Scritto Giovedì 8 Aprile 2010 da Luisa Sgarra

Abusi sessuali
Le donne migranti, provenienti dall’Africa sub-sahariana, durante il loro forzato soggiorno in Marocco, sono sempre più esposte a violenza sessuale.
Le donne subiscono sempre più abusi sessuali e spesso diventano vittime nelle mani di organizzazioni dedite allo sfruttamento della prostituzione.
Molte di loro restano in silenzio, preferiscono non parlare perchè hanno paura di ricevere ritorsioni.
I medici senza frontiere ha con sè una serie di testimonianze dirette che mostrano un fenomeno di dimensioni preoccupanti e che richiede una pronta ed urgente risposta da parte del Governo marocchino e dei paesi dell’Unione Europea.
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Tag:abusi sessuali, donne migranti, Marocco, Medici senza frontiere, Unione Europea
Scritto Lunedì 28 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
L’ex ministro dell’Interno Giuliano amato ha ribadito che gli immigrati in arrivo in Europa in condizioni di poter richiedere il diritto d’asilo non possono essere di esclusiva responsabilità del Paese d’ingresso, perché altrimenti ”Grecia, Spagna e Italia avranno tutta la responsabilità”. È questo il parere espresso dal palco della Seconda Conferenza Nazionale sull’Immigrazione, al fine di ottenere una modifica della normativa europea.
Per Amato, sarebbe ”giusto che il governo italiano si impegni per cambiare il regolamento di Dublino per porre fine a un’assurda regola. Il Regolamento di Dublino – ha insistito l’ex titolare del Viminale – serve solo a farci litigare. Cambiamolo, e facciamo in modo che le responsabilità sui richiedenti il diritto di asilo si ripartiscano fra i Paesi Europei in modo equo”.
Parole condivisibili, ma che si scontrano con il deficit di legalità interna di alcuni Stati, come ad esempio la Grecia, che di recente hanno represso in modo intollerabile persino il dissenso locale. Immaginiamoci i diritti di chi è estraneo non solo alla Grecia, ma all’Unione Europea.
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Tag:Giuliano Amato, immigrati, normativa europea, regolamento di Dublino, Unione Europea, Viminale
Scritto Lunedì 21 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
La carta di soggiorno (tecnicamente, permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo) non è esentata dall’imposta di bollo nel caso in cui a richiederla sono i familiari di un cittadino dell’Unione Europea, che però non hanno la cittadinanza di uno stato membro: in breve, è questo il contenuto della risoluzione 250/E, documento pubblicato il 17 settembre dall’Agenzia delle Entrate.Il rilascio della carta di soggiorno in favore dei familiari di cittadini UE, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro, è soggetto all’imposta di bollo nella misura di 14,62 euro per ogni foglio (Risoluzione Agenzia delle Entrate 17/09/2009, n. 250/E).
La risoluzione si apre con una precisa introduzione, la quale ricorda che è imprescindibile il diritto dei cittadini dell’Ue e dei loro familiari a mantenere la libertà di circolazione e di soggiorno nel territorio degli stati membri.
Ulteriori precisazioni in questo senso arrivano dal Decreto legislativo 30 del 2007 (“Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri”).
Lo stesso decreto, in effetti, dispone espressamente che, nel caso i familiari del cittadino dell’Unione non siano in possesso della cittadinanza di una delle nazioni europee, devono provvedere alla richiesta della carta di soggiorno alla questura competente territorialmente, una volta trascorsi tre mesi dall’ingresso nello Stato in questione. Questa carta è valida cinque anni e il rilascio è gratuito. L’Agenzia delle Entrate ha però voluto precisare proprio questo concetto della gratuità: esso non costituirebbe una agevolazione in materia fiscale, ma sarebbe finalizzato a non gravare il cittadino del costo del servizio.
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Tag:agenzia delle entrate, carta di soggiorno, cittadinanza, extracomunitari, imposta di bollo, libertà di circolazione, permesso di soggiorno, soggiornanti di lungo periodo, UE, Unione Europea
Scritto Sabato 12 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Non bastava la figuraccia rimediata dieci giorni fa, quando il nostro presidente del Consiglio aveva ammonito la Presidenza europea a esprimersi direttamente escludendo i diversi portavoce nazionali, come se l’Unione Europea fosse un luogo franco dalle opinioni internazionali e riproponga a livello comunitario il centralismo degli Stati di appartenenza.
Insomma il Governo italiano va dritto per la sua strada che rassomiglia sempre più a un vicolo cieco: il Governo ha infatti appena replicato alla richiesta di chiarimenti avanzata il 15 luglio scorso dalla Commissione europea in materia di immigrazione sottolineando come le azioni di respingimento nel Mediterraneo sono “conformi al diritto comunitario ed alle convenzioni internazionali vigenti, in particolare, rispetto alla tutela dei richiedenti asilo o protezione internazionale”. È quanto riferiscono fonti della rappresentanza permanente d’Italia presso l’Ue a Bruxelles (fonte: Adnkronos/Aki,Bruxelles, 11 sett.). Ma omettono di dire che la prevalenza dei respingimenti avviene verso la Libia, Stato che non riconosce il diritto asilo così come il suo leader, che durante la sua visita in Italia lo ha apertamente considerato una pretesa ridicola “di alcuni africani che provengono dalle foreste”.
Come alcuni organi di stampa nostrani abbiano potuto elogiare un personaggio simile, fa parte del contesto francamente squallido dello stato dell’informazione in Italia.
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Tag:centralismo, convenzioni internazionali, diritto comunitario, Libia, portavoce, presidente del Consiglio, respingimenti, Unione Europea
Scritto Giovedì 23 Luglio 2009 da Massimiliano Curzi
Nella nota informativa che spiega le presunte cause dell’impugnazione delle due leggi regionali davanti alla Corte Costituzionale, il Governo afferma che «tali leggi, disciplinando ed agevolando il soggiorno degli stranieri che dimorano irregolarmente nel territorio nazionale, incidono sulla disciplina dell’ingresso e del soggiorno degli immigrati che, come più volte affermato dalla Corte Costituzionale è riservata allo Stato, in quanto ricompresa nelle materie ‘diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea’ e ‘immigrazione’».
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Tag:asilo politico, Corte costituzionale, diritto di asilo, leggi regionali, principio di sussidiarietà, Unione Europea
Scritto Giovedì 9 Luglio 2009 da Massimiliano Curzi
A Milano un nuovo imprenditore su tre proviene da uno Stato al di fuori dell’Unione Europea. Nella maggior parte dei casi si tratta di imprese individuali, ma molte di loro si sono sviluppate e così hanno assunto personale. In particolare le imprese extracomunitarie in provincia di Milano danno lavoro a 20mila persone di cui 3.800 italiani. Gli immigrati fanno impresa nel settore della ristorazione, delle lavanderie, estetica, viaggi e traduzioni, farmacie, piccoli atelier, edilizia, e ovviamente dei prodotti etnici. Nella provincia di Milano le ditte extracomunitarie mostrano maggior vitalità. In totale sono 18.635, e nel 2008 sono cresciute dell’8,6% con un netto miglioramento rispetto al 2007 (+3,2%).
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Tag:aziende, comunitari, extracomunitari, immigrati, imprese, Milano, stranieri, Unione Europea