Iom: Più di 400 milioni di migranti nel 2050

Bimbe immigrate

Bimbe immigrate

I migranti che lasceranno il loro Paese d’origine alla ricerca di un lavoro e di migliori condizioni di vita potranno superare i 400 milioni entro il 2050, vale a dire il 7% della popolazione attuale.

Lo riferisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni nel suo rapporto con cadenza biennale. “Oggi siamo a 240 milioni e nel 2050 potrebbe raggiungere 405 milioni di migranti“, afferma Frank Laczko, uno dei responsabili dello studio, sottolineando che “nel 2000, anno della prima pubblicazione i migranti erano 150 milioni“.

Secondo lo Iom, l’aumento di migrazione sarà provocata anche dalla considerevole disponibiltà di mano d’opera nei paesi in via di sviluppo dove si registrerà uno stallo delle offerte di lavoro.

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Popolazione: gli stranieri in Italia sono 4,2 milioni

Popolazione straniera

Popolazione straniera

Senza l’apporto degli immigrati, l’Italia sarebbe un paese con popolazione in diminuzione. E’ quanto sottolinea l’Istat, spiegando che i cittadini stranieri residenti in Italia, al primo gennaio 2010, sono 4.235.059 pari al 7% del totale dei residenti, mentre al primo gennaio 2009 essi rappresentavano il 6,5%. Nel corso dell’anno 2009 il numero di stranieri e’ aumentato di 343.764 unita’ (+8,8%).

L’Istituto di Statistica sottolinea in particolare che il saldo naturale della popolazione straniera (+72.341 unita’) compensa in buona parte il saldo naturale negativo dei residenti di cittadinanza italiana (-95.147 unita’).

L’incremento della popolazione complessivamente residente nel nostro paese (italiani e stranieri), che da 60.045.068 unita’ al primo gennaio 2009 passa a 60.340.328 al primo gennaio 2010, e’ dovuto, pertanto, interamente alla dinamica naturale e migratoria dei residenti stranieri.

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UNICEF, in Italia i bimbi migranti rappresentano il 10% della popolazione infantile

In Italia i bambini immigrati rappresentano il 10% della popolazione, mentre nel Regno Unito sono il 16, in Francia il 17, nei Paesi Bassi e negli Stati Uniti d’America il 22, in Germania il 26, in Australia il 33 e in Svizzera il 39. I dati sono contenuti nel rapporto Unicef “Innocenti Insight” presentato a Firenze. La cifra non alta, e probabilmente non è neanche un bene che non lo sia, ma viste le crescenti convergenze parallele a livello politico (con l’ovvia eccezione della Lega Nord) sul diritto di cittadinanza per chi è nato in Italia o vi ha compiuto un primo ciclo di studi, occorre interrogarsi sulle migliori forme di tutela da apprestare a questi bambini.
Dal canto suo, il rapporto UNICEF presenta le statistiche sui bambini che vivono in famiglie immigrate o con almeno un genitore straniero, in otto paesi ricchi. I figli di immigrati che provengono dai paesi a basso e medio reddito rappresentano una parte sostanziale del totale dei bambini immigrati. In Italia, nei Paesi Bassi, nel Regno Unito e negli Stati Uniti questi rappresentano più della metà di tutti i bambini immigrati. In sei degli otto paesi oggetto di studio di cui si dispone di dati, un’alta percentuale (63/87 per cento) dei bambini figli di immigrati dai paesi a basso e medio reddito appartengono alla seconda generazione, ossia sono nati nel paese di insediamento dei genitori. I bambini di famiglie immigrate che provengono dai paesi a basso e medio reddito svolgeranno in età adulta un ruolo sempre più importante nella vita economica e sociale della nazione in cui risiedono, in parte come conseguenza dell’incremento del loro numero e in parte a causa del basso tasso di crescita della popolazione autoctona. Ma c’è da dire che queste previsioni positive non tengono in debito conto la staticità, se non l’immobilismo, del tessuto economico-sociale italiano, che rischia di essere una pastoia anche per chi proviene da paesi in via di sviluppo.

Nel 2008 oltre 59.000 immigrati hanno acquisito la cittadinanza italiana. E c’è la proposta di farla acquisire a 11 anni per chi è nato in Italia

In base ai più recenti dati ISTAT diffusi il 7 ottobre, continuano a crescere nel 2008 le acquisizioni della cittadinanza italiana da parte di stranieri immigrati: 53.696 unità, circa il 18% in piu’ rispetto all’anno precedente: lo rileva l’Istituto nazionale di statistica, sottolineando che si deve alla dinamica naturale e migratoria dei residenti stranieri l’incremento osservato nel 2008 da 59.619.290 a 60.045.068 unità per il complesso della popolazione residente (italiani e stranieri). In particolare, il saldo naturale della popolazione straniera (+68.194 unità) compensa quasi per intero il saldo naturale negativo dei residenti di cittadinanza italiana (-76.661 unità).
Nel frattempo è stata formulata, sia pure in modo informale, la proposta di coniugare l’acquisto della cittadinanza al ciclo scolastico: così un bambino straniero che nasce in Italia o vi arriva da molto piccolo (uno/due anni) avrebbe il riconoscimento della cittadinanza italiana dopo il compimento di un ciclo scolastico, a 11 anni. Questa la posizione del presidente della Camera Gianfranco Fini, espressa intervenendo all’Assemblea annuale dell’Anci. “Per i bambini stranieri in Italia – ha detto Fini – serve un percorso privilegiato”.