Chiamparino si scusa per volantini razzisti: si indaghi

Sindaco - Sergio Chiamparino

Sindaco - Sergio Chiamparino

Chiedo scusa a nome della citta’ alle persone immigrate che vivono nella nostra comunita’, e chiedo alle autorita’ di indagare per scoprire i responsabili”.

Così il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, commenta al Salone del gusto di Torino i volantini comparsi ieri in citta’ e affissi su alcuni pali con la scritta “Cercasi commesse per aree pubbliche in centro commerciale, 18-20 anni, no perditempo no stranieri“.

“A parte che la madre degli stupidi e’ sempre incinta – ha denunciato il sindaco – io chiedo alle autorita’ competenti che si indaghi.

C’e’ un numero di cellulare in fondo al volantino. Ecco, che si vada fino in fondo perche’ quello non e’ lo spirito e l’anima della comunita’ torinese. La nostra citta’ non vuole più’ saperne dei cartelli “non si affitta ai meridionali” e oggi di quelli “non si da’ lavoro agli stranieri“.

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Torino, raccontare la migrazione oggi

Migrazione

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Come sono rappresentati i migranti dai media nazionali e locali? Come vedono il nostro giornalismo i migranti? Quale puo’ essere il loro contributo a un’informazione di qualita’?

Possibili risposte emergeranno nel seminario ‘Raccontare la migrazione oggi.

Il ruolo dei migranti nella comunicazione sociale in Italia’, che si terra’ il 28 maggio a Torino.

L’incontro sara’ l’occasione per confrontare diversi stili di interpretare e raccontare l’universo dei migranti che, dicono gli organizzatori del seminario, “da oggetto passivo, spesso strumentalmente deformato, si rivelano sempre piu’ soggetti capaci di produrre una narrazione autonoma e di qualita’, non solo su di se’ ma anche sulle cittadinanze e i territori che li accolgono”.

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Secondo i magistrati di Torino il reato di clandestinità potrebbe essere incostituzionale

Non ci voleva molto a prevedere un esito simile. Ma a poco più di un mese dall’entrata in vigore della nuova legge sulla sicurezza, che sia già sollevata una questione di costituzionalità è un record: se fosse accolta, avremmo la legge italiana più rapida nel rivelarsi contraria ai principi della nostra Carta Costituzionale. Ormai quasi ci costa ritrovare conferme quotidiane di quanto avevamo previsto già da mesi, e a riprova di tutto ciò valgono gli articoli tuttora presenti negli archivi di questo blog e risalenti addirittura al primo scorcio d’estate, quando ancora il pacchetto sicurezza era giacente nella aule di Montecitorio.
Intanto anche il pm di Agrigento ha chiesto la trasmissione degli atti di un processo per immigrazione clandestina alla Corte costituzionale. Sollevata l’incostituzionalita’ della norma introdotta con il pacchetto sicurezza. “La scelta legislativa ha comportato la criminalizzazione di una condizione che era di competenza esclusiva dell’autorità amministrativa”. Il processo riguardava 21 migranti sbarcati in Sicilia. La Procura ha chiesto la sospensione del procedimento.

Dal nord e sud Italia, e` scontro nei centri per immigrati

I CIE (Centri di idenitificazione ed espulsione), cioe` gli ex CPT che gia` un anno fa il Governo ha deciso di ridefinire “strategicamente” collegandoli all`attivita` di espulsione, sono in rivolta da Gorizia a Lamezia Terme, passando per Milano e Torino. La rilevanza di simili contestazioni non va sottovalutata ma neanche enfatizzata. Da un lato, i CIE coinvolti sono la minoranza (4 su un totale di 13). Ma se ci sono stati anche scontri di piazza, come ad esempio e` accaduto a Milano, vuol dire che il disagio sociale e` alto e di conseguenza il Governo non puo` confidare nelle cariche della Polizia per mettere a tacere il problema. Si sta profilando qualcosa di terribilmente serio, cioe` un`inquietante alleanza tra sans papier e criminalita` organizzata: con l`avvento del nuovo testo sulla sicurezza, la malavita straniera si infiltra tra i connazionali ancor piu` facilmente, ne favorisce la disinformazione, ne accentua i sentimenti negativi di riscatto sociale. Quest`aspetto il Governo lo aveva trascurato, benche` qualcuno – anche tramite questo blog – ne avesse gia` parlato.
In particolare le contestazioni riguardano il nuovo testo sulla sicurezza, laddove si prevede che la convalida dell’espulsione comporti la permanenza dell’immigrato nel Centro per 30 giorni, prorogabili per ulteriori 30. Trascorso questo termine il questore fino a 120 giorni. In definitiva, una permanenza che può durare fino a sei mesi. Ed e` tutto da dimostrare che torni davvero a beneficio dell`identificazione da compiere: numerose Questure da piu` parti d`Italia affermano infatti il contrario.