Scritto Martedì 14 Dicembre 2010 da Luisa Sgarra

Immigrazione
La Libia torna a battere cassa all’Unione Europea sulla questione degli immigrati. Il ministro della pubblica sicurezza di Tripoli, Abdalfatah Yunes Elabedi, ha detto che la Libia diminuira’ i propri sforzi per contrastare i flussi di emigranti che passano per il proprio territorio diretti in Europa se la Ue non rispondera’ positivamente alle richieste di ulteriori appoggi finanziari.
”Se non ci sono soldi non ci sara’ sicurezza e non ci saranno guardie ai confini”, ha detto Elabedi. ”O l’Unione Europea fa quello che deve fare, e nel caso noi saremmo loro grati, oppure si prendera’ la responsabilita’ delle sue decisioni”.
Era stato lo stesso leader libico, Muammar Gheddafi, – durante la sua ultima visita in Italia – a quantificare in 5 miliardi di euro l’anno la somma necessaria per Tripoli per bloccare i clandestini.
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Tag:immigrati, Libia, sicurezza, soldi, UE
Scritto Venerdì 10 Dicembre 2010 da Luisa Sgarra

No respingimenti
L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha invitato oggi l’Unione europea e i suoi stati membri a garantire che i più stretti controlli alle frontiere non tengano fuori coloro che chiedono asilo perché vittime di violenze o persecuzioni.
Secondo l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Acnur), è calato il numero di immigrati irregolari e di richiedenti asilo che raggiungono l’Europa attraverso il Mediterraneo centrale a causa dei pattugliamenti in mare e dei cosiddetti “respingimenti“, soprattutto da parte dell’Italia.
E’ aumentato il numero di persone che arriva via terra dalla Turchia attraverso la Grecia, dove agenti di Frontex, l’agenzia Ue per le frontiere, sono stati dispiegati per cercare di rallentare il flusso di immigrati, dice l’Acnur.
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Tag:asilo, immigrati, ONU, respingere, UE
Scritto Martedì 19 Ottobre 2010 da Luisa Sgarra

Commissione Europea
I servizi della Commissione europea stanno esaminando i documenti inviati venerdi’ sera da Parigi relativi all’adeguamento della legislazione nazionale alla direttiva Ue sulla libera circolazione dei cittadini.
E’ quanto ha dichiarato la portavoce dell’esecutivo Ue Pia Ahrenkilde Hansen. Il mancato rispetto delle norme europee nell’ambito delle espulsioni dei rom effettuate dalla Francia era stato infatti messo in causa da Bruxelles, che aveva annunciato l’apertura di una procedura d’infrazione se le autorita’ francesi non avessero fornito risposte adeguate entro il 15 ottobre.
Fonte by Adnkronos
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Tag:circolazione, cittadini, direttiva, documenti, Parigi, UE
Scritto Sabato 31 Ottobre 2009 da Massimiliano Curzi
I dati sulla distribuzione dell’immigrazione proveniente dai paesi extra UE verso quelli comunitari segna un netto squilibrio in merito a Spagna, Italia e Grecia, Stati che insieme raccolgono circa il 92% degli migranti: e ciò malgrado il trattamento del tutto diverso che ciascuno dei 3 Stati coinvolti riserva loro. La Grecia è tuttora in netto ritardo quanto alle procedure di riconoscimento del diritto d’asilo, negato in 2 casi su 3; la Spagna non prevede, a differenza dell’Italia, modalità vere e proprie di respingimento, ma tutela le sue enclave di Ceuta e Melilla con presidi militari degni di Guantanamo; l’Italia continua ad vere il territorio disseminato da CIE, la cui specifica situazione diviene a fasi alterne sempre più vicina all’insostenibilità. Se è vero che il resto della UE non può lasciare un simile fenomeno nelle mani dei singoli paesi mediterranei, è anche vero che in ciascuno di essi c’è ancora molto da fare, e in più di una direzione.
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Tag:Ceuta, CIE, Grecia, immigrazione, Italia, Melilla, paesi mediterranei, Spagna, UE
Scritto Sabato 31 Ottobre 2009 da Massimiliano Curzi
La nuova legge in materia di sicurezza, entrata in vigore l’otto agosto, stabilisce che per l’ottenimento della carta di soggiorno (ormai denominata “permesso di soggiorno per soggiornanti UE di lungo periodo”)occorre pagare una tassa compresa fra gli 80 e i 200 euro. Senonché, come spesso accade in Italia, per ora le amministrazioni competenti non si sono accordate sulla cifra, perciò la tassa non è ancora operativa. Quindi chi ora fa richiesta di carta di soggiorno, non essendo prevista in dettaglio alcuna tassa, eviterà di pagarla se il rilascio del titolo avviene in tempi ragionevoli. Difficile dire cosa accadrà se la tassa dovesse essere determinata in corso di definizione del procedimento di rilascio. Ma in base ai princìpi generali del procedimento amministrativo, l’esborso non potrà essere richiesto in séguito: chi ha fatto domanda finché mancava la disciplina di attuazione non dovrebbe essere tenuto ad alcun versamento neanche successivamente.
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Tag:carta di soggiorno, lungo periodo, permesso di soggiorno, principi generali, procedimento amministrativo, UE
Scritto Mercoledì 28 Ottobre 2009 da Massimiliano Curzi
L’Europa si conferma come l’area di maggiore presenza di migranti e ne ospita circa un terzo del totale.
Nell’Ue a 27 Stati, gli immigrati sono 38,1 milioni, con un’incidenza del 6,2 % sui residenti: più di un terzo proviene da altri Stati membri (36,7), ma ormai si rischia di considerare ‘stranieri’ anche i comunitari, dei quali gli italiani costituiscono in diversi Paesi una parte significativa. In quest’ultimo decennio la Spagna e l’Italia sono stati i Paesi UE maggiormente interessati dall’immigrazione e in essi si sono concentrati la maggior parte dei flussi: nei due Stati sono stati superati, rispettivamente, i 5 e i 4 milioni di immigrati (5.262.000 e 4.330.000), con un aumento decennale di cinque e di tre volte.
Si tratta delle cifre emerse dal rapporto Caritas-Migrantes sull’immigrazione 2009, che mostra come l’immigrazione continui a essere uno dei temi caldi, e sottolinea che gli organismi dell’Unione si sono occupati in prevalenza del controllo dei flussi e dei rimpatri, mentre è rimasto sullo sfondo l’obiettivo della convivenza nella diversità.
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Tag:27 Stati, comunitari, immigrazione, Migrantes, Migranti, UE
Scritto Lunedì 21 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
La carta di soggiorno (tecnicamente, permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo) non è esentata dall’imposta di bollo nel caso in cui a richiederla sono i familiari di un cittadino dell’Unione Europea, che però non hanno la cittadinanza di uno stato membro: in breve, è questo il contenuto della risoluzione 250/E, documento pubblicato il 17 settembre dall’Agenzia delle Entrate.Il rilascio della carta di soggiorno in favore dei familiari di cittadini UE, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro, è soggetto all’imposta di bollo nella misura di 14,62 euro per ogni foglio (Risoluzione Agenzia delle Entrate 17/09/2009, n. 250/E).
La risoluzione si apre con una precisa introduzione, la quale ricorda che è imprescindibile il diritto dei cittadini dell’Ue e dei loro familiari a mantenere la libertà di circolazione e di soggiorno nel territorio degli stati membri.
Ulteriori precisazioni in questo senso arrivano dal Decreto legislativo 30 del 2007 (“Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri”).
Lo stesso decreto, in effetti, dispone espressamente che, nel caso i familiari del cittadino dell’Unione non siano in possesso della cittadinanza di una delle nazioni europee, devono provvedere alla richiesta della carta di soggiorno alla questura competente territorialmente, una volta trascorsi tre mesi dall’ingresso nello Stato in questione. Questa carta è valida cinque anni e il rilascio è gratuito. L’Agenzia delle Entrate ha però voluto precisare proprio questo concetto della gratuità: esso non costituirebbe una agevolazione in materia fiscale, ma sarebbe finalizzato a non gravare il cittadino del costo del servizio.
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Tag:agenzia delle entrate, carta di soggiorno, cittadinanza, extracomunitari, imposta di bollo, libertà di circolazione, permesso di soggiorno, soggiornanti di lungo periodo, UE, Unione Europea
Scritto Martedì 30 Giugno 2009 da Massimiliano Curzi
Particolarmente significativo il contributo del lavoro degli immigrati nella crescita occupazionale dei Paesi Ocse. In Italia, Spagna, Austria e Danimarca, infatti, le stime rivelano che il 40% dell’aumento di posti di lavoro è dovuto all’impiego di immigrati.
Secondo il rapporto Ocse (Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo) 2009, dedicato al fenomeno dell’immigrazione, negli ultimi 5 anni l’area degli Stati della UE ha registrato una crescita occupazionale sostenuta, con la creazione di oltre 30 milioni di posti di lavoro tra il 2003 e il 2007 (20 milioni in Europa). Nel corso di questo periodo, la crescita annuale ha segnato un aumento dell’1,5% (2,5% in Europa), mentre la disoccupazione è diminuita dal 6,9% al 5,6% (dal 9,1% al 6,9% in Europa). Ovviamente sono dati aggregati, che bilanciano la perdita di posti di lavoro in paesi tradizionali (quali Francia, Italia, Spagna, Germania) con la crescita occupazionale di altri paesi parte dell’Unione (Polonia e Romania innanzitutto, ma anche le repubbliche baltiche), quindi non devono sorprendere. Quel che invece va considerato con attenzione è un fenomeno spesso sottovalutato, cioè l’impatto del lavoro degli immigrati – spesso accusati di sottrarre opportunità di impiego ai lavoratori nazionali – per quanto riguarda la creazione di nuovi posti di lavoro. Si prenda ad esempio il caso delle badanti, che di fatto ormai esercitano buona parte delle attività che un tempo erano esercitate dagli assistenti domiciliari: il numero di questi ultimi è ora cresciuto perché essi possono svolgere attualmente mansioni più qualificate di un tempo, visto che del resto si occupano ormai proprio le badanti.
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Tag:età lavorativa, extracomunitari, Hans Groth, Nicholas Eberstand, occupazione, OCSE, popolazione americana, regolarizzazione, UE