Iom: Più di 400 milioni di migranti nel 2050

Migranti

Migranti

I migranti che lasceranno il loro Paese d’origine alla ricerca di un lavoro e di migliori condizioni di vita potranno superare i 400 milioni entro il 2050, vale a dire il 7% della popolazione attuale.

Lo riferisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni nel suo rapporto con cadenza biennale.

“Oggi siamo a 240 milioni e nel 2050 potrebbe raggiungere 405 milioni di migranti”, afferma Frank Laczko, uno dei responsabili dello studio, sottolineando che “nel 2000, anno della prima pubblicazione i migranti erano 150 milioni”.

Secondo lo Iom, l’aumento di migrazione sarà provocata anche dalla considerevole disponibiltà di mano d’opera nei paesi in via di sviluppo dove si registrerà uno stallo delle offerte di lavoro.

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Usa/Arizona, un altro ostacolo sulla legge immigrazioni

Immigrati clandetini

Immigrati clandetini

La legge sull’immigrazione varata dalla governatrice dell’Arizona Jan Brewer in aprile è stata bloccata da Susan Bolton, giudice federale di Phoenix, a un giorno dall’entrata in vigore.

L’attuazione della legge è stata dunque sospesa al momento, ma se dovesse entrare in vigore le autorità dell’Arizona potrebbero imbattersi in un ostacolo imprevisto: se la polizia infatti sarebbe in grado di arrestare e detenere gli immigrati riconosciuti come irregolari, non avrebbe però il potere di deportarli, essendo l’esecuzione delle espulsioni di competenza federale.

E visto che l’agenzia Immigration and Customs Enforcement ha fatto capire che potrebbe non cooperare nell’implementazione della legge, la polizia dell’Arizona potrebbe essere costretta a scegliere se detenere i clandestini in prigione o rilasciarli.

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Asher Cololmbo, sociologo di migrazione internazionali: “Un flusso circolare che non si ferma”

Asher Colombo

Asher Colombo

“Quella dei romeni è un’immigrazione circolare”. Asher Colombo, insegna sociologia delle migrazioni internazionali all’università di Bologna.
Sul rientro dei romeni in Italia ha le idee chiare: “La mobilità tra i nostri due Paesi non ha più vincoli i lavoratori tornano indietro facilmente quando serve”.

Sono le dichiarazioni rilasciate al quotidiano Repubblica, dopo un intervista.

Colombo definisce l’immigrazione romena un’immigrazione circolare, che entra ed esce senza ostacoli, anche perché nel frattempo ha creato una rete stabile in Italia.

In ogni migrazione ci sono i pionieri, i primi ad arrivare, che accumulano denaro, lo spediscono in patria come rimesse e contribuiscono alla ripresa economica del Paese d’origine. Le rimesse finiscono solitamente nell’educazione dei figli, nella ristrutturazione della casa e in investimenti.

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Germania: politici cdu, test di itelligenza per gli immigrati

Peter Trapp

Peter Trapp

Gli extracomunitari che vogliono entrare in Germania dovrebbero essere prima sottoposti ad un test per stabilire il loro quoziente di intelligenza.

La richiesta arriva da due esponenti di rilievo del partito cristiano-democratico di Angela Merkel, che chiedono un’accurata selezione delle persone da accogliere.

Il responsabile di politica interna della Cdu berlinese, Peter Trapp, ha dichiarato al quotidiano Bild che in Germania e’ necessario “fissare criteri sull’immigrazione che possano essere davvero utili al nostro Stato.

Oltre ad una buona istruzione e ad un’adeguata formazione professionale, un criterio base deve essere anche l’intelligenza.

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Fermati 35 immigrati nelle acque salentine

Scafo migranti

Scafo migranti

Un gommone con 35 immigrati e’ stato bloccato ieri  a 10 miglia a sud del capo di Santa Maria di Leuca.

Gli extracomunitari sono tutti cittadini di nazionalita’ pakistana, iraniana e afghana.

I militari della Guardia di finanza hanno inoltre arrestato lo scafista, un cittadino albanese. Il natante e’ stato bloccato a conclusione di un lungo inseguimento.

Gli extracomunitari, dopo essere stati trasbordati a bordo delle unita’ navali, sono stati condotti nella caserma della Guardia di finanza di Gallipoli.

Fonte by ANSA

Foto by migrantiblog.it

Torino, Ilo organizza un workshop su migrazioni internazionali e lavoro

Ilo

Ilo

Al via, a Torino, al Centro di Formazione internazionale dell’Ilo, il workshop ‘Migrazioni internazionali e lavoro: prospettiva dopo la crisi in un confronto tra buone pratiche’. Una due giorni per esaminare il tema della migrazione in una prospettiva oltre la crisi economica mondiale.

L’evento è organizzato in collaborazione con ‘Fieri’ (Forum internazionale ed europeo di ricerche sull’immigrazione) su iniziativa e con il sostegno dei governi brasiliano e italiano.

E’ prevista la partecipazione di esperti mondiali del tema, rappresentanti governativi, membri di organizzazioni imprenditoriali e sindacali, Ong e centri studi. Sono rappresentati i seguenti paesi: Argentina, Brasile, Canada, Cina, Ecuador, Filippine, Francia, Ghana, India, Italia, Kuwait, Marocco, Messico, Portogallo, Senegal, Sud Africa, Spagna, Svezia e Svizzera.

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Torino, raccontare la migrazione oggi

Migrazione

Migrazione

Come sono rappresentati i migranti dai media nazionali e locali? Come vedono il nostro giornalismo i migranti? Quale puo’ essere il loro contributo a un’informazione di qualita’?

Possibili risposte emergeranno nel seminario ‘Raccontare la migrazione oggi.

Il ruolo dei migranti nella comunicazione sociale in Italia’, che si terra’ il 28 maggio a Torino.

L’incontro sara’ l’occasione per confrontare diversi stili di interpretare e raccontare l’universo dei migranti che, dicono gli organizzatori del seminario, “da oggetto passivo, spesso strumentalmente deformato, si rivelano sempre piu’ soggetti capaci di produrre una narrazione autonoma e di qualita’, non solo su di se’ ma anche sulle cittadinanze e i territori che li accolgono”.

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La Svizzera vìola la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, parola dell’Osservatorio svizzero sul diritto d’asilo e degli stranieri

La Svizzera contravviene alla Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo (CDF) nell’applicazione di una politica migratoria restrittiva: la denuncia proviene dall’Osservatorio svizzero sul diritto d’asilo e degli stranieri (ODAS), che in un dettagliato rapporto illustra una serie di 26 casi concreti di violazioni della CDF, accuratamente documentati dai tre osservatori insediati nelle tre regioni linguistiche della Svizzera in poco più di due anni di attività, riportati nel rapporto dell’ODAS.
Certo 26 casi sotto esame possono sembrare pochi per denotare una politica migratoria restrittiva, ma in un paese così piccolo non vanno sottovalutati; tanto più che potrebbe valere anche il principio opposto, e cioè che, proprio perché si tratta di pochi casi, un simile rigore amministrativo sembra ancor più ingiustificato. E in effetti emergono vicende di interruzioni brutali di relazioni di figli con i padri, di separazioni familiari coattive, di partenze forzate di bambini a causa del respingimento delle madri, di ragazzi nati e cresciuti in Svizzera costretti a rimpatriare in Paesi dove non hanno mai vissuto, di bambini che non possono più essere nutriti in modo sano e ricevere cure adeguate poiché i loro genitori ricevono solo un aiuto d’urgenza sotto la soglia di sussistenza. Le responsabilità di simili violazioni vengono attribuite dall’ODAS soprattutto a carico dell’Ufficio federale della migrazione. Sul fronte delle autorità cantonali, invece, le prassi variano. Nei casi documentati sono riscontrate anche violazioni della Costituzione federale e della Convenzione europea dei diritti umani. E a differenza della giustizia italiana, che spesso rimedia alle ingiustizie della Pubblica Amministrazione, la giustizia cantonale sembra molto più incline ad assecondare la prassi amministrativa. E non è certo un bene.

Ponyo sulla scogliera, una metafora della migrazione firmata dal maestro dell’animazione Miyazaki

È raro che un film di animazione possa contenere metafore politiche, almeno nel senso stretto del termine. Ma se almeno una dimensione del politico consiste nell’abitare il mondo, Hayao Miyazaki ha costruito una perfetta metafora della migrazione allestendo la storia di un pesce che vuol diventare bambina e sfuggire agli abissi semplicemente per il fatto di essere stata casualmente trovata e accudita da un altro bambino. Rievocando una frase che Rilke inserì in una sua straordinaria raccolta di fiabe, «ogni cosa può essere Dio, basta dirglielo»: e Ponyo è divenuta bambina solo attraverso l’accudimento e la lotta che qualcun altro fuori dal suo mondo decide di intraprendere per la sua sopravvivenza, per la sua trasformazione. Il varco fra terra e mare, e dunque fra due dimensioni separate ma entrambe abitate, può essere ricomposto. E secondo Myazaki, a partire dai bambini e da ciò che soltanto loro sono in grado di vedere. Perché ogni migrazione può racchiudere una nuova nascita, laddove vi sia qualcun altro in grado di vederla.

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