Al via un progetto per favorire l’inserimento sociale dei minorenni stranieri responsabili di reati

È appena stato reso operativo il progetto di comunicazione sociale, promosso dal Dipartimento per la Giustizia Minorile (Direzione Generale per l’attuazione dei provvedimenti giudiziari) e co-finanziato dal Fondo FEI e dal Ministero dell’Interno, con l’obiettivo di favorire l’inserimento sociale e lavorativo dei minori nei territori di riferimento dei Centri per la Giustizia Minorile.
Il recente caso degli otto stupratori di Montalto di Castro (Viterbo) che beneficeranno della messa alla prova (cd. “probation” processuale) e perciò avranno l’opportunità di vedere estinto il loro reato come se niente fosse, dovrebbe far riflettere per disparità di trattamento anche da parte dell’opinione pubblica: quando furono arrestati i due romeni autori dello stupro di Guidonia, si rischiò il pubblico linciaggio. Persino la malagiustizia ha due pesi e due velocità.
Forse qualcuno lo ha capito a livello istituzionale, e se è vero che l’ è un fenomeno in gran parte giovanile, allora è proprio dal dei che si può iniziare a far prevenzione. È fondamentale che al termine del percorso il minore, specie se straniero, non sia abbandonato a se stesso, il che lo esporrebbe ancor più alle insidie delle vanificando qualsiasi funzione della pena. E dopo tutto, continuiamo a sperare che simili slanci di lungimiranza, almeno sulla carta, prima o poi coinvolgano anche il trattamento e il reinserimento delle vittime dei reati, italiani o che siano.

Il traffico di clandestini frutta alle organizzazioni criminali oltre 230 milioni di euro

Le che gesticono il traffico dell’ clandestina guadagnano oltre 230 milioni di euro ogni anno per il trasporto di 240.000 africani in : è quanto denuncia un rapporto confidenziale delle Nazioni unite riportato il 14 settembre dal quotidiano spagnolo . Sono circa 300.000 gli africani che entrano illegalmente in ogni anno: di questi, l’80% ricorre alle .
Il rapporto Onu indica le cause di questo fenomeno: 15 dei 20 paesi più sviluppati del mondo si trovano in , mentre i 20 stati meno sviluppati si trovano in Africa, soprattutto nella zona occidentale del continente africano, la più vicina all’. Sono tre le vie utilizzate dagli africani subsahariani per entrare illegalmente in : rimanendo dopo la scadenza del visto, entrando con documenti falsi o evitando i controlli al confine. In tutti e tre i casi, i hanno bisogno dell’assistenza delle .
Nel rapporto vengono distinti due tipi di organizzazione: quelle che, come le agenzie di viaggio, offrono un pacchetto completo per tutto il viaggio, compresi i contatti locali nelle diverse tappe della traversata; e le organizzazioni locali, che gestiscono invece solo una fase del viaggio. Le prime corrispondono all’idea comune di : si tratta infatti di reti transnazionali specializzate, coinvolte anche in altre attività. Le seconde invece dissimulano la propria attività sotto le spoglie di imprese familiari.
Chi può permettersi di pagare il prezzo dell’intero pacchetto di viaggio al primo tipo di organizzazione deve sborsare tra i 300 e i 3.000 euro. Questi pacchetti di servizi possono includere i documenti falsi, il trasporto, l’alloggio, le tangenti dovute agli ufficiali di frontiera, e una rudimentale forma di assistenza. In generale, si tratta di organizzazioni attive soprattutto nell’.