Scritto Sabato 31 Ottobre 2009 da Massimiliano Curzi
Scaduti a fine settembre i termini per la sanatoria di determinate categorie di lavoratori, l’ultima modalità utile a chiamare regolarmente in Italia lavoratori e lavoratrici stranieri è rappresentata dalle opportunità di lavoro stagionale, per cui è ancora possibile seguire chiamate nominative entro la fine dell’anno (31 dicembre). Ricordiamo però che il corrispondente permesso di soggiorno, quantomeno trimestrale, rilasciato a queste categorie di lavoratori, non ha praticamente alcuna possibilità di conversione: non può essere convertito in permesso di lavoro annuale né in altro tipo di permesso di soggiorno. Si tratta di una rigidità del sistema italiano che di fatto, dopo la prima opportunità lavorativa spesso sottopagata nelle campagne meridionali, consegna direttamente questi lavoratori al lavoro nero e al caporalato. Una soluzione che getta un’ombra oscura sulla legislazione italiana in materia, che pretende poi di contrastare in altro modo l’insicurezza che contribuisce a creare.
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Tag:immigrati, lavoratori, lavoratrici, permesso di soggiorno, sanatoria, stagionali, stranieri
Scritto Giovedì 29 Ottobre 2009 da Massimiliano Curzi
È il dato impietoso che emerge da un’indagine condotta dall’Istituto di Ricerca Sociale (Irs) di Milano. La sanatoria scaduta a fine settembre, sia pur con 294mila domande di regolarizzazione presentate, ha lasciato al di fuori una fascia abbondante del mercato relativo all’assistenza domestica. A tutto ciò va aggiunto che la cifra delle domande presentate sarà ovviamente inferiore, magari non di molto, a quella relativa alle domande accolte. È infatti evidente che non tutte le pratiche andranno a buon fine.
Secondo le conclusioni della ricerca, un sicuro effetto della sanatoria è stato quello di scoraggiare l’aiuto di badanti, scese da 764mila a 754mila, dal momento che molte famiglie hanno interrotto il rapporto di lavoro evitando sia di regolarizzare sia di tenere in nero la badante. In definitiva, l’irregolarità dei rapporti di lavoro, il reclutamento attraverso canali informali, la risposta poco strutturata a una domanda crescente di beni e di servizi necessitano di una priorità di interventi per fare emergere e qualificare il lavoro di cura, collegandolo con un appropriato sistema di welfare. E la perdita di potere economico collegata all’assenza di un contratto è inequivocabile: da una media di 850 euro netti per un contratto in nero, i minimi contrattuali prevedono una media di 1250 euro netti.
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Tag:assistenza domestica, badante, colf, rapporti di lavoro, regolarizzazione, sanatoria, welfare
Scritto Sabato 3 Ottobre 2009 da Massimiliano Curzi
Non ci sono soltanto coloro che alla sanatoria hanno avuto voglia, fortuna o merito di accedere: ci sono anche – e forse soprattutto – le badanti e colf escluse per causa dei loro datori di lavoro, troppo sicuri di farla franca in base a una legge che definire dissennata è dir poco. Quei datori di lavoro che hanno approfittato del tetto obbligatorio delle 20 ore minime settimanali di lavoro richiesto per dare il benservito alle loro dipendenti o, nel migliore dei casi, continuare a farle lavorare in nero sotto minaccia di licenziamento. E non è tutto, a volte c’è chi ha ideato meccanismi ancor più spregevoli e contorti: come licenziare la badante irregolare e assumerne una già messa in regola da qualcun altro. Evitando così di porre mano al portafogli. È la storia di Tatiana (il nome è d’invenzione), una ragazza ucraina di 29 anni, in Lombardia senza permesso di soggiorno. «Da due anni lavoro come colf per una famiglia italiana – racconta -. Ho iniziato nella casa di una signora, poi anche sua figlia e sua cugina mi hanno chiesto di andare da loro ogni settimana. Ora che però è arrivata la sanatoria non intendono mettermi in regola, anzi mi hanno già annunciato che da ottobre mi lasceranno a casa, e che assumeranno al mio posto un’altra donna in possesso del permesso di soggiorno».
In questi casi, intorno all’immigrato si stringe una vera e propria morsa, soprattutto se non è neanche pensabile un ritorno in patria: «In Ucraina non ho più nessuno, ho perso i genitori da quando ho 13 anni, e soprattutto non potrei permettermi di vivere in modo dignitoso. Non sono venuta in Italia per rubare – conclude -, voglio soltanto continuare a fare il mio lavoro, quello che ho fatto finora». Giudichi il lettore se di una simile sanatoria non c’è da vergognarsi.
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Tag:badante, colf, irregolare, licenziamento, Lombardia, permesso di soggiorno, sanatoria, ucraina
Scritto Mercoledì 30 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Benché il provvedimento di sanatoria riguardi formalmente tutti i lavoratori del settore, siano o no extracomunitari, di fatto sta interessando prevalentemente donne di origine straniera. Sinora le domande presentate risultano molto inferiori alle 500-600.000 attese dal ministero degli Interni: sono 151.703 secondo i dati ufficiali aggiornati al 22 settembre, in maggioranza relative a collaboratrici domestiche (88.008 due giorni prima della scadenza prevista). Il Governo ha smentito persino le sue stesse previsioni che, in vena di escamotage da finanza creativa, lo avevano portato a ipotizzare addirittura un vero e proprio “tesoretto” costituito con i fondi del mezzo milione di richiedenti la sanatoria. Ma in tal caso sarebbero stati necessari requisiti di legge meno restrittivi. In definitiva, benché i dati degli ultimi giorni registrino un aumento, difficilmente il dato finale confermerà le previsioni e raggiungerà le 341.121 domande di regolarizzazione presentate nel 2002 solo per il lavoro domestico.
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Tag:badanti, colf, extracomunitari, finanza creativa, Governo, lavoratori, regolarizzazione, sanatoria
Scritto Lunedì 28 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Al Viminale avrebbero potuto pensarci prima, e non attendere pochi giorni dalla scadenza del termine utile a presentare domanda di sanatoria per colf e badanti, per rendere noto che l’errore nel canale di presentazione – Ministero dell’Interno o Inps – delle domande presentate non ne pregiudica l’accoglimento.
Non c’è invece alcuna possibilità di cumulare più datori di lavoro per raggiungere il requisito delle 20 ore. Ma, una volta perfezionata la regolarizzazione e ottenuto il permesso di soggiorno, nulla impedisce di correggere l’orario di lavoro: il lavoratore a quel punto potrà arrivare al minimo reddituale di 409,05 euro con più attività dichiarate all’Inps.
Il ministero, nel ribadire l’impossibilità di fare la regolarizazione attraverso più datori, ha però ricordato che il permesso di soggiorno metterà in condizione il lavoratore di trovare altre occupazioni e di “modificare” anche i tempi dell’attività presso la famiglia che lo ha fatto emergere.
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Tag:badanti, colf, INPS, minimo reddituale, orario di lavoro, permesso di soggiorno, regolarizzazione, sanatoria
Scritto Lunedì 28 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Mancano un paio di giorni alla chiusura dei termini per la regolarizzazione dei lavoratori domestici comunitari ed extracomunitari. Fino al 30 settembre sarà ancora possibile presentare all’Inps, o in via telematica al ministero dell’interno, le domande di emersione del lavoro domestico (colf, baby sitter, cuoco, giardiniere, prestatore d’assistenza a persone con limitata autosufficienza o a portatori di handicap, ecc.). Si tratta di una previsione normativa che consente di sanare anche la presenza irregolare in Italia di molti stranieri privi di permesso di soggiorno occupati presso le famiglie che versano in condizione di clandestinità. L’emersione, possibile sia per lavoratori italiani, altri comunitari o extracomunitari (presenti con permesso regolare o privi di titolo di soggiorno), è legata alla dichiarazione del datore di lavoro domestico che attesti l’effettiva prestazione lavorativa svolta dal 1° aprile al 30 giugno 2009. Infine, un paio di consigli fondamentali.
Attenzione all’alloggio: esso deve avere i requisiti urbanistici conformi (idoneità alloggiativa), pertanto niente abitazioni abusive o appartamenti dormitorio. Il rischio è quello di vedersi respingere la domanda dallo Sportello Unico.
Attenzione inoltre alla patologia della persona assistita dal badante. Quest’ultima deve essere tale da necessitare dell’assistenza di uno o due badanti al massimo, e lo stato di necessità deve sussistere fin dall’inizio del rapporto di lavoro ossia dal 1 aprile. Sul punto il certificato medico fa stato. Sì anche quello del medico di famiglia.
Attenzione, infine, alle chiusure anomale del procedimento: se la vostra domestica vi abbandona non appena in possesso della ricevuta di accoglimento della domanda di emersione, il procedimento si chiude. Allo stato infatti non sembra possibile la sostituzione del datore di lavoro (tranne nei casi espressamente evidenziati dal decreto) durante la definizione della pratica.
Da ultimo, si può anche evidenziare un rischio: un discreto numero di persone regolarizzate potrebbero dimettersi al momento dell’acquisizione del permesso di soggiorno per essere riassunte dai loro reali datori di lavoro, tutt’altro che domestici. E ciò perché si è preteso di privilegiare alcune categorie di lavoratori escludendone altre.
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Tag:badanti, colf, extracomunitari, INPS, lavoratori domestici, permesso di soggiorno, regolarizzazione, sanatoria
Scritto Venerdì 25 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Al 23 settembre sono 160.784 le domande di regolarizzazione trasmesse on line, ben al di sotto delle 500 mila previste dal ministero dell’Interno.
Le 20 ore minime di lavoro settimanale e i 20.000 euro annui di reddito minimo per le famiglie intenzionate a regolarizzare una colf e una badante hanno frenato in modo decisivo le richieste della sanatoria ideata dal Governo. Non ci voleva molto a capirlo, tant’è che ne avevamo segnalato i rischi già dai primi di settembre su questo blog, non appena iniziato il periodo utile per accedere alla sanatoria. Troppo alti entrambi i limiti: ad esempio, per le colf, 20 ore minime da svolgersi presso la famiglia che intende regolarizzarle sono troppe. La maggior parte di loro lavora molto di più, ma per famiglie diverse.
Concepita in questo modo, una simile sanatoria rischia di innescare una discriminazione nella discriminazione.
Per quanto riguarda invece le cifre relative alle domande presentate, Sono le colf ucraine ad aver fatto il maggior numero di domande (quasi 30 mila), seguono quelle marocchine (circa 25 mila) e quelle moldave (intorno ai 23 mila).
Secondo i dati dell’Irs (Istituto per la ricerca sociale), in Italia lavorano circa 700 mila badanti straniere che costano alle famiglie un totale di quasi 10 miliardi di euro l’anno, inoltre una colf su quattro non ha il permesso di soggiorno, il 57% svolge il proprio lavoro in nero ed il 24% non riceve i contributi.
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Tag:badanti, colf, domande di regolarizzazione, Governo, marocchine, moldave, permesso di sooggiorno, sanatoria, ucraine
Scritto Giovedì 3 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Passo dopo passo, ecco cosa occorre fare per proporre domanda di sanatoria di colf e badanti dal 1 al 30 settembre. Come abbiamo già detto, le domande vanno proposte solo on line, perciò bisogna prima registrarsi sul sito web del Ministero dell’Interno: dall’area “Registrazione”, accedere all’area privata tramite le credenziali di accesso fornite in fase di registrazione, poi generare i moduli informatici relativi alle domande di proprio interesse accedendo all’area “Richiesta moduli”. Sarà richiesto l’inserimento di alcuni dati anagrafici preliminari; a questo punto occorre scaricare ed installare sul proprio computer il programma per la compilazione dei moduli, disponibile accedendo all’area “Scarica il programma”. Quindi si tratta di avviare il programma di compilazione sul proprio computer e procedere con la fase denominata “importazione moduli”. Per effettuare tale operazione, sarà necessario disporre di una connessione ad Internet, preferibilmente a banda larga (ADSL).
In seguito, si procede con la compilazione del moduli sul proprio computer attraverso il programma installato.
Infine si esegue, sempre attraverso il programma di compilazione, l’invio dei moduli di richiesta appena completati.
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Tag:badanti, colf, compilazione moduli, moduli di richiesta, modulo F24, regolarizzazione, sanatoria, sito web
Scritto Martedì 1 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Di fatto, il vincolo posto dal recente decreto anticrisi per la regolarizzazione di badanti e colf non è di poco conto: al fine dell’accoglimento della domanda proposta, occorre infatti che il datore di lavoro dichiari di avere alle proprie dipendenze un/a badante o colf da almeno 3 mesi, e per un numero di ore settimanali non inferiore a 20. Limite facilmente raggiunto dalle badanti, che spesso assistono persone non autosufficienti e che dunque hanno bisogno di lunghi orari in cui essere seguite, ma più difficile per il personale domestico, che sovente non esercita attività lavorativa di almeno 20 ore settimanali per una singola famiglia. Una soglia evidentemente penalizzante per coloro che prestano tale attività presso più famiglie, lavorando magari un numero elevato di ore settimanali ma alle dipendenze di differenti datori di lavoro.
È davvero singolare che in anni di precariato diffuso il Governo divenga garante della presenza di un datore unico di lavoro nel momento in cui si tratta di regolarizzare i lavoratori, quasi che colf e badanti siano paragonabile agli operai di una fabbrica.
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Tag:badanti, colf, datore di lavoro, Governo, regolarizzazione, sanatoria
Scritto Domenica 19 Luglio 2009 da Massimiliano Curzi
Secondo il nuovo modello di sanatoria dei lavoratori stranieri allo studio del Governo, potrà fare richiesta di regolarizzazione anche chi in passato era stato sottoposto a procedimento di espulsione perché sprovvisto del permesso di soggiorno o perché il permesso era scaduto. Niente da fare invece per chi ha in corso un’espulsione per motivi di sicurezza, ordine pubblico o terrorismo, una segnalazione come “inammissibile” in Italia o una condanna (anche solo in primo grado) dovuta a un reato per cui è previsto l’arresto in flagranza.
Ma all’atto della richiesta è necessario non nascondere nulla né alterare in alcun modo la propria posizione: se si presentano dichiarazioni false si commette reato e se si utilizzano documenti contraffatti si rischia fino a sei anni di carcere.
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Tag:dichiarazioni false, lavoratori stranieri, motivi di sicurezza, procedimento di espulsione, regolarizzazione, sanatoria