Rosarno: tentò di investire immigrati, condannato a sei anni

 

Rivolta Rosarno

Rivolta Rosarno

Nuova condanna nell’ambito degli sviluppi giudiziari scaturiti dopo la rivolta degli immigrati a Rosarno, nel Reggino, dei mesi scorsi.

Un giovane di 31 anni, Giuseppe Ceravolo, gia’ noto alle forze dell’ordine, e’ stato condannato a 6 anni di reclusione per tentato omicidio.

L’uomo era stato arrestato nel gennaio scorso durante la rivolta della comunita’ nera di Rosarno quando, a bordo della sua autovettura, avrebbe tentato di investire alcuni migranti.

Sulla stessa auto viaggiavano altre due persone che sono state assolte. Nella mattinata di oggi, la sentenza, durante il processo con il rito abbreviato, del giudice per l’udienza preliminare di Palmi Daniela Tortorella che ha giudicato Ceravolo colpevole per i fatti per cui era perseguito dalla procura palmese, diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo.

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Nardò, rischio Rosarno. In arrivo oltre 500 immigrati

Immigrati a lavoro

Immigrati a lavoro

Arrivano nel salento già i  primi lavoratori immigrati.

 Saranno almeno in 500 nella zona di Nardò occuparsi della raccolta delle angurie e dei pomodori.

Gli immigrati, la maggior parte eritrei e sudanesi, sono quasi tutti le stesse vittime degli episodi di razzismo da parte della popolazione locale a Rosarno Calabro.

A Nardò saranno sistemati nella Masseria Boncori, un edificio ristrutturato dal Comune con i fondi della legge 28 sull’emersione dal lavoro nero e accolti da un’associazione di volontari e dal personale della Caritas diocesana.

Masseria Boncori potrà ospitare solo 70 extracomunitari e così c’è il forte rischio che almeno altri 400 braccianti agricoli possano accamparsi nelle campagne neretine, come peraltro accaduto lo scorso anno.

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Rosarno, 31 arresti per sfruttamento del lavoro

Rivolta di Rosarno

Rivolta di Rosarno

In queste ore è in corso a Rosarno l’esecuzione di 31 ordinanze di custodia cautelare  in carcere per associazione a delinquere «finalizzata all’immigrazione clandestina, alla violazione della tutela del lavoro subordinato e alla truffa ai danni di enti pubblici».

Sono coinvolti nell’inchiesta sia cittadini italiani che cittadini di origine straniere.  L’indagine è partita  lo scorso anno, subito dopo la rivolta dei migranti, costretti a vivere in condizioni precarie e a lavorare per quattordici ore al giorno per pochissimi soldi.

L’inchiesta, coordinata dalla Repubblica del Tribunale di Palmi,  contemporaneamente all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautlere ha sequestrato diversi beni, per oltre dieci milioni di euro.

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Sui fatti di rosarno. Intervista ad Edgar Galiano del Comitato immigrati Roma

1L’intervista è stata tratta da pane-rose (Per maggiori info clicca qui)

Quale è la tua valutazione sui fatti di Rosarno?

Dopo la rivolta dei lavoratori immigrati di Rosarno la borghesia e il governo (che è collegato alla mafia), si sono preoccupati di far vedere come la vicenda fosse legata alla clandestinità, al razzismo, alla legge sulla sicurezza.

Ma il problema non è come la borghesia ha trasformato questo fatto per i suoi fini, è come noi, dall’altra parte, dalla parte dei lavoratori, riusciamo a valorizzare quello che è emerso da Rosarno.

Un elemento molto importante che è emerso è il diritto all’autodifesa. Non si è trattato di una risposta “selvaggia” e violenta e poi il “pogrom”. Bada che in questo tranello sono caduti anche settori della sinistra. L’autodifesa e l’auto-organizzazione devono essere così: un colpo, e poi andare in ritirata. Perché i lavoratori sarebbero dovuti rimanere lì a difendere un posto schifoso? In fondo la gente sa che si è trattato di autodifesa.

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Bonanni: Rosarno è qualcosa di già visto

1Questa mattina in Calabria, il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha così commentato: “Rosarno non è altro che la ripetezione di qualcosa che è già successo e che può succedere ancora”.

Il sindacalista ha continuato: “un altro caso negativo a Foggia. Sparirono polachi e nessuno sa che fine hanno fatto. Dalle indagini che abbiamo fatto noi erano persone schiavizzate che si ribellarono e sparirono. E’ una storia putroppo drammaticamente di routine. Ecco perchè – ha detto ancora Bonanni – chiediamo una commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno”.

“Chiediamo -ha aggiunto il segretario della Cisl- di applicare la legge sulla tratta delle persone, una norma recente di questa Repubblica. Chiediamo un confronto forte con il governo sulla condizione del lavoro nero e un confronto con gli imprenditori per capire il da farsi fino in fondo -ha concluso- sull’aspetto contrattuale per evitare simili drammi”.

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Rosarno: interviene don Pino Varrà durante la messa domenicale

1Dopo la rivolta degli immigrati e la violenta reazione dei cittadini, a Rosarno è tornata la calma. In città ora ci sono solo “bianchi”.

A lasciar traccia dei “neri” ci sono, oggi, solo il rumore delle ruspe che distruggono gli ultimi rifiuti degli immigrati, vittime dell’umanità.

I vigili del fuoco hanno trovato un mondo fatto di miseria: vestiti logori, scarpe, biciclette, resti di cibo, coperte lacerate e utensili da cucina.

A riportare la calma in paese ci ha pensato don Pino Varrà che ha così commentato durante l’omelia: “Dovete ribellarvi ad ogni violenza e continuare ad essere così come siete stati per venticinque anni, testimoni dell’accoglienza e della fraternità. Anche se in questo momento è difficile e c’è rabbia”. “Ma davanti all’errore – ha continuato – non bisogna cacciare, picchiare o uccidere, ma cercare di capire ed aiutare. Perchè dovete ricordarvi che siete tutti cristiani e solo attraverso la fratellanza potete dimostrarlo”. Don Pino ha anche criticato gli immigrati che hanno dato inizio alla rivolta “hanno sbagliato” ma ha anche sottolineato che non tutti i cittadini di Rosarno sono scesci per strada contro di loro.

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Rosarno: gli immigrati in rivolta

01Si è conclusa in tarda serata la guerriglia a Rosarno, centro della piana di Gioia Tauro.

A scatenarla un centinaio di immigrati extracomunitari accampati in condizioni disumane sia in una ex  fabbrica in disuso che in un altro immobile abbandonato. Entrambe le strutture  contano complessivamente 1.500 extracomunitari, impegnati tutti nell’agricoltura. 

La rivolta è scoppiata dopo il ferimento di alcuni cittadini extracomunitari con un arma ad aria compressa da parte di persone ignote. 

Tra i feriti c’è anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno che non riporta gravi conseguenze. Sicuramente la voglia di protestare era attesa già da tempo spinti dalle condizioni ai limiti del vivere.

Ed è così che armati di spranghe e bastoni gli immigrati hanno invaso la strada statale che attraversa Rosarno distruggendo con violenza tutto ciò che era alla loro portata di mano.

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