Una motovedetta libica minaccia uno scafo di migranti:«Rientrate o siamo pronti a sparare». Ma per Maroni si tratta di «un grande lavoro di prevenzione»

«La Libia sta svolgendo un grande lavoro di prevenzione contro le partenze di migranti dalle sue coste», ha dichiarato il ministro Maroni (fonte Iris Press, 19 maggio). Peccato che la cosiddetta “porta a Sud”, quella di Lampedusa, sia una “porta” da cui passa meno del 10% dei clandestini che arrivano in Italia. La maggior parte usa la cosiddetta “porta Est” – Venezia, Ancona, Brindisi – nascosta nei tir che arrivano dalla Grecia e dall’Albania: il 70% delle 31mila e 200 domande d’asilo presentate nel 2008 riguardano extracomunitari comunque sbarcati in Sicilia. Altri ancora arrivano a Lampedusa dalla Libia le cui motovedette ormai minacciano gli occupanti degli scafi con respingimenti a suon di raffiche di mitra mentre uno dei ministri del Governo attuale insiste a definire un organismo quale l’UNHCR, con una struttura di oltre 6000 impiegati e 278 uffici in 111 Paesi che prestano assistenza a 50 milioni di rifugiati nel mondo, come « uno degli organismi che non contano un fico secco».

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