Scritto Lunedì 28 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Brescia è oggi la terza città italiana, dopo Milano e Roma per numero di stranieri residenti (140 mila in tutta la Provincia) e fra i gruppi più numerosi per nazionalità troviamo gli albanesi al primo posto (oltre 12 mila), seguiti da marocchini (11.400) e ucraini (circa 5 mila). Il primo giorno di consegna dei permessi di soggiorno durante il weekend non va come previsto: in lista 800 stranieri, ma alle 15 in Questura si erano presentati in 150. Sono in totale 5000 le pratiche da consegnare, e sembra che la scelta dei giorni festivi abbia spiazzato i destinatari. Il punto è se è stata loro portata adeguatamente a conoscenza oppure no. L’efficientismo di alcune questure grazie alle modalità di rilascio del permesso di soggiorno elettronico è un fatto positivo. Ma se alla data di convocazione per la consegna del permesso si presentano in pochi, occorrerà fissare una nuova data, e l’effetto di snellimento delle procedure rischia in parte di saltare.
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Tag:Brescia, immigrati, Milano, permesso di soggiorno elettronico, Questure, rilascio, Roma, stranieri
Scritto Domenica 27 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Alcune scuole del Nordest, area in cui la Lega è convinta di poterla fare da padrone, hanno segnalato ben precise carenze di organico che spingono in senso opposto a una vera integrazione: segno fin troppo chiaro che chi sta al Governo l’integrazione non la vuole, o almeno preferisce che rimanga sulla carta. In seguito al cosiddetto “Clandestino day” (25 settembre), provocatoriamente denominato così proprio per sottolineare il carattere discriminatorio della recente legislazione in materia di immigrazione, alcuni istituti del padovano hanno sottolineato come a fronte di un crescente numero di iscritti di provenienza extracomunitaria, molte scuole non dispongono neanche dei fondi per reperire i docenti per le ore alternative a quelle di religione. E tutto ciò in un quadro in cui si prevedono 150.000 docenti in meno nell’arco di un triennio. Una barbarie: se è vero quanto ha detto proprio il 25 settembre il ministro Maroni nel suo contrastato intervento all’Università Cattolica di Milano, e cioè che il tasso di criminalità cresce tra gli immigrati e non tra gli italiani, bisognerebbe ricordargli che l’età media degli immigrati è molto più bassa dell’età media degli italiani, e che quindi il miglior presidio contro l’illegalità sono l’istruzione e la formazione, precisamente ciò che il Governo intende costantemente ridimensionare per far quadrare i conti.
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Tag:Clandestino Day, extracomunitaria, Governo, immigrati, immigrazione, Lega, Maroni, Milano, scuole, Università Cattolica
Scritto Venerdì 18 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Un esponente leghista di Gerenzano alcuni mesi fa aveva invitato i suoi concittadini a non affittare case agli extracomunitari: «Chi ama Gerenzano non vende e non affitta agli extracomunitari… Altrimenti avremo il paese invaso da stranieri e avremo sempre più paura a uscire di casa» . È quanto scriveva Cristiano Borghi, assessore alla Sicurezza di Gerenzano, in provincia di Varese, nel suo articolo pubblicato sul bollettino del comune intitolato “Filodiretto”, tuttora online sul sito di Gerenzano, che dallo scorso luglio ha suscitato numerose polemiche. Come avevamo già scritto su questo blog, la smentita del carattere discriminatorio di quelle affermazioni era arrivata poco dopo dall’interessato, ma è sembrata ben poca cosa.
Ora i legali di due associazioni a tutela dei diritti delle minoranze straniere hanno formulato una denuncia per atti discriminatori, presentandola alla procura di Milano. A prescindere dall’esito del procedimento, resta lo spettacolo avvilente di un responsabile politico che ricorre a mezzi simili con la pretesa di tutelare la sicurezza dei propri concittadini. Come se una prassi politica più dignitosa non fosse invece il modo migliore per responsabilizzare se stessi e gli altri.
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Tag:assessore alla sicurezza, Cristiano Borghi, discriminazione, extracomunitari, Gerenzano, Milano, minoranze straniere, Varese
Scritto Giovedì 3 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
A Milano gli asili hanno un’impronta sempre più multietnica. Infatti quasi un bimbo iscritto su quattro quest’anno è straniero, 2.245 al nido e 5.109 alle scuole d’infanzia (per un totale di 7.354). La percentuale è salita in un anno dal 21 al 23,5%, e il boom riguarda soprattutto le materne, con 500 immigrati in più rispetto al 2008. «A riprova della nostra capacità di integrare gli stranieri», fa sapere l’assessore comunale alla Scuola, Mariolina Moioli: «Chiunque fa domanda avrà un posto, la nostra parola d’ordine è accogliere», ribadisce. Meno male che qualcuno ci crede e lo dice, poiché la stessa sensibilità manca a quegli organi di informazione che al riguardo hanno parlato espressamente di “figli di clandestini”, arrivando persino a definire clandestini i bambini delle materne e degli asili nido.
Ora, una simile insensibilità informativa – che è tutt’uno con lo scarso senso civico espresso da chi fa suo un simile lessico – richiede almeno qualche precisazione. È noto il cumulo di sciocchezze che spesso viene rovesciato sulla materia soprattutto a scopo ideologico, ma se proprio si vuol far uso della parola “clandestino” almeno non la si usi a sproposito. “Clandestino” e “irregolare” sono definizioni ben diverse; irregolare è chi ha i documenti dello Stato di provenienza ma non è in regola con le norme dello Stato di accoglienza. “Clandestino” può essere tutt’al più il classico “sans papier”, cioè la persona che sia sfornita addirittura di qualsiasi documento di identificazione, e per la cui identità occorre rifarsi alle sue dichiarazioni e agli accertamenti per via diplomatica. Ma il presupposto per definire qualcuno come clandestino è che ci sia almeno un margine di scelta, di volontarietà se non altro racchiusa nell’atto di emigrare. Perciò definire i bambini dei migranti come clandestini è un vero e proprio atto di inciviltà umana e giuridica, poiché l’infanzia non ha nulla a che vedere con scelte – ispirate più o meno a necessità – comunque fatte da altri, genitori o Stati che siano. E infine, è mai venuto a qualcuno il dubbio che quei bambini che oggi vengono definiti clandestini possano divenire gli italiani di domani? Chi tra coloro che oggi li definiscono clandestini avrà il coraggio di raccontarglielo quando saranno diventati adulti?
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Tag:asili nido, assessore comunale, clandestini, documento di identificazione, irregolari, materne, Migranti, Milano, organi di informazione, sans papier, scuola, Stato
Scritto Mercoledì 19 Agosto 2009 da Massimiliano Curzi
È accaduto a Milano, dove un marocchino senza permesso di soggiorno ha salvato la vita a un uomo che tentava di impiccarsi. Se avesse dovuto temere gli effetti del nuovo testo sulla sicurezza,avrebbe dovuto lasciare Cesare P. – l´uomo che ha tentato di togliersi la vita – compiere fino all`ultimo il suo gesto: per legge l`immigrato non aveva alcun obbligo di intervenire, e di sicuro sapeva di esporsi ai futuri accertamenti delle forze dell`ordine. Che infatti ne ha puntualmente rilevato la condizione di irregolarità. Senonchè il caso ha fatto scalpore, cittadini e anche alcune autorità locali sembrano orientate a concedere un singolare permesso per meriti civili, fatto di per sè insolito ma non rarissimo in questi ultimi mesi. Come abbiamo già detto in altri articoli presenti su questo blog, dal permesso di soggiorno per protezione sociale a quello per meriti civili, gli episodi analoghi che hanno coinvolto extracomunitari attivi a favore della legalità – talora più di tanti italiani – sono stati diversi dal nord al sud al paese. Il punto è un altro, come abbiamo già detto: il problema non è la concessione “premiale” – per così dire – di questi permessi di soggiorno. Il problema è che in un paese come il nostro, dove già i diversi tipi di permesso di soggiorno sono una dozzina, al punto da complicare spesso le cose a chi deve farne richiesta, non è pensabile se ne aggiungano altre categorie per sfuggire agli effetti maldestri di una pessima legge. Anche perchè prima o poi ci si renderà conto che qui non si tratta di tappare un buco, bensì di risolvere un problema sistematico: se cioè l´extracomunitario non in regola sia da considerarsi fino a prova contraria come una persona innocente o come un delinquente, cui si è disposti a concedere un salvacondotto in caso di benemerenza. Ricordiamo ai nostri legislatori – semprechè meritino quest`appellativo – che i diritti civili nascono prima degli Stati, e non il contrario.
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Tag:extracomunitario, marocchino, Milano, permesso di soggiorno, testo sulla sicurezza
Scritto Sabato 15 Agosto 2009 da Massimiliano Curzi
I CIE (Centri di idenitificazione ed espulsione), cioe` gli ex CPT che gia` un anno fa il Governo ha deciso di ridefinire “strategicamente” collegandoli all`attivita` di espulsione, sono in rivolta da Gorizia a Lamezia Terme, passando per Milano e Torino. La rilevanza di simili contestazioni non va sottovalutata ma neanche enfatizzata. Da un lato, i CIE coinvolti sono la minoranza (4 su un totale di 13). Ma se ci sono stati anche scontri di piazza, come ad esempio e` accaduto a Milano, vuol dire che il disagio sociale e` alto e di conseguenza il Governo non puo` confidare nelle cariche della Polizia per mettere a tacere il problema. Si sta profilando qualcosa di terribilmente serio, cioe` un`inquietante alleanza tra sans papier e criminalita` organizzata: con l`avvento del nuovo testo sulla sicurezza, la malavita straniera si infiltra tra i connazionali ancor piu` facilmente, ne favorisce la disinformazione, ne accentua i sentimenti negativi di riscatto sociale. Quest`aspetto il Governo lo aveva trascurato, benche` qualcuno – anche tramite questo blog – ne avesse gia` parlato.
In particolare le contestazioni riguardano il nuovo testo sulla sicurezza, laddove si prevede che la convalida dell’espulsione comporti la permanenza dell’immigrato nel Centro per 30 giorni, prorogabili per ulteriori 30. Trascorso questo termine il questore fino a 120 giorni. In definitiva, una permanenza che può durare fino a sei mesi. Ed e` tutto da dimostrare che torni davvero a beneficio dell`identificazione da compiere: numerose Questure da piu` parti d`Italia affermano infatti il contrario.
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Tag:centri di identificazione e espulsione, CIE, convalida, CPT, Gorizia, Governo, immigrato, Milano, Questure, Torino
Scritto Giovedì 13 Agosto 2009 da Massimiliano Curzi
Per quale motivo una cittadina svizzera, di cui e` davvero improbabile ipotizzare problemi di identificazione, dopo l`arresto per traffico di stupefacenti a Milano sia stata trasferita in un centro di identificazione e espulsione come una qualsiasi sans papier, appartiene al lato oscuro delle relazioni diplomatiche. Ma dovrebbe trattarsi di un trattenimento lampo, stando a quanto hanno precisato fonti ufficiali: «Capita che cittadini svizzeri condannati in Italia siano rinchiusi in strutture di questo tipo in attesa dell’espulsione, dato che sono extracomunitari», ha indicato oggi all’ATS la portavoce del consolato svizzero di Milano Evelyne Stämpfli. «Seguiamo da vicino la faccenda della nostra concittadina, che dovrebbe poter raggiungere Lugano entro due o tre giorni», ha concluso.
Appare fuor di dubbio che il nostro paese non ci fa comunque una bella figura, sia sul piano diplomatico sia riguardo al rigore superfluo con cui, in questo come in altri simili casi, vengono gestite ipotesi delittuose di minimo impatto sociale (la dose di droga detenuta risulta praticamente di sicuro uso personale, vista la minima quantitä rilevata, malgrado secondo la legge italiana integri comunque il reato di spaccio).
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Tag:cittadini svizzeri, espulsione, Lugano, Milano, relayioni diplomatiche, trattenimento
Scritto Lunedì 10 Agosto 2009 da Massimiliano Curzi
La sentenza del Tribunale del lavoro di Milano prevede la rimozione di una norma del 1931 che non permetteva agli extracomunitari di lavorare nelle aziende di trasporti pubblici. L’azienda dei trasporti di Milano non può più escludere a priori i cittadini extracomunitari tra i suoi potenziali dipendenti (sentenza del Tribunale di Milano, 21 luglio 2009, su ricorso di un cittadino marocchino, Hailoua, assistito da “Avvocati per niente onlus” e dalla “Associazione studi giuridici sull’immigrazione”, che impone all’azienda Atm di rimuovere il requisito della cittadinanza per le offerte di assunzione). Così si è concluso il ricorso del marocchino Mohamed Hailoua contro l’Azienda del trasporto pubblico milanese dove non poteva lavorare in base a una disposizione del 1931 che include tra i requisiti per per l’assunzione la cittadinanza italiana o europea.
Non è la prima volta che un cittadino marocchino la spunta su un ente pubblico lombardo, ma stavolta la sconfitta sembra bruciare particolarmente all’amministrazione coinvolta. Delle chiacchiere dissennate di alcuni esponenti leghisti non conviene neanche fare parola: ci limitiamo a dire che in un paese dove vigono oltre 50.000 leggi, una sentenza che disapplica una norma contenuta in un regio decreto (sic) risalente al 1931 dovrebbe essere salutata come un atto di civiltà. Sempre che un barlume di civiltà alberghi ancora nei politici nostrani.
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Tag:ATM, azienda dei trasporti, cittadinanza italiana, cittadino marocchino, ente pubblico, Milano, offerte di assunzione, studi giuridici
Scritto Giovedì 9 Luglio 2009 da Massimiliano Curzi
A Milano un nuovo imprenditore su tre proviene da uno Stato al di fuori dell’Unione Europea. Nella maggior parte dei casi si tratta di imprese individuali, ma molte di loro si sono sviluppate e così hanno assunto personale. In particolare le imprese extracomunitarie in provincia di Milano danno lavoro a 20mila persone di cui 3.800 italiani. Gli immigrati fanno impresa nel settore della ristorazione, delle lavanderie, estetica, viaggi e traduzioni, farmacie, piccoli atelier, edilizia, e ovviamente dei prodotti etnici. Nella provincia di Milano le ditte extracomunitarie mostrano maggior vitalità. In totale sono 18.635, e nel 2008 sono cresciute dell’8,6% con un netto miglioramento rispetto al 2007 (+3,2%).
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Tag:aziende, comunitari, extracomunitari, immigrati, imprese, Milano, stranieri, Unione Europea
Scritto Martedì 30 Giugno 2009 da Massimiliano Curzi
Rubavano nelle case di extracomunitari, certi che loro non avrebbero sporto denuncia perché irregolari. È un reato particolarmente odioso quello commesso da quattro agenti di polizia e un pregiudicato, autori di sette colpi in sei mesi. Due agenti di polizia e il pregiudicato erano stati condannati, un anno fa, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato: 6 anni di reclusione per Giuseppe Sofia (40 anni, ex capopattuglia della volante Dora 2), 4 anni e quattro mesi per Daniele Di Viercio (25 anni, ex vice ed ex socio preferito di Sofia), 4 anni e nove mesi per Giovanni Quarantiello (57 anni, pregiudicato che segnalava gli obiettivi e intascava le percentuali). Gli ultimi due agenti di polizia, Salvatore Majol, 28 anni, adesso ex poliziotto, e Luigi Cicchetti, 28 anni, ex centralinista del commissariato di Barriera Milano, erano stati invece solo rinviati a giudizio. E venerdì scorso è cominciato il dibattimento che li vede imputati. Dovranno rispondere di concorso nel reato di rapina.
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Tag:agenti di polizia, capopattuglia, clandestini, commissariato, dibattimento, espulsione, extracomunitari, Milano, rapina