Quanto afferma il Governo è falso: le leggi sull’immigrazione di Marche e Toscana sono in linea anche con il principio di sussidiarietà

Nella nota informativa che spiega le presunte cause dell’impugnazione delle due leggi regionali davanti alla Corte Costituzionale, il Governo afferma che «tali leggi, disciplinando ed agevolando il soggiorno degli stranieri che dimorano irregolarmente nel territorio nazionale, incidono sulla disciplina dell’ingresso e del soggiorno degli immigrati che, come più volte affermato dalla Corte Costituzionale è riservata allo Stato, in quanto ricompresa nelle materie ‘diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea’ e ‘immigrazione’».

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Dopo Toscana e Puglia, in arrivo la nuova legge sull’immigrazione della regione Piemonte

Appena dieci giorni fa, la giunta regionale del Piemonte ha approvato il nuovo disegno di legge sull’immigrazione che è attualmente all’esame del Consiglio: il testo di legge non coinvolge più solo il singolo ma l’intero nucleo familiare di origine. Secondo la stima della Caritas nel 2008 la presenza dei migranti in Piemonte rappresenta il 7,1% del totale della popolazione residente. Il disegno di legge ribadisce non solo le pari opportunità nell’accesso ai servizi e l’uguaglianza con le cittadine e i cittadini italiani nel godimento dei diritti ma anche la volontà di contrastare discriminazione e razzismo.

In base al cosiddetto principio di sussidiarietà, la Regione avrà la funzione di programmare e valutare gli interventi, redigerà il Piano integrato per l’immigrazione e si occuperà di osservare il fenomeno migratorio. Alle Province spetteranno invece le attività decentrate, di promozione di interventi volti a favorire l’inclusione sociale e di concessione di contributi a enti locali e del privato sociale. Inoltre, il disegno di legge istituisce anche la Consulta regionale per l’integrazione delle cittadine e dei cittadini stranieri.

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