Calipari: stanno morendo 250 persone. Frattini intervenga

Rosa Villeco Calipari

Rosa Villeco Calipari

La vice presidente dei deputati del Pd, Rosa Villeco Calipari, lancia un appello al ministro degli esteri Franco Frattini, perchè intervenga a favore dei 250 migranti eritrei detenuti in Libia.

“L’ho chiesto già da qualche giorno, ma il ministro Frattini forse per non spazientire con una domanda sulla sorte dei 250 eritrei l’ ‘amico’ Gheddafi sta facendo finta di non sentire – dice Calipari in un comunicato – ora che il commissario ai diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg chiede aiuto al governo italiano, spero vivamente che la situazione si possa sbloccare”.

Oggi sono state diffuse le due lettere inviate da Hammarberg a Frattini e al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in cui si chiede la collaborazione del governo italiano per “chiarire con urgenza” la situazione dei migranti.

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Immigrazione: scontro Lega-Fini

Ministro dell'Interno - Roberto Maroni

Ministro dell'Interno

Il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, torna all’attacco sui temi dell’immigrazione in un intervista rilasciata al magazine del Corriere della Sera, Sette, in edicola giovedi: “In Francia hanno ipotizzato di togliere la cittadinanza al marito di una donna sorpresa a guidare col niqab. L’avessi fatto io!”. E’ ormai evidente il distacco con il Presidente della Camera, Gianfranco Fini.

“Perché quella di Sarkozy è una destra moderna e noi della lega siamo sempre considerati dei buzzurri?”, si sfoga Maroni che sulla proposta dei finiani del Pdl di concedere la cittadinanza agli immigrati dopo cinque anni, dice: “Dieci anni di attesa sono giusti.

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Immigrati, l’Onu critica pacchetto sicurezza italiano

 

Navi Pillary

Navi Pillary

Navi Pillay, l’alto commissario dell’Onu per i diritti umani, critica duramente il pacchetto sicurezza adottato in Italia: sbagliato utilizzare i militari per pattugliare le città, istituire le ronde e perseguire i clandestini. 

“Continuo ad essere preoccupata quando il pacchetto sicurezza rende lo status di clandestinità un’aggravante per chi commette un crimine comune”, ha detto la Pillay che ha invitato i politici ad assicurarsi che i “migranti non siano discriminati, denigrati e attaccati”.

L’Alto commissario per i diritti umani ha invitato inoltre le autorità italiane ad assicurare urgentemente alla giustizia i responsabili delle violenze, ricordando gli ultimi episodi di violenza nel Sud Italia contro i migranti, per “evitare che questi incidenti si ripetano”.

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Maroni: attaca l’UE sui temi dell’immigrazione

Ministro dell'Interno

Ministro dell'Interno

Si è svolta oggi, al Polo Tuscolano della Polizia di Stato,  la conferenza “Le sfide nella gestione dell’immigrazione e delle frontiere in Africa e nella regione del Mediterraneo”.

 
Una nuova occassione per il l Ministro dell’Interno Roberto Maroni per ribadire come il problema dell’immigrazione clandestina in Italia sia importante e ha denunciato, ancora una volta, il menefreghismo dell’UE in materia, nell’attesa di trovare soluzioni comuni al problema, visto che l’unica possibilità per risolvere la questione è unire le ragioni  della Comunità Europea, dell’Italia e dei paesi africani.
 

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Italia Niger: contrastro all’immigrazione clandestina

Ministro dell'Interno - Maroni

Ministro dell'Interno

Gli accordi bilaterali che l’Italia sta siglando con i paesi dell’Africa Sub-Sahariana servono anche a proteggere l’Europa dal rischio terrorismo. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni oggi a Niamey, in Niger, dove ha sottoscritto un’intesa sul contrasto all’immigrazione clandestina, al traffico di droga e al terrorismo. 

«E’ tutto collegato – ha spiegato Maroni, che ieri ha sottoscritto un accordo analogo con il Ghana – il traffico di droga, la tratta di esseri umani, il terrorismo. E’ quindi strategico per l’Europa investire in sicurezza nei paesi a sud del Sahara ed il Niger, in questo contesto, è un paese chiave». 

Il Niger, dove transitano immigrati provenienti da paesi vicini che poi, attraverso la Libia, raggiungono le coste italiane, è un crocevia per i traffici internazionali di droga gestiti da gruppi di insorti locali e da Al-Qaida Maghreb. 

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