Gli immigrati rendono più di quanto costano, lo dice Bankitalia: il 10% del Prodotto Interno Lordo italiano proviene dagli stranieri
L’aumento dei flussi migratori e la maggior partecipazione degli stranieri al mercato del lavoro non rappresenta un pericolo per i salari e le prospettive occupazionali dei lavoratori italiani. La Banca d’Italia nella sua relazione annuale dedica uno specifico capitolo all’analisi delle conseguenze dell’immigrazione. È più che raddoppiato tra il 2003 e il 2008 il numero di stranieri residenti in Italia, passato a 3,4 milioni di persone, circa il 6 per cento della popolazione. Nel confronto con i principali paesi europei, gli immigrati residenti in Italia rappresentano una quota più bassa di popolazione e sono più giovani e meno istruiti. Nel triennio 2005-07 l’età media della popolazione straniera regolarmente residente era pari a 38 anni, simile a quella registrata in Spagna e molto inferiore a quella, superiore ai 50 anni, riscontrabile in Germania e Francia. Poco meno della metà della popolazione straniera residente, di età compresa tra i 25 e i 55 anni, é in possesso al più di un titolo di istruzione corrispondente all’obbligo scolastico, quota che é superiore di circa 16 punti rispetto alla media dei paesi dell’Unione europea. Ma solo il 15% ha un titolo di studio di livello universitario, contro una media europea attorno al 36 per cento.