difficile per chiunque scordare quelle bare deposte sul prato dello Stadio dei Pini con i familiari inginocchiati intorno ad esse per rendere un ultimo omaggio ai loro congiunti. Sarà difficile anche la ricerca della verità e ancor più delle responsabilità, che dovranno comunque essere ascritte a qualcuno, come avrà forse modo di accertare anche la commissione d’inchiesta sull’incidente ferroviario appena nominata dal Ministro dei Trasporti.

Una tragedia di proporzioni tanto più vaste quanto più è imprevedibile un evento simile nei pressi di una stazione soprattutto di transito, almeno per i treni merci. Senonché quella linea ferrata, ormai resa nuovamente attiva, era costeggiata da palazzi ora inagibili. E parallela ai binari corre via Ponchielli, dove le cicatrici del disastro restano aperte in tutti i sensi.

Leggi tutto »

Terremoto, resta ancor più incerto il numero delle vittime tra i migranti

6642-terremoto

Le stime delle vittime e dei dispersi nel territorio devastato dal sisma potrebbero subire oscillazioni in aumento per la presenza di numerosi immigrati residenti nei centri della provincia aquilana: macedoni, marocchini, romeni, moldavi, africani, insediati spesso da anni nei centri storici di Poggio Picenze, Paganica, San Gregorio, Petogna. Proprio quelli più colpiti dai crolli. Immigrati ancora non integrati e forse anche qualche clandestino potrebbero così sfuggire alle stime dei comuni e della Protezione Civile, sia pure in un quadro già in costante aggiornamento quanto all’intera popolazione coinvolta. Sarà perciò necessario scavare accuratamente, spesso a mano, fra le macerie di tutte le case abitate, malgrado l’inevitabile rallentamento che questo comporterà sul funzionamento complessivo della macchina dei soccorsi.

Leggi tutto »

TERREMOTO: STRISCIONE DI SOLIDARIETA’ DAGLI IMMIGRATI DEL CIE DI LAMPEDUSA

2008_5c11_5cpalazzina

«Solidarietà per le vittime del terremoto»: è il testo dello striscione esposto oggi pomeriggio dalle finestre del Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Lampedusa. A scriverlo alcuni immigrati trattenuti nel Cie, appena informati dai funzionari dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) di quanto accaduto in Abruzzo.

I migranti trattenuti in quella che diventa sempre più un’isola carcere, suscitando anche le proteste della popolazione locale per le stesse condizioni di vita riservate a chi è in attesa di identificazione, hanno deciso di scrivere un messaggio di solidarietà usando i pochi mezzi a loro disposizione, un pennarello e le lenzuola “usa e getta” fornite loro poco dopo essere arrivati nel Centro.