Viminale: rimpatriati 72 clandestini sbarcati martedì scorso

Rimpatrio

Rimpatrio

Sono stati rimpatriati, nella serata di ieri con un apposito volo charter partito dall’aeroporto di Crotone e diretto a Il Cairo, 72 clandestini di nazionalita’ egiziana sbarcati nella giornata di martedi’ scorso, sulle coste del litorale ionico.

Lo rende noto il Viminale, precisando che tutte le operazioni, di rintraccio e rimpatrio, sono state coordinate dalla Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere.

I clandestini erano complessivamente 105, di cui 89 adulti e 16 minori, questi ultimi tutti affidati a strutture appositamente dedicate. Degli 89 maggiorenni, 13 sono stati arrestati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, a seguito delle indagini svolte dalla Direzione Centrale Anticrimine e grazie alla testimonianza di 4 cittadini extracomunitari. Gli altri 72 sono stati ricondotti in patria con il volo di ieri sera.

Leggi tutto »

Viminale: in serata rimpatriati 68 sbarcati a Catania

Viminale

Viminale

Stasera saranno rimpatriati, con un apposito volo charter dall’aeroporto di Catania e diretto a Il Cairo, 68 cittadini egiziani facenti parte del gruppo dei 131 clandestini intercettati ieri a bordo di un’imbarcazione a largo delle coste siciliane.

Lo rende noto il Viminale precisando che altri 19 egiziani, per lo più membri dell’equipaggio dell’imbarcazione, “a seguito di articolate indagini coordinate dalla direzione centrale anticrimine e dai reparti investigativi della guardia di finanza, sono stati arrestati per reati connessi al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e messi a disposizione della competente autorità giudiziaria”.

Leggi tutto »

Conversione dei permessi di studio, una circolare del Viminale per l’elenco dei titoli utili alla domanda di concessione

Inclusione socialeSulla base delle nuove disposizioni del Ministero dell’università e della ricerca scientifica (MIUR), è stata aggiunta una nuova tipologia di titolo per ottenere la conversione permessi di soggiorno. Con la circolare 5920 del 12 ottobre 2009, la Direzione centrale per le politiche dell’immigrazione e dell’asilo – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno, ha reso noto che il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha integrato l’elenco dei titoli accademici necessari per concedere la conversione del permesso di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro. Alla lista già esistente va aggiunto anche l’attestato o diploma di perfezionamento (durata annuale – 60 crediti) cui si accede con il Diploma di Laurea ex L.341/90 o con la laurea specialistica magistrale.
Il testo integrale della circolare può essere visionato sul seguente link:

L’ex ministro Amato: occorre rivedere la normativa comunitaria sul diritto d’asilo

L’ex ministro dell’Interno Giuliano amato ha ribadito che gli immigrati in arrivo in Europa in condizioni di poter richiedere il diritto d’asilo non possono essere di esclusiva responsabilità del Paese d’ingresso, perché altrimenti ”Grecia, Spagna e Italia avranno tutta la responsabilità”. È questo il parere espresso dal palco della Seconda Conferenza Nazionale sull’Immigrazione, al fine di ottenere una modifica della normativa europea.
Per Amato, sarebbe ”giusto che il governo italiano si impegni per cambiare il regolamento di Dublino per porre fine a un’assurda regola. Il Regolamento di Dublino – ha insistito l’ex titolare del Viminale – serve solo a farci litigare. Cambiamolo, e facciamo in modo che le responsabilità sui richiedenti il diritto di asilo si ripartiscano fra i Paesi Europei in modo equo”.
Parole condivisibili, ma che si scontrano con il deficit di legalità interna di alcuni Stati, come ad esempio la Grecia, che di recente hanno represso in modo intollerabile persino il dissenso locale. Immaginiamoci i diritti di chi è estraneo non solo alla Grecia, ma all’Unione Europea.

Varese, ucraina cardiopatica rifiuta il ricovero: «Non portatemi in ospedale, ho paura»

La donna, un’ucraina cardiopatica che lavora come badante di un’anziana nel Varesotto, ha avuto un malore alla stazione e malgrado tutto rifiutava il ricovero: «No ospedale, io no documenti», continuava a ripetere la donna, secondo quanto riferito da un lettore che ne ha informato la testata Varesenews.
Non è la prima volta che si verificano casi simili,
complice anche una pubblica amministrazione che ha maldestramente anticipato le peggiori interpretazioni delle più controverse innovazioni normative in materia di sicurezza.
Tra gli effetti più deleteri del nuovo testo sulla sicurezza – che entrerà in vigore sabato 8 agosto – c’è la paura generalizzata cui sono già ridotti molti immigrati. Il Governo ha un bel dire che quanti erano in Italia già da prima non rischiano nulla: in termini normativi, tutto ciò è ineccepibile. Ma si dimentica che la pubblica amministrazione italiana spesso interpreta le nuove leggi in modo miope o conservatore, incorrendo altrettanto spesso in errori che richiedono anche lunghe trafile giudiziarie per essere scoperti e sanzionati. Tutto ciò che può accadere nel frattempo, va spesso a discapito dell’immigrato: chi viene in Italia per lavorare è ancor più frustrato nelle sue aspettative quando è costretto ad affidarsi a una burocrazia che, già di per sé non sempre efficiente, diventa persino incomprensibile a un migrante soprattutto a causa dei tempi di attesa e di evidenti fattori linguistici. L’incertezza degli ultimi giorni in merito alla questione se iscrivere o meno i figli degli immigrati irregolari all’anagrafe, è piuttosto eloquente: ministero dell’Interno e Questure si sono contraddette sino a portare a una nota ufficiale del Viminale, il che non è bastato; in alcune province le Questure centrali hanno emanato a loro volta un’altra nota ufficiale contenente una specie di interpretazione autentica della legge, a favore di chi partorisce senza permesso di soggiorno. Ma la paura persistente degli immigrati è la spia più evidente che una simile normativa è tutt’altro che orientata a creare legalità, semplicemente si appresta a spostare la soglia della visibilità verso alcune categorie di migranti (colf, badanti) che usufruiranno della sanatoria a discapito di altre (i lavoratori stagionali) sempre più a rischio di illegalità, rese prede ancor più facili delle organizzazioni criminali.