Spunta l’obbligo del test di italiano per il permesso di soggiorno di lungo periodo, ma nessun ente permette di svolgerlo
Si tratta dell’ennesimo paradosso o, se vogliamo essere più espliciti, dell’ennesima stortura dello strampalato pacchetto sicurezza ideato dal Governo: consiste nell’obbligo relativo al superamento di un test in lingua italiana, previsto come condizione per il rilascio della Carta di soggiorno (da qualche anno, ridefinita come “permesso CE per soggiornanti di lungo periodo”: e non si tratta di un miglioramento linguistico né concettuale).
Così ad esempio a Modena accade che molti cittadini stranieri non hanno potuto ritirare la carta di soggiorno nonostante l’appuntamento già fissato. Recatisi in Questura, invece del sospirato titolo di soggiorno hanno ricevuto un biglietto d’invito, redatto ai sensi dell’art. 6 L. 241/90, con il quale sono invitati ad esibire “un certificato che attesti l’avvenuto superamento di un test di conoscenza della lingua italiana”, “a seguito delle novità introdotte dall’art.9, comma 2 bis, l. 94/09″. Nonostante si tratti di un art. 6 il biglietto di invito non contiene un termine perentorio entro il quale consegnare il certificato. Non si sa, infatti, chi deve organizzare il test, né come né dove. Sembra l’ennesima disposizione introdotta per compiacere la Lega e – chissà – forse per fare un favore alle organizzazioni che gestiscono scuole di italiano per stranieri, le quali beneficiano spesso di fondi pubblici per essere attivate. E questa la si vorrebbe spacciare per semplificazione amministrativa?
Giudichi il lettore se è possibile anche lontanamente considerarla come tale.