Sicilia, domani presidi Cgil davanti a prefetture in 4 citta’

Mobilitazione CGIL

Mobilitazione CGIL

“Sono migliaia in Sicilia gli immigrati che, a causa della crisi economica, hanno perso il lavoro e rischiano l’espulsione. E migliaia quelli che lavorano in nero, soprattutto in edilizia, in agricoltura e nei servizi, sottopagati, senza diritti e talvolta in condizione di quasi schiavitu’”.

Lo denuncia la Cgil Sicilia che domani, nell’ambito della giornata nazionale di lotta del sindacato per denunciare la condizione in cui vivono i migranti nel Paese, ha organizzato presidi davanti le prefetture di quattro citta’: Palermo, Ragusa, Trapani e Messina. A Palermo l’iniziativa e’ alle 17. Cgil Sicilia e Camera del lavoro di Palermo hanno chiesto un incontro al Prefetto.

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Nuovo film di Crialese e’ sui migranti

Emanuele Crialese

Emanuele Crialese

Arriva un nuvo film di Emanuele Crialese, dopo quattro anni di distanza da Respiro con Valeria Golino

Crialese torna sul set per realizzare un film sull’ immigrazione e gli sbarchi dei clandestini in Sicilia. Pare che sia alla ricerca di volti nuovi, non professionisti e tutti siciliani per una maggiore varietà.

Secondo prime indiscrezioni il film  racconta la storia simbolo di una migrante, una donna dell’Africa sub-sahariana che cerca di raggiungere l’Italia con il figlio di 9 anni tra mille difficoltà.

Le riprese avranno inizio a giugno.

Fonte by guide.supereva.it

Foto by images.movieplayer.it

Sicilia, in arrivo legge regionale sui migranti

Sbarco in Sicilia

Sbarco in Sicilia

Il convengno organizzato dalla  Cisl Sicilia e Anolf (Associazione Oltre le frontiere) dal  tema ”Migranti in Sicilia”,  getta le basi per la prima legge regionale sui migranti nell’Isola.

Nicola Leanza, assessore alla Famiglia e alle Politiche sociali, proprio durante il suo intervento, ha chiesto alla Cisl di ”contribuire all’elaborazione di una normativa nel segno dell’accoglienza e della civilta”’.

”Siamo disponibili a portare idee e proposte” – ha replicato il segretario della Cisl siciliana, Maurizio Bernava – “Era ora che anche la Sicilia, terra di emigrazione, avesse una legge sui migranti”.

Il sindacato chiede di “confrontarsi con le parti sociali per mettere a punto assieme un protocollo che indichi obiettivi, strumenti, risorse e tempi, per costruire un sistema integrato di politiche sociali”.

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Catania,nasce la prima coop siciliana formata per intero da extracomunitari. Ma incombe la scure del pacchetto sicurezza

Nasce a Catania la prima cooperativa costituita interamente da immigrati extracomunitari in Sicilia. La nuova azienda, “La Senegalese”, realizzata con il finanziamento dell’Istituto regionale per il credito e la cooperazione, gestirà un phone center e un servizio di money transfer.
“La senegalese. Cooperativa internazionale” ha inaugurato la propria sede in via Luigi Sturzo 144, nel centro di Catania
. La coop gestisce un phone-center e fornisce altri servizi, come il trasferimento di denaro alle famiglie di origine e a connazionali, rispondendo ad una richiesta crescente sul territorio. Alla cooperativa è stato concesso per alcuni mesi un credito di esercizio di 20mila euro a tasso agevolato per la fase di avvio dell’impresa. Ma sull’attività della nuova impresa incombe la spada di Damocle della recente legge sulla sicurezza, che di fatto impedisce non solo a chi è privo del permesso di soggiorno, ma addirittura a chi è in attesa di ottenerlo e perciò è solo in possesso del relativo cedolino, la possibilità di avvalersi dei servizi di money transfer. Una disposizione assurda, che introduce ulteriore disordine in un sistema normativo e amministrativo già fin troppo caotico.

1000 euro al giorno per il CIE di Lampedusa che il Governo dichiara chiuso

Dopo la disastrosa alluvione del messinese, e il ritardo del Governo in merito alla dichiarazione del lutto nazionale e soprattutto delle risorse da destinare per il riassetto del territorio e per l’emergenza umanitaria, in un altro angolo della Sicilia emergono i numeri di una clamorosa contraddizione: il Centro di Identificazione ed Espulsione di Lampedusa (ex CPT), che il Governo ha dichiarato chiuso ormai da agosto, funziona ancora con personale part-time e costa allo Stato 1000 euro al giorno. Che scopo abbia ormai questo capitolo di spesa, è difficile capirlo; il personale operativo è pari, e spesso anche superiore, alle poche decine di immigrati da identificare che ancora vengono trattenuti nel centro a titolo eccezionale, poiché si tratta dei potenziali richiedenti asilo politico. Non dovrebbero restarci per più di due giorni, eppure lo Stato continua a pagare circa 70 militari a tutela del centro. Un vero paradosso, se si considerano ad esempio altri tipi di emergenza: pochissime ambulanze nell’isola (problema segnalato anche dal gestore del centro), l’assenza di un ospedale con un adeguato reparto di natalità, per cui le partorienti sono costrette a ricoveri in Sicilia addirittura un mese prima rispetto alla data presunta del parto, oltre a doversi pagare il costo del trasferimento che, fatto privatamente, ammonta spesso ad alcune migliaia di euro. E non dimentichiamo che per la manifestazione musicale “O’ Scià” del 2008 il comune stanziò 400.000 euro ricevuti dal Governo, riservandone appena 25.000 alle spese per i servizi locali. Sembra che persino Claudio Baglioni, ideatore dell’evento e presente a costo zero, quest’anno ne abbia avuto abbastanza sapendo tra l’altro che il sindaco locale è stato arrestato da alcuni mesi per concussione.
Altro che gestione dell’emergenza. Qui manca persino la gestione della normalità.

Immigrazione, in Sicilia ci sono 13 mila imprenditori extracomunitari, pari al 4% del totale delle imprese. Ma il Governo continua a occuparsi solo degli sbarchi

In una prospettiva di lungo periodo non dovrebbe far comodo ad alcun governo parificare l’immigrazione alla clandestinità, ma in Italia quando si parla di immigrati in Sicilia lo si tende a fare solo in relazione agli sbarchi di clandestini e ai respingimenti al largo del canale di Sicilia.
Ad essere meno superficiali, si scopre anche una realtà produttiva composta da oltre 13.400 i piccoli imprenditori non Ue titolari di aziende individuali che al 30 giugno scorso risultavano iscritti ai registri delle Camere di commercio dell’Isola, pari al 4,29% del totale delle imprese di questo tipo (312.895).
È questo il dato regionale di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta per conto di Unioncamere da Infocamere, la società consortile di informatica delle Camere di commercio. Dall’indagine emerge che in Sicilia, da aprile a giugno, le imprese condotte da immigrati sono aumentate dello 0,19% rispetto al trimestre precedente. Una boccata d’ossigeno anche per l’economia locale, di cui nessuno sembra accorgersi.