Permesso di soggiorno per meriti civili, un`altra crepa nell`edificio sgangherato del nuovo testo sulla sicurezza

È accaduto a Milano, dove un marocchino senza permesso di soggiorno ha salvato la vita a un uomo che tentava di impiccarsi. Se avesse dovuto temere gli effetti del nuovo testo sulla sicurezza,avrebbe dovuto lasciare Cesare P. – l´uomo che ha tentato di togliersi la vita – compiere fino all`ultimo il suo gesto: per legge l`immigrato non aveva alcun obbligo di intervenire, e di sicuro sapeva di esporsi ai futuri accertamenti delle forze dell`ordine. Che infatti ne ha puntualmente rilevato la condizione di irregolarità. Senonchè il caso ha fatto scalpore, cittadini e anche alcune autorità locali sembrano orientate a concedere un singolare permesso per meriti civili, fatto di per sè insolito ma non rarissimo in questi ultimi mesi. Come abbiamo già detto in altri articoli presenti su questo blog, dal permesso di soggiorno per protezione sociale a quello per meriti civili, gli episodi analoghi che hanno coinvolto extracomunitari attivi a favore della legalità – talora più di tanti italiani – sono stati diversi dal nord al sud al paese. Il punto è un altro, come abbiamo già detto: il problema non è la concessione “premiale” – per così dire – di questi permessi di soggiorno. Il problema è che in un paese come il nostro, dove già i diversi tipi di permesso di soggiorno sono una dozzina, al punto da complicare spesso le cose a chi deve farne richiesta, non è pensabile se ne aggiungano altre categorie per sfuggire agli effetti maldestri di una pessima legge. Anche perchè prima o poi ci si renderà conto che qui non si tratta di tappare un buco, bensì di risolvere un problema sistematico: se cioè l´extracomunitario non in regola sia da considerarsi fino a prova contraria come una persona innocente o come un delinquente, cui si è disposti a concedere un salvacondotto in caso di benemerenza. Ricordiamo ai nostri legislatori – semprechè meritino quest`appellativo – che i diritti civili nascono prima degli Stati, e non il contrario.

Varese, ucraina cardiopatica rifiuta il ricovero: «Non portatemi in ospedale, ho paura»

La donna, un’ucraina cardiopatica che lavora come badante di un’anziana nel Varesotto, ha avuto un malore alla stazione e malgrado tutto rifiutava il ricovero: «No ospedale, io no documenti», continuava a ripetere la donna, secondo quanto riferito da un lettore che ne ha informato la testata Varesenews.
Non è la prima volta che si verificano casi simili,
complice anche una pubblica amministrazione che ha maldestramente anticipato le peggiori interpretazioni delle più controverse innovazioni normative in materia di sicurezza.
Tra gli effetti più deleteri del nuovo testo sulla sicurezza – che entrerà in vigore sabato 8 agosto – c’è la paura generalizzata cui sono già ridotti molti immigrati. Il Governo ha un bel dire che quanti erano in Italia già da prima non rischiano nulla: in termini normativi, tutto ciò è ineccepibile. Ma si dimentica che la pubblica amministrazione italiana spesso interpreta le nuove leggi in modo miope o conservatore, incorrendo altrettanto spesso in errori che richiedono anche lunghe trafile giudiziarie per essere scoperti e sanzionati. Tutto ciò che può accadere nel frattempo, va spesso a discapito dell’immigrato: chi viene in Italia per lavorare è ancor più frustrato nelle sue aspettative quando è costretto ad affidarsi a una burocrazia che, già di per sé non sempre efficiente, diventa persino incomprensibile a un migrante soprattutto a causa dei tempi di attesa e di evidenti fattori linguistici. L’incertezza degli ultimi giorni in merito alla questione se iscrivere o meno i figli degli immigrati irregolari all’anagrafe, è piuttosto eloquente: ministero dell’Interno e Questure si sono contraddette sino a portare a una nota ufficiale del Viminale, il che non è bastato; in alcune province le Questure centrali hanno emanato a loro volta un’altra nota ufficiale contenente una specie di interpretazione autentica della legge, a favore di chi partorisce senza permesso di soggiorno. Ma la paura persistente degli immigrati è la spia più evidente che una simile normativa è tutt’altro che orientata a creare legalità, semplicemente si appresta a spostare la soglia della visibilità verso alcune categorie di migranti (colf, badanti) che usufruiranno della sanatoria a discapito di altre (i lavoratori stagionali) sempre più a rischio di illegalità, rese prede ancor più facili delle organizzazioni criminali.

Diritto all’istruzione senza diritto ad avere un padre e una madre: l’ennesimo triste paradosso del nuovo testo sulla sicurezza

Il testo in materia di sicurezza su cui il Governo ha ottenuto la fiducia continua a generare mostri, malgrado i tentativi dell’opposizione e di parte della maggioranza di emendarlo dagli errori più grossolani. L’ultima stortura è il modo con cui si è rimediato al divieto di iscrivere i figli a scuola per chi è sprovvisto del permesso di soggiorno; divieto rimosso, senonché resta invariato l’obbligo di presentazione del permesso di soggiorno per l’iscrizione dei propri figli all’anagrafe. Per la madre che ne sia sfornita, resta in piedi la possibilità di richiedere un permesso di soggiorno per gravidanza. Ma per come è al momento elaborata la norma, essa prevede la scadenza del permesso per gravidanza poco dopo il parto. Quindi una donna migrante dovrebbe far registrare subito il figlio – poiché un ritardo anche solo di pochi giorni la renderebbe irregolare – e in seguito chiedere la conversione del permesso di soggiorno in permesso per motivi familiari. Ma una simile conversione, prevista dalla legge Turco-Napolitano del 1998, è consentita solo qualora la richiedente abbia il coniuge in regola con il permesso di soggiorno in Italia. In altri termini, essa opera una sorta di ricongiungimento interno che in fondo non è poi così utile, poiché i casi più rilevanti sono quelli di donne extracomunitarie che risultano l’unico genitore per i loro figli nati in Italia.

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