Torino, raccontare la migrazione oggi

Come sono rappresentati i dai media nazionali e locali? Come vedono il nostro giornalismo i ? Quale puo’ essere il loro contributo a un’informazione di qualita’?

Possibili risposte emergeranno nel ‘Raccontare la oggi.

Il ruolo dei nella comunicazione sociale in Italia’, che si terra’ il 28 maggio a .

L’incontro sara’ l’occasione per confrontare diversi stili di interpretare e raccontare l’universo dei che, dicono gli organizzatori del , “da oggetto passivo, spesso strumentalmente deformato, si rivelano sempre piu’ soggetti capaci di produrre una narrazione autonoma e di qualita’, non solo su di se’ ma anche sulle cittadinanze e i territori che li accolgono”.

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Secondo i magistrati di Torino il reato di clandestinità potrebbe essere incostituzionale

Non ci voleva molto a prevedere un esito simile. Ma a poco più di un mese dall’entrata in vigore della nuova , che sia già sollevata una questione di costituzionalità è un record: se fosse accolta, avremmo la legge italiana più rapida nel rivelarsi contraria ai principi della nostra . Ormai quasi ci costa ritrovare conferme quotidiane di quanto avevamo previsto già da mesi, e a riprova di tutto ciò valgono gli articoli tuttora presenti negli archivi di questo blog e risalenti addirittura al primo scorcio d’estate, quando ancora il pacchetto sicurezza era giacente nella aule di Montecitorio.
Intanto anche il pm di Agrigento ha chiesto la trasmissione degli atti di un processo per immigrazione clandestina alla Corte costituzionale. Sollevata l’incostituzionalita’ della norma introdotta con il pacchetto sicurezza. “La scelta legislativa ha comportato la criminalizzazione di una condizione che era di competenza esclusiva dell’autorità amministrativa”. Il processo riguardava 21 sbarcati in Sicilia. La Procura ha chiesto la sospensione del procedimento.

Dal nord e sud Italia, e` scontro nei centri per immigrati

I (Centri di idenitificazione ed espulsione), cioe` gli ex che gia` un anno fa il ha deciso di ridefinire “strategicamente” collegandoli all`attivita` di espulsione, sono in rivolta da a Lamezia Terme, passando per e . La rilevanza di simili contestazioni non va sottovalutata ma neanche enfatizzata. Da un lato, i coinvolti sono la minoranza (4 su un totale di 13). Ma se ci sono stati anche scontri di piazza, come ad esempio e` accaduto a , vuol dire che il disagio sociale e` alto e di conseguenza il non puo` confidare nelle cariche della Polizia per mettere a tacere il problema. Si sta profilando qualcosa di terribilmente serio, cioe` un`inquietante alleanza tra sans papier e criminalita` organizzata: con l`avvento del nuovo testo sulla sicurezza, la malavita straniera si infiltra tra i connazionali ancor piu` facilmente, ne favorisce la disinformazione, ne accentua i sentimenti negativi di riscatto sociale. Quest`aspetto il lo aveva trascurato, benche` qualcuno – anche tramite questo blog – ne avesse gia` parlato.
In particolare le contestazioni riguardano il nuovo testo sulla sicurezza, laddove si prevede che la dell’espulsione comporti la permanenza dell’ nel Centro per 30 giorni, prorogabili per ulteriori 30. Trascorso questo termine il questore fino a 120 giorni. In definitiva, una permanenza che può durare fino a sei mesi. Ed e` tutto da dimostrare che torni davvero a beneficio dell`identificazione da compiere: numerose da piu` parti d`Italia affermano infatti il contrario.