Girandola di accuse tra Libia, Italia e Malta sul soccorso a 200 migranti nel Canale di Sicilia che lanciano un SOS con il mare in tempesta
«Ci sono onde altissime, stiamo affondando, aiutateci»: il segnale è stato raccolto nella serata del 23 ottobre, con le condizioni meteo nel Canale di Sicilia del tutto proibitive, e il mare che durante la notte ha raggiunto anche forza 7 a causa delle forti raffiche di vento. Nel frattempo l’imbarcazione è stata “scortata” dalla petroliera Antignano, di Livorno, che fin dalla notte fra venerdì e sabato ha prestato soccorso agli extracomunitari dopo essere stata dirottata nella zona, tra le acque libiche e quelle maltesi, dalla centrale operativa delle Capitanerie di Porto.
È iniziata subito la declinazione della competenze: secondo la capitaneria di porto italiana, l’imbarcazione sarebbe ancora in acque libiche e dunque Malta non avrebbe alcuna competenza. Invece secondo le informazioni diffuse dalla centrale operativa delle Capitanerie di Porto, l’imbarcazione in pericolo sarebbe entrata nelle acque di competenza maltese, a circa 160 miglia a Sud dell’isola Stato. Sconsolati gli osservatori internazionali: occorre fare chiarezza al più presto per sapere chi deve intervenire.
