Immigrati tentano la fuga in Cie Milano

Cie Milano

Cie Milano

Sventato un tentativo di fuga, la scorsa notte, nel Centro di identificazione ed espulsione di Milano, in via Corelli. La polizia ha bloccato i fuggitivi, alcuni dei quali sono rimasti leggermente feriti. Contusi anche alcuni agenti.

L’azione e’ scattata in settori attualmente occupati da immigrati nordafricani. Vista preclusa la fuga, gli stranieri hanno iniziato i danneggiamenti e hanno dato vita a una sorta di rivolta che ha coinvolto una cinquantina di persone.

Fonte by Ansa.it

Foto by ilgiornale.it

Immigrati: De Corato, Milano solidale. Ha integrato tanti stranieri

De Corato

De Corato

”Giusto che Sua Eminenza richiami all’accoglienza e alla solidarietà“.

Ma quando si riferisce all’amministrazione della citta’ bisogna anche tenere conto della legge e delle risorse economiche a disposizione che non sono infinite. Spalancare le porte della citta’ a tutti, premiando clandestini e nomadi abusivi, e’ un’utopia oltre che una violazione della legge dello Stato italiano, visto che la clandestinita’ e’ un reato, e di direttive dell’Unione Europea che prevedono l’allontanamento per chi non dispone di condizioni di autosostentamento”.

Lo dichiara il vice Sindaco di Milano, Riccardo De Corato a commento del discorso alla citta’ pronunciato oggi dall’arcivescovo, cardinale Dionigi Tettamanzi, nella Basilica di Sant’Ambrogio.

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Asiim: Imprenditoria in crescita grazie a imprenditori immigrati

Es. di imprenditore immigrato

Es. di imprenditore immigrato

L’elemento più dinamico dell’imprenditoria milanese  sono le aziende controllate da migranti. Dal 2005 al 2008 le imprese che fanno capo ai migranti sono infatti aumentate a Milano e provincia del 33,5%, a fronte di una sostanziale immobilita’ numerica delle imprese milanesi (nel complesso +1,6%).

 
E’ quanto è stato annunciato questa mattina a Palazzo Giureconsulti, secondo un noto rapporto imprenditorialità dei migranti in Provincia di Milano a cura di Asiim (Associazione per lo sviluppo dell’Imprenditoriatlià immigrata a Milano), basatao su un analisi quantitativa di imprese e imprenditori al 31 dicembre 2008.  A confermare dei predetta  tendenza a vi sono anche dati a livello regionale con un incremento delle imprese migranti del 45,8% rispetto al +2,5% delle imprese totali.

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Stati generali degli immigrati il 28 novembre a Milano

Stati generali degli immigratiSabato 28 novembre al teatro Dal Verme di Milano dalle 9 alle 14.30 si terrà la seconda edizione degli Stati generali degli immigrati.

“Si tratta di una vera e propria autoconvocazione che nasce dalla presa di coscienza di quanto ci sta accadendo intorno”
, ha spiegato Otto Bitjoka, presidente della Fondazione Ethnoland. “Questa nuova consapevolezza non appartiene più al singolo individuo ma all’intero corpo immigrato. Oggi sappiamo che o si diventa protagonisti subito o mai più”.

Lo scopo è dunque mettere in collegamento gli immigrati con la realtà in cui vivono permettendo alla stessa di comprendere più a fondo il fenomeno dell’emigrazione e dell’immigrazione senza pregiudizi di alcun tipo.

Il programma della manifestazione è disponibile a questo indirizzo.

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Rinnovo dei permessi di soggiorno, appuntamenti veloci in Questura: ma per le domande di emersione è un disastro

P.A.La consueta burocrazia italiana a due velocità, che oltre ai cittadini italiani miete vittime anche tra gli stranieri: mentre alcune Questure – come quella di Milano – pubblicizzano di aver dimezzato i tempi di rinnovo del permesso di soggiorno, altrove – è il caso di Napoli – le domande di emersione obbligano i richiedenti a fornire prove che dipendono dalla diligenza dei loro padroni di casa, come nel caso della planimetria che attesti l’idoneità alloggiativa dell’immobile in cui l’extracomunitario e la propria famiglia vivono, una volta formulata la domanda di sanatoria al fine di ottenere il sospirato permesso di soggiorno. Beninteso, si tratta di casi di lavoratori che un lavoro ce l’hanno e possono documentarlo. Così, dietro il lodevole intento di sfavorire gli affitti in nero e il dilagare di alloggi-dormitorio affittati a prezzi usurari, il Governo italiano ha stretto in estate l’ennesimo capestro intorno al collo di molti extracomunitari, costretti spesso a rimediare al pressappochismo dei loro padroni di casa: chi non ha la planimetria, chi invita l’inquilino a rivolgersi al catasto per ottenerla, e nel frattempo la pratica di permesso di soggiorno rischia di arenarsi, se non di ottenere un responso diretto di inammissibilità.
Se insomma si trattava di una norma sulla sicurezza, nel caso in esame (e non solo) resta la sicurezza di aver combinato un disastro.

Presso le INPS aperte nuove postazioni per segnalare le assunzioni di badanti e colf

Da ottobre i datori di lavoro e i lavoratori interessati saranno convocati presso gli Sportelli Unici dell’Immigrazione per sottoscrivere il contratto di soggiorno. Lo segnala l’Inps. Per agevolare la procedure di assunzione, che deve avvenire entro 24 ore dalla sottoscrizione del contratto di soggiorno, presso ogni sportello unico è stata predisposta una postazione Inps dove i datori di lavoro potranno effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione.
In una seconda fase si valuteranno le città in cui si è riscontrato un maggior numero di domande di regolarizzazione. Ad es., a Milano si stima siano 75-80mila le «assistenti familiari» straniere, 117mila a livello regionale, che si occupano di circa 400mila anziani non autosufficienti in Lombardia. Quindi saranno messe a disposizione degli sportelli unici della Prefettura alcune postazioni presso le sedi Inps competenti per territorio. La prefettura di Milano ha già inviato le prime centinaia di lettere che invitano datori di lavoro e collaboratrici domestiche a presentarsi per perfezionare la richiesta di «emersione dal lavoro nero». Firmato il contratto, l´Inps invierà alla famiglia i bollettini per il pagamento dei contributi arretrati da luglio 2009, visto che i 500 euro versati all´atto della presentazione della richiesta di sanatoria erano considerati quota una tantum per saldare i contributi dovuti da aprile a giugno. La procedura di regolarizzazione era infatti riservata a chi era in grado di dimostrare di aver lavorato in nero almeno dallo scorso aprile.

La Regione Lombardia decurta le buste paga dei medici che hanno assistito gli extracomunitari

La Regione Lombardia ha chiesto ai propri medici di base il recupero delle quote di tutti quei pazienti che non potevano o non dovevano essere in cura al servizio sanitario nazionale o perché morti o perché con permessi di soggiorno non validi. Il risultato è che i medici di famiglia, chi in misura maggiore, chi minore, si sono visti decurtare lo stipendio da un giorno all’altro. Si va dai 500 euro al mese in meno, fino ad arrivare a tagli che prevedono la metà dello stipendio. Una situazione che ha allarmato i sindacati di categoria, i quali che hanno chiesto alla Regione di rimediare subito a una situazione ormai insostenibile.
I cittadini immigrati spesso attendono mesi dopo che il permesso è scaduto prima di richiederne il rinnovo, che d’altra parte non è di immediato ottenimento: con il risultato che molti mesi restano scoperti dal servizio sanitario
, mesi durante i quali i medici non sanno nulla di questa loro situazione, e continuano a dispensare cure. Salvo poi trovarsi con le buste paga “pignorate” dalla Regione. Un vero paradosso.
Stando alle cifre riguardo alla popolazione immigrata (in città vivono circa 300mila extracomunitari) a Milano il 20-40% degli assistiti di ogni medico è di nazionalità extraeuropea, con punte di iscritti immigrati in via Canonica dove c’è la China Town, ma anche in molte periferie come Quarto Oggiaro o il Lorenteggio. Così alcuni medici si sono visti dimezzare lo stipendio. È la convenzione regionale che va cambiata. Per etica professionale i medici di base sono disposti a curare anche gratis, ma la disorganizzazione anagrafica non può ricadere su di loro. Di fronte alle ripetute proteste dei professionisti coinvolti, la Regione Lombardia ha assicurato una sorta di conguaglio che dovrebbe arrivare entro ottobre, ma non tutto è risolto. Ai medici è stato chiesto di informatizzarsi ma le ASL cancellano un morto dall’anagrafe sanitaria dopo 5 anni: come quasi sempre accade nell’ambito del nostro Servizio Sanitario Nazionale, le responsabilità amministrative vengono fatte ricadere o sugli utenti finali o su coloro che individualmente prestano i loro servizi professionali. Difficile, in un contesto di questo genere, poter mirare a un modello di sanità che funzioni davvero.

Milano, in manette due finti agenti che rapinavano commercianti extracomunitari

Due pluripregiudicati sono stati arrestati a Milano dalla polizia perché ritenuti responsabili di almeno quattro rapine ai danni di commercianti cingalesi e bengalesi dei mercati itineranti cittadini.Gianluca Cassone, 31enne milanese, e Massimo Lombardi, 39 parmense residente a Busseto, sono stati bloccati dagli agenti del Commissariato Mecenate che hanno eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere per rapina aggravata emesso dal Gip Gaetano Brusa su richiesta del Pm Antonio Luzi. Cassone è stato arrestato in flagranza di reato il 28 marzo scorso in viale Lucania mentre si apprestava ad eseguire un colpo, il suo complice è stato invece catturato mercoledì scorso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due, spacciandosi per appartenenti alle forze dell’ordine, si presentavano nelle abitazioni dei commercianti che in precedenza avevano visto realizzare al mercato gli incassi più alti e poi li rapinavano. Molto aggressivi, Cassone e Lombardi, ex culturisti, non rinunciavano a esercitare violenza sulle vittime e i loro familiari, arrivando in alcuni casi a puntargli la pistola alla testa, a spruzzargli spray urticante sul viso o a legargli le mani con fascette di plastica. La scelta di infierire sui commercianti stranieri sarebbe stata un’idea di Lombardi, anche lui ex ambulante, a conoscenza della loro abitudine di tenere il denaro in casa e di essere poco propensi a sporgere denuncia alle forze dell’ordine. Gli agenti ritengono che oltre ai quattro colpi, compiuti tra il dicembre 2008 e il marzo 2009 e che hanno fruttato circa 10mila euro, i due pluripregiudicati siano responsabili di almeno altre sette rapine.
Ricordiamo infine che, come segnalammo a suo tempo sul blog, nel mese di luglio a Milano è iniziato il processo contro due veri agenti i quali rapinavano case di extracomunitari certi che, trattandosi di stranieri spesso irregolari, non avrebbero presentato denuncia. Ma per fortuna in entrambi i casi la reazione della giustizia italiana c’è stata. Auguriamoci che rimanga tale anche al momento di emanare la sentenza di condanna e di applicarla.

Ogni anno arrivano in Italia 30.000 migranti sudamericani

Sono circa 30 mila i sudamericani che ogni anno arrivano in Italia: erano 50 mila nel 1991, nel 2008 sono 316 mila. Le comunità più presenti sono quelle peruviana ed ecuadoriana (70 mila unità), poi i brasiliani (40 mila), domenicani e colombiani (20 mila). È quanto emerge dallo studio ‘America Latina-Italia. Vecchi e nuovi migranti’, realizzato della Caritas e della fondazione Migrantes e presentato il 28 settembre a Roma. Dalla ricerca risulta anche che il 25% degli immigrati ha meno di 18 anni (6 mila in provincia di Roma e almeno tre volte di più in provincia di Milano) e che i latinoamericani sono maggiormente concentrati al nordovest e nei poli di Roma e Milano. Pressoché irrilevante la loro presenza al sud, dove prevalgono immigrati di altra provenienza (africana,rumena,albanese,polacca).
I sudamericani occupati sono 248 mila, il 9% del totale degli stranieri che lavorano in Italia e solitamente impiegano due anni per estinguere il debito contratto per il viaggio. I lavori svolti dalle donne sono soprattutto nelle famiglie per l’assistenza domiciliare, mentre gli uomini sono impiegati nell’industria e nell’edilizia.
Milano si conferma la capitale dell’imprenditoria degli immigrati sudamericani: risultano titolari d’impresa 927 peruviani, 660 ecuadoriani, 289 brasiliani, 75 argentini, 59 colombiani, 27 cubani, 19 venezuelani. Anche a Roma i più diffusi imprenditori sudamericani sono peruviani, ma con sole 280 imprese.

Per l’integrazione degli extracomunitari l’Italia investe appena 12 euro annui per immigrato

Si è conclusa sabato scorso presso l’Università Cattolica di Milano la Seconda Conferenza Nazionale sull’Immigrazione organizzata dal Ministero dell’Interno e dell’Anci-Associazione Nazionale Comuni Italiani. Ne è emersa una raccolta significativa di informazioni e di dati, valutabili non solo in relazione al problema della sicurezza.
Sul piano nazionale, è stimato che gli extracomunitari regolari pagano 3,6 mld di euro di tasse; mentre lo Stato rende loro, con servizi vari – dalla sanità alla scuola alla casa – 886 mln di euro, un quarto. A livello scolastico regionale, gli alunni stranieri in Lombardia sono oltre 150.000 e costituiscono il 10 per cento degli alunni della Regione, perciò è singolare che vi siano sezioni con il 90% di Immigrati. Su 57.000 scuole italiane, nel 30% si rileva la presenza di immigrati, che è superiore alla media soltanto in 22 scuole. Per quanto riguarda la casa, è stato dimostrato come la percentuale di alloggi pubblici destinata agli extracomunitari sia inferiore alla percentuale della loro presenza sul territorio. A Milano – ha detto l’Assessore alla Casa Gianni Verga – in conseguenza dell’assenza trentennale di una politica nazionale del settore, oggi necessitano 20.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica da destinare a italiani ed immigrati: è possibile offrirne soltanto 1000-1200.
Accanto a questi dati e cifre poco noti, altri più pubblicizzati: gli stranieri presenti in Italia sono oltre il 6% della popolazione, vale a dire circa 3.600.000; hanno inviato nel 2008 nei Paesi d’origine quasi 6,4 mld di euro. Sul piano della sicurezza, per quanto riguarda la criminalità violenta (omicidi, rapine, stupri ecc.), in media gli autori stranieri sono 6 volte più numerosi degli italiani nel Centro Italia, Nordest e Nordovest, 4 volte nel Sud e Isole; per la criminalità appropriativa (furti, scippi, ecc.) 15 volte superiori nel Centro, 13 nel Nordest, 11 nel Nordovest, 6 nel Sud e Isole. Ma i fondi destinati all’integrazione sono ridicoli: nel triennio 2007-2009 le risorse complessive (quota comunitaria +quota nazionale) sono state di 43 mln di euro, pari a circa 12 euro per immigrato. Quota paradossale, se si considera che per il solo rilascio del permesso di soggiorno è ormai necessario versarne almeno 80.