Quando le luci scompaiono. Bimbi afgani nascosti nei tombini, il sottosuolo di Roma come quello di Bucarest

Li hanno scoperti il 4 aprile a ridosso di via Matteucci, nei pressi della stazione Ostiense. 24 ragazzini afgani che dormono nei tombini in cemento armato, che in inverno protegge dalle basse temperature. Dormono anche in piedi, appoggiati al claustrofobico rifugio che si sono procurati rimuovendo le grate a protezione dei tombini. Sono figli di tribù benestanti afgane, uno di loro – ormai diciassettenne – dichiara di aver pagato alcune migliaia di euro per venire in Italia. Una cifra simile non è alla portata di tutti, in Afghanistan. Eppure l’Italia è solo uno scalo per arrivare in Inghilterra o in Germania, dove il trattamento riservato ai richiedenti asilo politico è considerato migliore e dove vivono consistenti comunità afgane. Ora i minori sono stati condotti presso il centro di prima accoglienza di via Casilina, e riceveranno il trattamento riservato ai richiedenti asilo politico almeno fino al compimento dei diciotto anni, quando decideranno da sé cosa fare.