Napoli: mercatino multietnico contro il razzismo
Giunge alla IV edizione il mercato multietnico di Napoli lasciando spazio, a molti migranti di lavorare legittimamente e ai napoletani di far conoscre una realtà vista solo per strada in maniera illegale. Ovviamente è rigorosamente vietato vendere merce contraffatta. La bancarella, spesso, è per i migranti il primo lavoro di sussistenza e sicuramente il più rischioso perchè soggetta a continui controlli di finanzieri, vigili urbani e carabini.
L’iniziativa autogestita dalla Rdb di Napoli è l’alternativa contro il “White Christmas” messa a punto dai leghisti, d’impronta razzista.
Napoli è il primo grande hub d’eccellenza per l’immigrazione che giunge da ogni angolo dell’Africa e dove più o meno ci si può arrangiare. Napoli è quella che ti offre più opportunità d’integrazione sociale.
Il mercatino multietnico si conferma anche quest’anno un esperienza unica che regala, tra i vari gazebo presenti, voci e colori di contenienti diversi
A Napoli con grande successo si coniuga perfettamente lo sport alla solidarietà.
La consueta burocrazia italiana a due velocità, che oltre ai cittadini italiani miete vittime anche tra gli stranieri: mentre alcune Questure – come quella di Milano – pubblicizzano di aver dimezzato i tempi di rinnovo del permesso di soggiorno, altrove – è il caso di Napoli – le domande di emersione obbligano i richiedenti a fornire prove che dipendono dalla diligenza dei loro padroni di casa, come nel caso della planimetria che attesti l’idoneità alloggiativa dell’immobile in cui l’extracomunitario e la propria famiglia vivono, una volta formulata la domanda di sanatoria al fine di ottenere il sospirato permesso di soggiorno. Beninteso, si tratta di casi di lavoratori che un lavoro ce l’hanno e possono documentarlo. Così, dietro il lodevole intento di sfavorire gli affitti in nero e il dilagare di alloggi-dormitorio affittati a prezzi usurari, il Governo italiano ha stretto in estate l’ennesimo capestro intorno al collo di molti extracomunitari, costretti spesso a rimediare al pressappochismo dei loro padroni di casa: chi non ha la planimetria, chi invita l’inquilino a rivolgersi al catasto per ottenerla, e nel frattempo la pratica di permesso di soggiorno rischia di arenarsi, se non di ottenere un responso diretto di inammissibilità.