Scritto Domenica 11 Ottobre 2009 da Massimiliano Curzi
Il Ministero dell’interno ricorda che la ricevuta attestante la presentazione telematica della domanda di regolarizzazione è documento del tutto diverso dalla ricevuta postale di richiesta del permesso di soggiorno: perciò la ricevuta attestante la presentazione telematica della domanda di regolarizzazione rilasciata al datore di lavoro non può essere equiparata alla ricevuta postale di richiesta del permesso di soggiorno. Questo il contenuto della circolare (400/C/2009/12.319) con cui il Dipartimento della PS del Ministero dell’interno ha risposto alle questure che chiedevano chiarimenti circa la possibilità di espatrio temporaneo di colf e badanti che fruiscono della procedura di emersione.
Il Viminale ricorda che fino a quando la procedura non sarà ultimata, la condizione del cittadino straniero da regolarizzare non può essere equiparata a quella di chi è entrato in Italia con un regolare visto per lavoro oppure è in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno.
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Tag:cittadino straniero, emersione, permesso di soggiorno, Questure, regolarizzazione, rinnovo, visto
Scritto Lunedì 28 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Brescia è oggi la terza città italiana, dopo Milano e Roma per numero di stranieri residenti (140 mila in tutta la Provincia) e fra i gruppi più numerosi per nazionalità troviamo gli albanesi al primo posto (oltre 12 mila), seguiti da marocchini (11.400) e ucraini (circa 5 mila). Il primo giorno di consegna dei permessi di soggiorno durante il weekend non va come previsto: in lista 800 stranieri, ma alle 15 in Questura si erano presentati in 150. Sono in totale 5000 le pratiche da consegnare, e sembra che la scelta dei giorni festivi abbia spiazzato i destinatari. Il punto è se è stata loro portata adeguatamente a conoscenza oppure no. L’efficientismo di alcune questure grazie alle modalità di rilascio del permesso di soggiorno elettronico è un fatto positivo. Ma se alla data di convocazione per la consegna del permesso si presentano in pochi, occorrerà fissare una nuova data, e l’effetto di snellimento delle procedure rischia in parte di saltare.
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Tag:Brescia, immigrati, Milano, permesso di soggiorno elettronico, Questure, rilascio, Roma, stranieri
Scritto Domenica 27 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Il Ministero dell’interno fornisce un’innovativa interpretazione del testo unico immigrazione che permette agli stranieri parenti di italiani di convertire il permesso di soggiorno in lavoro, attesa occupazione o residenza elettiva.
Il Dipartimento di PS del Ministero dell’interno, dopo aver emanato a fine agosto disposizioni alle questure per consentire agli stranieri inespellibili (in quanto parenti di terzo e quarto grado dei cittadini italiani e già titolari di permesso di soggiorno per famiglia) di rinnovare il titolo nonostante la legge sulla sicurezza pubblica abbia ora ristretto la tutela ai soli parenti entro il secondo grado, è intervenuto nuovamente sull’argomento con una risposta a un quesito della Questura di Biella altrettanto importante ed innovativa.
Il Viminale, invertendo l’orientamento sinora adottato, ha precisato che il permesso di soggiorno per famiglia (rilasciato ai sensi dell’art. 19 del testo unico immigrazione ai parenti conviventi con il cittadino italiano, e per questo inespellibili) differisce dal permesso di soggiorno per famiglia rilasciato in via ordinaria ai sensi dell’art. 30 del testo unico solo in base ai presupposti originatori. Per questo motivo, sussistendone i presupposti di legge, potrà essere convertito in permesso per motivi di lavoro, autonomo o subordinato, per attesa occupazione o per residenza elettiva.
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Tag:coversione permesso di soggiorno, legge sulla sicurezza, permesso di soggiorno, Questure, testo unico immigrazione
Scritto Sabato 15 Agosto 2009 da Massimiliano Curzi
I CIE (Centri di idenitificazione ed espulsione), cioe` gli ex CPT che gia` un anno fa il Governo ha deciso di ridefinire “strategicamente” collegandoli all`attivita` di espulsione, sono in rivolta da Gorizia a Lamezia Terme, passando per Milano e Torino. La rilevanza di simili contestazioni non va sottovalutata ma neanche enfatizzata. Da un lato, i CIE coinvolti sono la minoranza (4 su un totale di 13). Ma se ci sono stati anche scontri di piazza, come ad esempio e` accaduto a Milano, vuol dire che il disagio sociale e` alto e di conseguenza il Governo non puo` confidare nelle cariche della Polizia per mettere a tacere il problema. Si sta profilando qualcosa di terribilmente serio, cioe` un`inquietante alleanza tra sans papier e criminalita` organizzata: con l`avvento del nuovo testo sulla sicurezza, la malavita straniera si infiltra tra i connazionali ancor piu` facilmente, ne favorisce la disinformazione, ne accentua i sentimenti negativi di riscatto sociale. Quest`aspetto il Governo lo aveva trascurato, benche` qualcuno – anche tramite questo blog – ne avesse gia` parlato.
In particolare le contestazioni riguardano il nuovo testo sulla sicurezza, laddove si prevede che la convalida dell’espulsione comporti la permanenza dell’immigrato nel Centro per 30 giorni, prorogabili per ulteriori 30. Trascorso questo termine il questore fino a 120 giorni. In definitiva, una permanenza che può durare fino a sei mesi. Ed e` tutto da dimostrare che torni davvero a beneficio dell`identificazione da compiere: numerose Questure da piu` parti d`Italia affermano infatti il contrario.
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Tag:centri di identificazione e espulsione, CIE, convalida, CPT, Gorizia, Governo, immigrato, Milano, Questure, Torino
Scritto Giovedì 6 Agosto 2009 da Massimiliano Curzi
Mancano ormai poche ore all’entrata in vigore del nuovo testo sulla sicurezza e, di conseguenza, del nuovo reato di clandestinità. Delle storture di questa normativa abbiamo già detto; per ora conviene limitarsi a ribadire alcuni punti fermi:
1) Per il reato di ingresso e soggiorno illegale non è permesso al giudice di disporre la pena detentiva. Ciò è evidente anche in base al fatto che la competenza è stata devoluta a favore del giudice di pace, che tradizionalmente non applica misure detentive.
2) La pena prevista è di natura pecuniaria, e può arrivare a 10.000 euro. La soglia è alta affinché, in alternativa a un improbabile pagamento, l’immigrato scelga l’espulsione, che estingue il reato.
3) chi è in Italia già da prima non rischia alcuna condanna penale, poiché non può esserci continuità fra l’illecito amministrativo preesistente (cioè il fatto di essere privi del permesso di soggiorno, rischiando un’espulsione a titolo amministrativo) e l’illecito penale attuale, che comporta invece un’espulsione come conseguenza di un illecito penale. Chi dice il contrario – e in questi giorni lo hanno fatto anche fonti autorevoli, almeno sulla carta – trascura la struttura del nuovo reato, che è un reato permanente e come tale implica continuità nella condotta. Il problema è quanti, anche presso le Questure, hanno le idee chiare su questi aspetti.
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Tag:carcerazione, giudice di pace, illecito amministrativo, illecito penale, ingresso illegale, Questure, reato permanente, soggiorno illegale
Scritto Giovedì 6 Agosto 2009 da Massimiliano Curzi
La donna, un’ucraina cardiopatica che lavora come badante di un’anziana nel Varesotto, ha avuto un malore alla stazione e malgrado tutto rifiutava il ricovero: «No ospedale, io no documenti», continuava a ripetere la donna, secondo quanto riferito da un lettore che ne ha informato la testata Varesenews.
Non è la prima volta che si verificano casi simili, complice anche una pubblica amministrazione che ha maldestramente anticipato le peggiori interpretazioni delle più controverse innovazioni normative in materia di sicurezza.
Tra gli effetti più deleteri del nuovo testo sulla sicurezza – che entrerà in vigore sabato 8 agosto – c’è la paura generalizzata cui sono già ridotti molti immigrati. Il Governo ha un bel dire che quanti erano in Italia già da prima non rischiano nulla: in termini normativi, tutto ciò è ineccepibile. Ma si dimentica che la pubblica amministrazione italiana spesso interpreta le nuove leggi in modo miope o conservatore, incorrendo altrettanto spesso in errori che richiedono anche lunghe trafile giudiziarie per essere scoperti e sanzionati. Tutto ciò che può accadere nel frattempo, va spesso a discapito dell’immigrato: chi viene in Italia per lavorare è ancor più frustrato nelle sue aspettative quando è costretto ad affidarsi a una burocrazia che, già di per sé non sempre efficiente, diventa persino incomprensibile a un migrante soprattutto a causa dei tempi di attesa e di evidenti fattori linguistici. L’incertezza degli ultimi giorni in merito alla questione se iscrivere o meno i figli degli immigrati irregolari all’anagrafe, è piuttosto eloquente: ministero dell’Interno e Questure si sono contraddette sino a portare a una nota ufficiale del Viminale, il che non è bastato; in alcune province le Questure centrali hanno emanato a loro volta un’altra nota ufficiale contenente una specie di interpretazione autentica della legge, a favore di chi partorisce senza permesso di soggiorno. Ma la paura persistente degli immigrati è la spia più evidente che una simile normativa è tutt’altro che orientata a creare legalità, semplicemente si appresta a spostare la soglia della visibilità verso alcune categorie di migranti (colf, badanti) che usufruiranno della sanatoria a discapito di altre (i lavoratori stagionali) sempre più a rischio di illegalità, rese prede ancor più facili delle organizzazioni criminali.
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Tag:anagrafe, badante, immigrati, pubblica amministrazione, Questure, testo sulla sicurezza, ucraina, Viminale