Napoli, presentazione dell’antologie Rondini e ronde

Storie di migranti

Storie di migranti

Verrà presentato al  Keste’ Napoli dopodomani sera l’antologia Rondini e ronde: scritti migranti per volare alto sul razzismo (Mangrovie Edizioni, 2010).

Un’antologia  che raccoglie i racconti di scrittori migranti e italiani sul tema del pacchetto sicurezza.

I racconti presenti nell”antologia sono stati scritti tutti da autori migranti e italiani. Voci, culture, pensieri diversi levati contro il razzismo.

La casa editrice Mangrovie ospita le opere di scrittori stranieri che hanno scelto la lingua italiana per esprimersi, facendo lo sforzo di uscire da se’, dal rifugio protetto e proteggente della propria lingua madre per raccontare andando presso l’altro, innanzitutto con la lingua. Essi dunque, migrano prima di tutto tra le lingue che vuol dire anche migrare tra i mondi.

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Immigrati, l’Onu critica pacchetto sicurezza italiano

 

Navi Pillary

Navi Pillary

Navi Pillay, l’alto commissario dell’Onu per i diritti umani, critica duramente il pacchetto sicurezza adottato in Italia: sbagliato utilizzare i militari per pattugliare le città, istituire le ronde e perseguire i clandestini. 

“Continuo ad essere preoccupata quando il pacchetto sicurezza rende lo status di clandestinità un’aggravante per chi commette un crimine comune”, ha detto la Pillay che ha invitato i politici ad assicurarsi che i “migranti non siano discriminati, denigrati e attaccati”.

L’Alto commissario per i diritti umani ha invitato inoltre le autorità italiane ad assicurare urgentemente alla giustizia i responsabili delle violenze, ricordando gli ultimi episodi di violenza nel Sud Italia contro i migranti, per “evitare che questi incidenti si ripetano”.

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Spunta l’obbligo del test di italiano per il permesso di soggiorno di lungo periodo, ma nessun ente permette di svolgerlo

Si tratta dell’ennesimo paradosso o, se vogliamo essere più espliciti, dell’ennesima stortura dello strampalato pacchetto sicurezza ideato dal Governo: consiste nell’obbligo relativo al superamento di un test in lingua italiana, previsto come condizione per il rilascio della Carta di soggiorno (da qualche anno, ridefinita come “permesso CE per soggiornanti di lungo periodo”: e non si tratta di un miglioramento linguistico né concettuale).
Così ad esempio a Modena accade che molti cittadini stranieri non hanno potuto ritirare la carta di soggiorno nonostante l’appuntamento già fissato. Recatisi in Questura, invece del sospirato titolo di soggiorno hanno ricevuto un biglietto d’invito, redatto ai sensi dell’art. 6 L. 241/90, con il quale sono invitati ad esibire “un certificato che attesti l’avvenuto superamento di un test di conoscenza della lingua italiana”, “a seguito delle novità introdotte dall’art.9, comma 2 bis, l. 94/09″. Nonostante si tratti di un art. 6 il biglietto di invito non contiene un termine perentorio entro il quale consegnare il certificato. Non si sa, infatti, chi deve organizzare il test, né come né dove. Sembra l’ennesima disposizione introdotta per compiacere la Lega e – chissà – forse per fare un favore alle organizzazioni che gestiscono scuole di italiano per stranieri, le quali beneficiano spesso di fondi pubblici per essere attivate. E questa la si vorrebbe spacciare per semplificazione amministrativa?
Giudichi il lettore se è possibile anche lontanamente considerarla come tale.

Lo Stato comanda, gli enti locali giocano d’anticipo: a Genova è già scontro per l’ordinanza sui phone center

L’obbedienza non è più una virtù, insegnava don Milani. Ma ancor prima che il pacchetto sicurezza fosse approvato in via definitiva abbiamo assistito allo scempio di una pubblica amministrazione ossequente persino alle leggi avvenire: nomi di studenti extracomunitari scritti sulla lavagna da prèsidi ben poco rispettosi delle norme, circolari per imporre ai maturandi stranieri la presentazione in segreteria del permesso di soggiorno sotto minaccia di esclusione dagli esami. E ora a Genova spunta anche un sindaco che vuol anticipare le norme del testo sulla sicurezza in merito ai phone centers, come se quelle disposizioni non fossero già di per sé discutibili. Così nel frattempo ha pensato bene di imporre un limite orario ai phone centers. L’immediata applicazione dei nuovi rigorosi limiti di orario per i centri di telefonia utilizzati soprattutto da extracomunitari, e le conseguenti sanzioni, hanno già innescato un caso. Un gestore italiano, si è rivolto al prefetto: «L’ordinanza è illegittima e ci discrimina rispetto agli altri esercizi commerciali».

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L’inquilino è clandestino? Se paga poco non c’è sfruttamento dell’immigrazione clandestina, quindi non c’è reato

Il tribunale di Milano (sentenza 12/05/2009, est. Corbetta) ha fissato un principio che potrebbe ripercuotersi anche sul testo di legge in materia di sicurezza su cui il Governo ha ottenuto la fiducia. Il nuovo pacchetto sicurezza prevede infatti che affittare un alloggio a un extracomunitario sia considerato favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ma già la norma del testo unico sull’immigrazione prevedeva il reato di sfruttamento dell’immigrazione clandestina nell’ipotesi analoga: ebbene ora il tribunale di Milano ha stabilito che ai fini della sussistenza del reato di cui all’art.12, comma 5, d.lgs n.286 del 1998 ( disposizioni contro le immigrazioni clandestine) non basta la concessione a un immigrato clandestino di locali ad uso abitativo. Accanto a tale requisito obiettivo deve sussistere il requisito soggettivo, presente qualora il proprietario dell’alloggio abbia inteso trarre un ingiustificato arricchimento dalla condizione di illegalità dello straniero, quale contraente più debole, imponendogli condizioni onerose ed esorbitanti dall’equilibrio del rapporto contrattuale.

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Il CSM avverte: il nuovo reato di ingresso e soggiorno illegale intaserà ulteriormente la giustizia penale senza produrre sicurezza. E intanto negli uffici giudiziari i giudici di pace già non bastano più

Ben lontano dal risolvere il problema della clandestinità, la nuova contravvenzione di ingresso e soggiorno illegale voluta dal Governo rischia di produrre un ennesimo sovraccarico della giustizia penale italiana a fronte di pochi benefici concreti. Lo ha appena ribadito anche il Consiglio Superiore della magistratura.

In questi giorni la relatrice del testo alla Camera, cioè l’onorevole Jole Santelli, ha spiegato che l’espulsione verrà disposta dal giudice di pace, cui spetterà la competenza per il reato in esame. E che l’accettazione dell’espulsione da parte dell’extracomunitario estinguerà il reato.

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