Immigrati in Toscana, una risorsa da valorizzare

Immigrati ToscanaSecondo una ricerca condotta dall’Istituto regionale di programmazione economica dal titolo Toscana 2030, scenari per il futuro, nel 2030 in Toscana gli immigrati saranno il 19% della popolazione.

Già oggi gli immigrati che vivono in Toscana contribuiscono al Pil regionale e alla ricchezza delle banche in quanto, spiega Irpet, nel solo 2008 gli immigrati residenti in Toscana hanno spedito nei loro Paesi ben 851 milioni di euro, più del doppio di quanto avevano spedito due anni prima nel 2006 (394 milioni) e quasi cinque volte quanto avevano spedito nel 2004 (185 milioni).

Ciò vuol dire che gli immigrati che vivono in Toscana possono essere considerati più ricchi degli immigrati che vivono in altre regioni? Possibile, visto il gran numero di aziende sul territorio, specie del tessile, che utilizzano manodopera straniera per sopravvivere.

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Finalmente il Governo l’ha capito: la legge regionale toscana sull’assistenza sanitaria ai migranti non si può impugnare. E allora inizia la raccolta firme per un referendum abrogativo

A Firenze è stato costituito il comitato promotore per il referendum abrogativo della legge regionale toscana sull’immigrazione, recentemente approvata, e che ha scatenato le singolari ire del Governo. Chissà peraltro come una decisione simile si incrocerà con la battuta d’arresto appena incassata dalla maggioranza di Governo alle amministrative locali, il che del resto era facilmente prevedibile, considerata la sproporzione delle competenze dei rispettivi candidati.

Ci si può chiedere che senso abbiano simili iniziative, poiché in Italia sono ormai attivi presso diverse aziende ospedaliere gli ospedali interculturali – come abbiamo segnalato su questo sito – che offrono piena assistenza sanitaria anche ai “sans papiers”. Inoltre ormai ci sono altre due regioni – Puglia e Piemonte – che nel primo caso si sono già dotate di leggi regionali analoghe, e nel secondo stanno per farlo. Si vogliono forse proporre referendum regionali a raffica? Ma la coalizione di Governo non si è sempre dichiarata contraria allo strumento referendario – inclusa l’ultima consultazione elettorale – fino a boicottarlo? E non sono loro gli stessi che hanno disatteso l’esito del referendum contrario al finanziamento pubblico dei partiti, mantenendolo tale e quale?

Regione Toscana, un modello di integrazione che arriva da lontano

A inizio 2009 si era conclusa la campagna di adesione promossa da Anci Toscana e Regione, e già sei mesi dopo il numero degli enti capofila che hanno deciso di ampliare i propri servizi o di crearne di nuovi a favore degli extracomunitari ammonta a 29. Dei 126 Comuni solo 18 hanno deciso di aderire singolarmente; i restanti 108 lo hanno fatto in forma associata. L’adesione è pervenuta anche da altre realtà come la Comunità Montana del Casentino, il circondario Empolese-Valdelsa, l’Istituzione Centro Nord Sud che fa capo alla Provincia di Pisa ed il consorzio CoeSO, in provincia di Grosseto. Tra i capoluoghi di provincia mancano Livorno e Lucca. Gli stranieri che si rivolgono agli sportelli possono ottenere dagli operatori tutte le informazioni sul proprio status giuridico e ricevere assistenza, sostegno e consulenza per tutte le pratiche: dal rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno alla concessione della cittadinanza, dalle autorizzazioni all’ingresso per motivi di lavoro al nulla osta al ricongiungimento familiare. Per dotare gli addetti al front-office di tutte le competenze e conoscenze necessarie sarà avviato a breve un percorso formativo curato dalle Università di Firenze e Pisa che coinvolgerà 147 persone. In un quadro talmente composito e propositivo, è evidente che la legge regionale recentemente approvata dal consiglio regionale della Toscana per garantire piena assistenza sanitaria anche ai migranti sprovvisti di permesso di soggiorno, rappresenta il punto di approdo di un progetto di integrazione tutt’altro che improvvisato, che anzi proviene da lontano. È inspiegabile che quando le Regioni si danno da fare per prevenire l’allarme immigrazione il Governo minacci reazioni sensa senso, come il referendum abrogativo della legge regionale appena approvata. Come se azzerare le inizative locali non avesse a sua volta un costo.