A novembre inizieranno le convocazioni di colf e badanti che hanno presentato domanda di sanatoria

colf2Inizieranno in date leggermente diverse, ma tutte comprese nei primi dei giorni di novembre, le convocazioni di colf e badanti che, entro la fine del settembre scorso, hanno presentato domanda di regolarizzazione. Le persone interessate dovranno presentarsi presso gli uffici immigrazione dei Comuni di residenza o domicilio (non necessariamente identici rispetto ai Comuni presso cui è stata presentata la domanda) poiché, se la legge è rispettata pienamente, ad adempiere alla sanatoria dovrebbe essere appunto l’ufficio immigrazione di maggior prossimità rispetto al luogo di residenza o domicilio, che in pratica è anche quello di svolgimento del lavoro.
I lavoratori e i datori di lavoro convocati dovranno portare con sé tutta la documentazione necessaria per l’istruttoria, che verrà verificata anche da un funzionario dell’Inps. Se tutto risulterà regolare, verrà firmato subito il contratto di soggiorno e il lavoratore riceverà un modulo per iniziare la procedura utile a ricevere il permesso di soggiorno.

Le colf senza contratto percepiscono in media 400 euro in meno di quelle regolarizzate

multietniaÈ il dato impietoso che emerge da un’indagine condotta dall’Istituto di Ricerca Sociale (Irs) di Milano. La sanatoria scaduta a fine settembre, sia pur con 294mila domande di regolarizzazione presentate, ha lasciato al di fuori una fascia abbondante del mercato relativo all’assistenza domestica. A tutto ciò va aggiunto che la cifra delle domande presentate sarà ovviamente inferiore, magari non di molto, a quella relativa alle domande accolte. È infatti evidente che non tutte le pratiche andranno a buon fine.
Secondo le conclusioni della ricerca, un sicuro effetto della sanatoria è stato quello di scoraggiare l’aiuto di badanti, scese da 764mila a 754mila, dal momento che molte famiglie hanno interrotto il rapporto di lavoro evitando sia di regolarizzare sia di tenere in nero la badante. In definitiva, l’irregolarità dei rapporti di lavoro, il reclutamento attraverso canali informali, la risposta poco strutturata a una domanda crescente di beni e di servizi necessitano di una priorità di interventi per fare emergere e qualificare il lavoro di cura, collegandolo con un appropriato sistema di welfare. E la perdita di potere economico collegata all’assenza di un contratto è inequivocabile: da una media di 850 euro netti per un contratto in nero, i minimi contrattuali prevedono una media di 1250 euro netti.

Presso le INPS aperte nuove postazioni per segnalare le assunzioni di badanti e colf

Da ottobre i datori di lavoro e i lavoratori interessati saranno convocati presso gli Sportelli Unici dell’Immigrazione per sottoscrivere il contratto di soggiorno. Lo segnala l’Inps. Per agevolare la procedure di assunzione, che deve avvenire entro 24 ore dalla sottoscrizione del contratto di soggiorno, presso ogni sportello unico è stata predisposta una postazione Inps dove i datori di lavoro potranno effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione.
In una seconda fase si valuteranno le città in cui si è riscontrato un maggior numero di domande di regolarizzazione. Ad es., a Milano si stima siano 75-80mila le «assistenti familiari» straniere, 117mila a livello regionale, che si occupano di circa 400mila anziani non autosufficienti in Lombardia. Quindi saranno messe a disposizione degli sportelli unici della Prefettura alcune postazioni presso le sedi Inps competenti per territorio. La prefettura di Milano ha già inviato le prime centinaia di lettere che invitano datori di lavoro e collaboratrici domestiche a presentarsi per perfezionare la richiesta di «emersione dal lavoro nero». Firmato il contratto, l´Inps invierà alla famiglia i bollettini per il pagamento dei contributi arretrati da luglio 2009, visto che i 500 euro versati all´atto della presentazione della richiesta di sanatoria erano considerati quota una tantum per saldare i contributi dovuti da aprile a giugno. La procedura di regolarizzazione era infatti riservata a chi era in grado di dimostrare di aver lavorato in nero almeno dallo scorso aprile.

Procedura di regolarizzazione, la ricevuta della domanda di emersione non ha lo stesso valore della ricevuta della domanda per il permesso di soggiorno

Il Ministero dell’interno ricorda che la ricevuta attestante la presentazione telematica della domanda di regolarizzazione è documento del tutto diverso dalla ricevuta postale di richiesta del permesso di soggiorno: perciò la ricevuta attestante la presentazione telematica della domanda di regolarizzazione rilasciata al datore di lavoro non può essere equiparata alla ricevuta postale di richiesta del permesso di soggiorno. Questo il contenuto della circolare (400/C/2009/12.319) con cui il Dipartimento della PS del Ministero dell’interno ha risposto alle questure che chiedevano chiarimenti circa la possibilità di espatrio temporaneo di colf e badanti che fruiscono della procedura di emersione.
Il Viminale ricorda che fino a quando la procedura non sarà ultimata, la condizione del cittadino straniero da regolarizzare non può essere equiparata a quella di chi è entrato in Italia con un regolare visto per lavoro oppure è in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno.

I dati finali della regolarizzazione degli extracomunitari: presentate 294.744 domande di emersione

Secondo la prassi italiana che induce anche gli stranieri ad attivarsi in prossimità delle scadenze previste, sono state un terzo del totale le domande inviate negli ultimi tre giorni. Oltre a ucraine e moldave si segnala un’alta presenza di marocchini e cinesi. Numerose le richieste anche per i lavoratori del subcontinente indiano.
In particolare, sono state presentate 180.408 domande per colf e 114.336 domande per badanti. Da notare inoltre che, con la procedura aperta per l’intero mese di settembre, oltre centomila domande (un terzo del totale) sono state inviate negli ultimi tre giorni.
Equamente distribuiti i soggetti che hanno presentato domanda, tra coloro che lo hanno fatto privatamente o mediante enti di fiducia: i privati hanno presentato circa 150mila domande; associazioni e sindacati 138mila. Poche le richieste pervenute dai consulenti del lavoro (meno di 5 mila) e dai comuni (3mila). Una procedura quindi basata molto sul “fai da te”, conforme alle modalità on line delle domande di emersione. È Milano con 43.393 richieste la provincia con il maggior numero di domande (il 14,7% del totale). Seguono Roma (32.034 e 10,9%), Napoli (24.331 e 8,3%), Brescia (3,81%), Bergamo (3,0%), Torino (2,8%), Caserta (2,3%), Bologna (2,2%), Modena (2,1%) e Reggio Emilia (1,93%).
Tra le nazionalità a spiccare è l’Ucraina con 37.178 richieste (12,6%), seguita da Marocco (12,3%), Moldavia (8,7%), Cina Popolare (7,2)%, Bangladesh (6,3%), India (6,0%), Egitto (5,5%), Senegal (4,6%), Albania (3,8%) e Pakistan (3,7%). Un dato significativo è quello inerente la provenienza delle domande: secondo fonti sindacali, gran parte delle domande di emersione è stata fatta da datori di lavoro connazionali dei richiedenti. Così per chi non è riuscito a trovare una simile copertura, per effetto della nuova legge sulla sicurezza si sono spalancate le porte dell’illegalità.

Scaduti i termini per la regolarizzazione di colf e badanti, 90.000 domande presentate riguardano donne

Benché il provvedimento di sanatoria riguardi formalmente tutti i lavoratori del settore, siano o no extracomunitari, di fatto sta interessando prevalentemente donne di origine straniera. Sinora le domande presentate risultano molto inferiori alle 500-600.000 attese dal ministero degli Interni: sono 151.703 secondo i dati ufficiali aggiornati al 22 settembre, in maggioranza relative a collaboratrici domestiche (88.008 due giorni prima della scadenza prevista). Il Governo ha smentito persino le sue stesse previsioni che, in vena di escamotage da finanza creativa, lo avevano portato a ipotizzare addirittura un vero e proprio “tesoretto” costituito con i fondi del mezzo milione di richiedenti la sanatoria. Ma in tal caso sarebbero stati necessari requisiti di legge meno restrittivi. In definitiva, benché i dati degli ultimi giorni registrino un aumento, difficilmente il dato finale confermerà le previsioni e raggiungerà le 341.121 domande di regolarizzazione presentate nel 2002 solo per il lavoro domestico.

L’orario di lavoro per coloro che accedono alla sanatoria potrà essere modificato anche dopo la presentazione della domanda

Al Viminale avrebbero potuto pensarci prima, e non attendere pochi giorni dalla scadenza del termine utile a presentare domanda di sanatoria per colf e badanti, per rendere noto che l’errore nel canale di presentazione – Ministero dell’Interno o Inps – delle domande presentate non ne pregiudica l’accoglimento.
Non c’è invece alcuna possibilità di cumulare più datori di lavoro per raggiungere il requisito delle 20 ore. Ma, una volta perfezionata la regolarizzazione e ottenuto il permesso di soggiorno, nulla impedisce di correggere l’orario di lavoro
: il lavoratore a quel punto potrà arrivare al minimo reddituale di 409,05 euro con più attività dichiarate all’Inps.
Il ministero, nel ribadire l’impossibilità di fare la regolarizazione attraverso più datori, ha però ricordato che il permesso di soggiorno metterà in condizione il lavoratore di trovare altre occupazioni e di “modificare” anche i tempi dell’attività presso la famiglia che lo ha fatto emergere.

Mancano solo due giorni alla scadenza dei termini per regolarizzare colf e badanti

Mancano un paio di giorni alla chiusura dei termini per la regolarizzazione dei lavoratori domestici comunitari ed extracomunitari. Fino al 30 settembre sarà ancora possibile presentare all’Inps, o in via telematica al ministero dell’interno, le domande di emersione del lavoro domestico (colf, baby sitter, cuoco, giardiniere, prestatore d’assistenza a persone con limitata autosufficienza o a portatori di handicap, ecc.). Si tratta di una previsione normativa che consente di sanare anche la presenza irregolare in Italia di molti stranieri privi di permesso di soggiorno occupati presso le famiglie che versano in condizione di clandestinità. L’emersione, possibile sia per lavoratori italiani, altri comunitari o extracomunitari (presenti con permesso regolare o privi di titolo di soggiorno), è legata alla dichiarazione del datore di lavoro domestico che attesti l’effettiva prestazione lavorativa svolta dal 1° aprile al 30 giugno 2009. Infine, un paio di consigli fondamentali.
Attenzione all’alloggio: esso deve avere i requisiti urbanistici conformi (idoneità alloggiativa), pertanto niente abitazioni abusive o appartamenti dormitorio. Il rischio è quello di vedersi respingere la domanda dallo Sportello Unico.
Attenzione inoltre alla patologia della persona assistita dal badante. Quest’ultima deve essere tale da necessitare dell’assistenza di uno o due badanti al massimo, e lo stato di necessità deve sussistere fin dall’inizio del rapporto di lavoro ossia dal 1 aprile. Sul punto il certificato medico fa stato. Sì anche quello del medico di famiglia.
Attenzione, infine, alle chiusure anomale del procedimento: se la vostra domestica vi abbandona non appena in possesso della ricevuta di accoglimento della domanda di emersione, il procedimento si chiude. Allo stato infatti non sembra possibile la sostituzione del datore di lavoro (tranne nei casi espressamente evidenziati dal decreto) durante la definizione della pratica.
Da ultimo, si può anche evidenziare un rischio: un discreto numero di persone regolarizzate potrebbero dimettersi al momento dell’acquisizione del permesso di soggiorno per essere riassunte dai loro reali datori di lavoro, tutt’altro che domestici. E ciò perché si è preteso di privilegiare alcune categorie di lavoratori escludendone altre.

Colf e badanti, come presentare la domanda di sanatoria passo per passo

Passo dopo passo, ecco cosa occorre fare per proporre domanda di sanatoria di colf e badanti dal 1 al 30 settembre. Come abbiamo già detto, le domande vanno proposte solo on line, perciò bisogna prima registrarsi sul sito web del Ministero dell’Interno: dall’area “Registrazione”, accedere all’area privata tramite le credenziali di accesso fornite in fase di registrazione, poi generare i moduli informatici relativi alle domande di proprio interesse accedendo all’area “Richiesta moduli”. Sarà richiesto l’inserimento di alcuni dati anagrafici preliminari; a questo punto occorre scaricare ed installare sul proprio computer il programma per la compilazione dei moduli, disponibile accedendo all’area “Scarica il programma”. Quindi si tratta di avviare il programma di compilazione sul proprio computer e procedere con la fase denominata “importazione moduli”. Per effettuare tale operazione, sarà necessario disporre di una connessione ad Internet, preferibilmente a banda larga (ADSL).
In seguito, si procede con la compilazione del moduli sul proprio computer attraverso il programma installato.
Infine si esegue, sempre attraverso il programma di compilazione, l’invio dei moduli di richiesta appena completati.

Leggi tutto »

Sanatoria per badanti e colf, attenzione al vincolo delle 20 ore minime settimanali

Di fatto, il vincolo posto dal recente decreto anticrisi per la regolarizzazione di badanti e colf non è di poco conto: al fine dell’accoglimento della domanda proposta, occorre infatti che il datore di lavoro dichiari di avere alle proprie dipendenze un/a badante o colf da almeno 3 mesi, e per un numero di ore settimanali non inferiore a 20. Limite facilmente raggiunto dalle badanti, che spesso assistono persone non autosufficienti e che dunque hanno bisogno di lunghi orari in cui essere seguite, ma più difficile per il personale domestico, che sovente non esercita attività lavorativa di almeno 20 ore settimanali per una singola famiglia. Una soglia evidentemente penalizzante per coloro che prestano tale attività presso più famiglie, lavorando magari un numero elevato di ore settimanali ma alle dipendenze di differenti datori di lavoro.
È davvero singolare che in anni di precariato diffuso il Governo divenga garante della presenza di un datore unico di lavoro nel momento in cui si tratta di regolarizzare i lavoratori, quasi che colf e badanti siano paragonabile agli operai di una fabbrica.