I Vescovi: gli stranieri delinquono quanto gli italiani

1Secondo  i italiani non è vero, come dice il premier Berlusconi, che una “riduzione” degli significherebbe “meno forze che vanno ad ingrossare la schiera della criminalità”.

“Le nostre statistiche – ha risposto il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata – dimostrano che la percentuale di criminalità tra italiani e stranieri è analoga, se non identica”.

Crociata ha colto  l’occassione, attraverso la conferenza stampa sul documento finale del Consiglio episcopale permanente, basato su un nuovo richiamo per un solidale,   per un intervento a tutto campo anche sui temi dell’attualità, comprese le prossime elezioni regionali, con un nuovo invito a sostenere i politici che difendono i valori della vita e della famiglia. 

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È ancora possibile entro fine anno eseguire la chiamata di lavoratori stagionali

immigrati-lavoratori-stagionaliScaduti a fine settembre i termini per la di determinate categorie di , l’ultima modalità utile a chiamare regolarmente in e stranieri è rappresentata dalle opportunità di lavoro stagionale, per cui è ancora possibile seguire chiamate nominative entro la fine dell’anno (31 dicembre). Ricordiamo però che il corrispondente permesso di soggiorno, quantomeno trimestrale, rilasciato a queste categorie di , non ha praticamente alcuna possibilità di conversione: non può essere convertito in permesso di lavoro annuale né in altro tipo di permesso di soggiorno. Si tratta di una rigidità del sistema italiano che di fatto, dopo la prima opportunità lavorativa spesso sottopagata nelle campagne meridionali, consegna direttamente questi al lavoro nero e al caporalato. Una soluzione che getta un’ombra oscura sulla legislazione italiana in materia, che pretende poi di contrastare in altro modo l’insicurezza che contribuisce a creare.

Proposta di legge per estendere i diritti degli stranieri regolamente soggiornanti in Italia con carta di soggiorno anche ai loro figli maggiorenni

Se La proposta di legge dell’on. Luisa Bossa – parlamentare del Pd, componente della commissione Affari sociali della Camera – fosse approvata dal Parlamento, interverrebbe sul comma 1 dell’articolo 9 (cd. legge “Bossi-Fini”) estendendo i diritti di cui sono già titolari i figli minorenni degli stranieri regolari anche ai figli maggiorenni, purché convinventi col nucleo familiare originario. Figli che al momento non ricevono adeguato riconoscimento istituzionale, ma che hanno vissuto e studiato per vari anni in . Si tratta dell’esito di una serie di mini-riforme fatte senza alcuna pianificazione politica che non fosse quella -tanto cara ai politici nostrani – dell’emergenza e dell’ dell’approssimazione. In questi giorni è tornato al centro del dibattito politico anche il tema della cittadinanza, che peraltro risolverebbe a monte il problema. Insomma, almeno un paio di strade sembrano essersi aperte.

Al via un progetto per favorire l’inserimento sociale dei minorenni stranieri responsabili di reati

È appena stato reso operativo il progetto di comunicazione sociale, promosso dal Dipartimento per la Giustizia Minorile (Direzione Generale per l’attuazione dei provvedimenti giudiziari) e co-finanziato dal Fondo FEI e dal Ministero dell’Interno, con l’obiettivo di favorire l’inserimento sociale e lavorativo dei minori migranti nei territori di riferimento dei Centri per la Giustizia Minorile.
Il recente caso degli otto stupratori di Montalto di Castro (Viterbo) che beneficeranno della messa alla prova (cd. “probation” processuale) e perciò avranno l’opportunità di vedere estinto il loro reato come se niente fosse, dovrebbe far riflettere per disparità di trattamento anche da parte dell’opinione pubblica: quando furono arrestati i due romeni autori dello stupro di Guidonia, si rischiò il pubblico linciaggio. Persino la malagiustizia ha due pesi e due velocità.
Forse qualcuno lo ha capito a livello istituzionale, e se è vero che l’immigrazione è un fenomeno in gran parte giovanile, allora è proprio dal dei minorenni migranti che si può iniziare a far prevenzione. È fondamentale che al termine del percorso penitenziario il minore, specie se straniero, non sia abbandonato a se stesso, il che lo esporrebbe ancor più alle insidie delle vanificando qualsiasi funzione della pena. E dopo tutto, continuiamo a sperare che simili slanci di lungimiranza, almeno sulla carta, prima o poi coinvolgano anche il trattamento e il reinserimento delle vittime dei reati, italiani o stranieri che siano.

Nel 2008 oltre 59.000 immigrati hanno acquisito la cittadinanza italiana. E c’è la proposta di farla acquisire a 11 anni per chi è nato in Italia

In base ai più recenti dati diffusi il 7 ottobre, continuano a crescere nel 2008 le acquisizioni della cittadinanza da parte di immigrati: 53.696 unità, circa il 18% in piu’ rispetto all’anno precedente: lo rileva l’Istituto nazionale di statistica, sottolineando che si deve alla dinamica naturale e migratoria dei residenti l’incremento osservato nel 2008 da 59.619.290 a 60.045.068 unità per il complesso della popolazione residente (italiani e ). In particolare, il saldo naturale della popolazione straniera (+68.194 unità) compensa quasi per intero il saldo naturale negativo dei residenti di cittadinanza (-76.661 unità).
Nel frattempo è stata formulata, sia pure in modo informale, la proposta di coniugare l’acquisto della cittadinanza al ciclo scolastico: così un bambino straniero che nasce in o vi arriva da molto piccolo (uno/due anni) avrebbe il riconoscimento della cittadinanza dopo il compimento di un ciclo scolastico, a 11 anni. Questa la posizione del presidente della Camera Gianfranco Fini, espressa intervenendo all’Assemblea annuale dell’Anci. “Per i bambini in – ha detto Fini – serve un percorso privilegiato”.

Al via la campagna di comunicazione sull’inclusione sociale degli immigrati

È stata avviata venerdì 2 ottobre la seconda fase della campagna di comunicazione sull’inclusione sociale degli immigrati, promossa dal Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali per favorire la convivenza tra italiani e stranieri regolarmente presenti sul territorio. La campagna sarà affiancata da che toccheranno le città con maggiore densità abitativa di stranieri.
È quanto rende noto lo stesso dicastero, aggiungendo che il 3 e 4 ottobre si svolgerà in sedici città italiane il “Weekend dell’Integrazione”, un evento che prevede manifestazioni sportive in diverse discipline (atletica, basket, calcio, ciclismo, danza sportiva, mini volley, nuoto, pallavolo, tennis da tavolo) con la partecipazione di squadre miste composte da italiani e immigrati.
Riparte inoltre il ”Tour dell’Integrazione”, evento itinerante che quest’anno farà tappa a Catania, , Parma, Perugia, Roma, Napoli, Torino, Verona. Nel corso del Tour, grazie all’impiego di un gruppo di persone qualificate, sarà distribuito ai cittadini stranieri il vademecum plurilingue “L’immigrazione: come, dove, quando?”: materiale informativo sulla Costituzione , sui diritti, sui doveri degli immigrati e sui servizi messi a loro disposizione tradotto in Albanese, Arabo, Cinese, Francese, Inglese, Italiano, Russo, Spagnolo.
Malgrado le intenzioni dichiarate, e che sembrano ovviamente positive, ricordiamo che tuttora il Governo italiano di fatto non permette di adempiere all’obbligo introdotto dalla recente legge sulla sicurezza, poiché non ha indicato né accreditato alcune ente idoneo a certificare il test di lingua reso vincolante per il rilascio del di lungo periodo (la vecchia ). Un vuoto operativo che si rifletterà inevitabilmente sulla definizione delle domande formulate, e che di certo non si colma con iniziative di natura più che altro mediatica.

Milano, in manette due finti agenti che rapinavano commercianti extracomunitari

Due sono stati arrestati a Milano dalla polizia perché ritenuti responsabili di almeno quattro rapine ai danni di commercianti e bengalesi dei mercati itineranti cittadini.Gianluca Cassone, 31enne milanese, e Massimo Lombardi, 39 parmense residente a Busseto, sono stati bloccati dagli agenti del Commissariato Mecenate che hanno eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere per rapina aggravata emesso dal Gip Gaetano Brusa su richiesta del Pm Antonio Luzi. Cassone è stato arrestato in flagranza di reato il 28 marzo scorso in viale Lucania mentre si apprestava ad eseguire un colpo, il suo complice è stato invece catturato mercoledì scorso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due, spacciandosi per appartenenti alle forze dell’ordine, si presentavano nelle abitazioni dei commercianti che in precedenza avevano visto realizzare al mercato gli incassi più alti e poi li rapinavano. Molto aggressivi, Cassone e Lombardi, ex culturisti, non rinunciavano a esercitare violenza sulle vittime e i loro familiari, arrivando in alcuni casi a puntargli la pistola alla testa, a spruzzargli spray urticante sul viso o a legargli le mani con fascette di plastica. La scelta di infierire sui commercianti sarebbe stata un’idea di Lombardi, anche lui ex ambulante, a conoscenza della loro abitudine di tenere il denaro in casa e di essere poco propensi a sporgere denuncia alle forze dell’ordine. Gli agenti ritengono che oltre ai quattro colpi, compiuti tra il dicembre 2008 e il marzo 2009 e che hanno fruttato circa 10mila euro, i due siano responsabili di almeno altre sette rapine.
Ricordiamo infine che, come segnalammo a suo tempo sul blog, nel mese di luglio a Milano è iniziato il processo contro due veri agenti i quali rapinavano case di extracomunitari certi che, trattandosi di spesso irregolari, non avrebbero presentato denuncia. Ma per fortuna in entrambi i casi la reazione della giustizia italiana c’è stata. Auguriamoci che rimanga tale anche al momento di emanare la sentenza di condanna e di applicarla.

A Brescia pronti centinaia di permessi di soggiorno che nessuno ritira

è oggi la terza città italiana, dopo Milano e Roma per numero di residenti (140 mila in tutta la Provincia) e fra i gruppi più numerosi per nazionalità troviamo gli albanesi al primo posto (oltre 12 mila), seguiti da marocchini (11.400) e ucraini (circa 5 mila). Il primo giorno di consegna dei permessi di soggiorno durante il weekend non va come previsto: in lista 800 , ma alle 15 in Questura si erano presentati in 150. Sono in totale 5000 le pratiche da consegnare, e sembra che la scelta dei giorni festivi abbia spiazzato i destinatari. Il punto è se è stata loro portata adeguatamente a conoscenza oppure no. L’efficientismo di alcune questure grazie alle modalità di rilascio del è un fatto positivo. Ma se alla data di convocazione per la consegna del permesso si presentano in pochi, occorrerà fissare una nuova data, e l’effetto di snellimento delle procedure rischia in parte di saltare.

Pochi processi per clandestinità, per molti operatori della giustizia la legge ha già fallito

Prendiamo il caso del Nordest, tradizionalmente a forte impatto di immigrazione, e dunque in parte anche di irregolarità. Sono davvero pochi i celebrati in Veneto in base alla nuova legge sul reato di clandestinità. Zero a Venezia (erano so spesi fino al 15 settembre), zero a Vicenza (rimandati a marzo/ aprile), uno a Padova, due a Treviso, qualcuno a Rovigo. Del resto, anche se le denunce non mancano, è sceso il numero degli irregolari bloccati dal le forze dell’ordine, che come i magistrati non considerano la clandestinità un reato di urgenza prioritaria. Inoltre diversi magistrati ritengono la normativa gravata da profili di incostituzionalità, di difficile interpreta­zione e applicazione, se non addirittura inutile. Scendono sempre più anche i numeri degli stranieri trattenuti dalla polizia giudiziaria in vista di un eventuale processo per ingresso o : insomma, contrariamente a quanto ha detto l’ex ministro Castelli – propenso a scaricare sempre sui magistrati le colpe dei politici nel fare leggi mediocri – sono persino gli agenti di polizia giudiziaria ad aver gettato la spugna, o almeno ad essere vicini a farlo. La colpa, come avevamo preavvertito anche su questo blog fin dall’estate, è di una legge davvero mal concepita che arreca più danni alla collettività di quanto sembra risolverne. E ciò è vero per tutti, cittadini e stranieri, regolari e non.

Bergamo, 63enne truffava gli immigrati promettendo il permesso di soggiorno

Era già successo a Lodi meno di un mese fa, ma in quel caso a essere coinvolto era un pubblico ufficiale. Stavolta è stato invece un 63enne di , estraneo alla pubblica amministrazione ma ancor più senza scrupoli: prometteva agli extracomunitari di intervenire nelle pratiche per il rilascio del permesso di soggiorno. È stato tempestivamente smascherato dalla polizia che l’ha denunciato per truffa e millantato credito. Si tratta di un truffatore abituale degli : almeno una la vittima accertata, mentre una seconda si è insospettita e ha avvisato la polizia, che si è presentata all’appuntamento per la consegna del denaro.

Si osservi inoltre come questo tipo di reati si insinua nelle maglie di tempi amministrativi spesso intollerabili: sabato mattina, poco dopo le undici, l’uomo aveva fissato un incontro con un boliviano di 43 anni, da due anni era in attesa del permesso di soggiorno. Il sedicente mediatore gli aveva garantito di sveltire i tempi, vantando una conoscenza all’interno dell’ufficio immigrazione della Questura. Costo della sua “intercessione”, 1500 euro. Prima del versamento di un anticipo pari a 500 euro, il boliviano ha intuito l’inganno e ha avvisato la polizia, che poco dopo ha fermato il truffatore con la busta ancora in mano. In macchina aveva persino la ricevuta da consegnare al boliviano. L’uomo si è giustificato dicendo di voler aiutare l’immigrato senza alcun tornaconto: la somma era stata ricevuta «senza impegno».

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