Libia batte cassa alla Ue, senza soldi niente sicurezza

Immigrazione

Immigrazione

La Libia torna a battere cassa all’Unione Europea sulla questione degli immigrati. Il ministro della pubblica sicurezza di Tripoli, Abdalfatah Yunes Elabedi, ha detto che la Libia diminuira’ i propri sforzi per contrastare i flussi di emigranti che passano per il proprio territorio diretti in Europa se la Ue non rispondera’ positivamente alle richieste di ulteriori appoggi finanziari.

”Se non ci sono soldi non ci sara’ sicurezza e non ci saranno guardie ai confini”, ha detto Elabedi. ”O l’Unione Europea fa quello che deve fare, e nel caso noi saremmo loro grati, oppure si prendera’ la responsabilita’ delle sue decisioni”.

Era stato lo stesso leader libico, Muammar Gheddafi, – durante la sua ultima visita in Italia – a quantificare in 5 miliardi di euro l’anno la somma necessaria per Tripoli per bloccare i clandestini.

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Schifani, accorto Italia-Libia sta dando frutti

R. Schifani

R. Schifani

”Il Nord ed il Sud del Mediterraneo non devono avere spartiacque, ma operare in sinergia.

Conosciamo la disperazione e la frustrazione di quegli uomini che fanno le traversate del Mediterraneo: noi abbiamo il dovere, come Paese solidale, di occuparci senz’altro di quei poveri disgraziati.

Per la legalita’ occorre un fronte comune di tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Ben vengano le politiche di quei Paesi del sud Mediterraneo affinche’ non partano le navi dei disperati: gli accordi, come quello fra Italia e Libia, stanno danno frutti”. E’ quanto ha affermato il presidente del Senato, Renato Schifani intervenendo alla presentazione a Palazzo Giustiniani di un libro fotografico ‘PhotoAnsa 2010′ sul Mediterraneo.

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Libia/Frattini: Europa batta un colpo su vicenda migranti eritrei

Franco Frattini

Franco Frattini

L’Europa “batta un colpo” sulla vicenda dei circa 250 migranti eritrei detenuti in Libia.

Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine di un’audizione alla Camera precisando che non si tratta “di un problema italiano”.

La cosa “davvero incredibile è che dall’Europa non sia venuto neanche un comunicato stampa su questa vicenda”, ha aggiunto il titolare della Farnesina.

Frattini ha poi sottolineato che le autorità libiche stanno “collaborando” e mostrano una grande disponibilità anche ad avviare i migranti a lavori socialmente utili presso organizzazioni internazionali anche nella stessa Libia.

E, soprattuto, Tripoli ha compreso che “queste persone rischiano di essere perseguiti” se vengono estradati nel Paese d’origine, ha affermato il ministro.

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Save the Children chiede chiarimenti al governo italiano

Bimba immigrata

Bimba immigrata

La ong Save the Children ha denunciato il rinvio in Libia del barcone intercettato da una motovedetta libica e ‘scortato’ a terra con a bordo un bimbo di pochi mesi, e ha espresso “preoccupazione” per la possibile presenza di altri minori.

Per questo Save the Children chiede “immediati chiarimenti al governo italiano sul mancato soccorso degli stessi migranti”.

L’imbarcazione, la cui richiesta di soccorso sarebbe arrivata alla guardia costiera tramite l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) che aveva avuto segnalazioni dirette di alcuni familiari dei migranti, non ha ricevuto alcun soccorso fino all’intervento della motovedetta libica.

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Consiglio d’Europa, l’Italia viola il principio di non respingimento

Immigrati in Italia

Migranti in Italia

“Nella sua forma attuale, la politica italiana consistente nell’ intercettare migranti in mare e costringerli a tornare in Libia o in altri Paesi non europei, rappresenta una violazione del principio di non respingimento”. 

 E’ quanto sostiene il Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (Cpt) del Consiglio d’Europa che oggi ha pubblicato il rapporto relativo alla visita condotta nel luglio 2009 in Italia,  corredato dalla risposta del Governo italiano. Questi documenti sono stati resi pubblici su richiesta delle autorita’ italiane.

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Vaticano denuncia la violazione dei diritti dei migranti

Migranti in viaggio

Migranti in viaggio

In seguito all’accordo siglato tra Roma e Tripoli e ai recenti episodi di respingimenti, l’arcivescovo Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti, dichiara:  ”Nessuno puo’ essere trasferito, espulso o estradato verso uno Stato dove esiste il serio pericolo che la persona sara’ condannata a morte, torturata o sottoposta ad altre forme di punizione o trattamento degradante o disumano”.

Il Vaticano torna, così, a parlare del diritto dei migranti. Il presule, aggiunge che e’ necessario “valutare la possibilita’ che vi fossero fra di loro rifugiati o persone in qualche modo vulnerabili”, visto che “in Libia esistono centri di detenzione e di rimpatrio dove le condizioni variano da accettabili a disumane e degradanti”, dove “e’ arduo monitorare il rispetto dei diritti umani, tenendo poi conto che tale Paese non ha aderito alla Convenzione di Ginevra del 1951, ne’ al Protocollo del 1967, e non riconosce l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati”.

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Reportage di Oggi. L’infero dei Migranti

1E’ un reportage interessantissimo che ci aiuta a capire come sono ridotti i migranti in Libia. Non si deve restare indifferenti a tutto ciò. Tratto da corriere.it.

Un testimone racconta cosa succede dove i clandestini sono solo una merce. Anche da buttare, se serve

Un cimitero senza lapidi. E’ il deserto della Libia, attraversato dalle rotte dei migranti. Qui «sono i morti che cercano i vivi» scrive Gianni Passavini, in un reportage che esce mercoledì sul settimanale Oggi. «Li trovi senza cercarli. Passi col tuo fuoristrada e lì, dove tutto è sabbia color ocra, vedi spuntare una camicia azzurra, un lembo che sventola, quasi a voler segnalare una presenza».

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Minori Migranti: Save the Children stop ai rinvii verso la Libia

1Il post che segue è tratto da savethecildren. Troverete molti spunti significativi che vi porteranno a riflettere sulle condizioni in cui vivono i migranti ma ancor più i minori migranti.

La  protezione, l’accoglienza e lo sviluppo dei minori stranieri che giungono in Italia è stato l’argomento al centro dell’audizione di Save the Children da parte del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, svoltasi a Roma.

 L’organizzazione internazionale, chiamata a intervenire nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulle nuove politiche in materia di immigrazione condotta dal Comitato, ha illustrato la propria posizione in merito ai rinvii in Libia di migranti rintracciati in acque internazionali e sul sistema dell’accoglienza dei minori stranieri in Italia.

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Regione Toscana, mozione sui respingimenti collettivi

regione m.Già in estate, un paio di mesi prima dell’entrata in vigore del nuovo testo sulla sicurezza, la regione Toscana aveva approvato un progetto di legge in materia di immigrazione e prestazioni sociali che poco dopo il Governo si decise a impugnare davanti alla Corte Costituzionale quasi si trattasse di un aperto atto di sfida alla legislazione nazionale. Senonché di lì a poco anche un altro paio di regioni – Marche e Piemonte – si dotarono di provvedimenti simili, e solo in un caso, a quanto tuttora risulta, la reazione del Governo è stata la stessa. Sembra però che nel frattempo il contrasto fra il Governo e la regione Toscana non sia scivolato sottotraccia: lo evidenzia la recente mozione approvata dal Consiglio regionale che si pronuncia contro i respingimenti collettivi esercitati dal Governo italiano con l’aiuto militare delle autorità libiche. Il consiglio ricorda che i principi dei diritti della persona previsti dalla Convenzione europea, dalla Corte europea dei diritti umani, dalla Convenzione di Ginevra e da una serie di articoli della normativa italiana e dei protocolli sottoscritti dall’Italia vietano le espulsioni collettive e prevedono la verifica, caso per caso, della sussistenza dei requisiti per il diritto di asilo. Con la mozione impegna quindi la Giunta regionale a richiamare il governo nazionale al rispetto dei diritti umani e degli obblighi internazionali sospendendo le pratiche di respingimento collettivo e a chiedere al Parlamento nazionale l’attivazione di una commissione sull’attuazione degli accordi Italia-Libia per verificare se i migranti in arrivo abbiano i requisiti per ottenere il diritto d’asilo.

Girandola di accuse tra Libia, Italia e Malta sul soccorso a 200 migranti nel Canale di Sicilia che lanciano un SOS con il mare in tempesta

«Ci sono onde altissime, stiamo affondando, aiutateci»: il segnale è stato raccolto nella serata del 23 ottobre, con le condizioni meteo nel Canale di Sicilia del tutto proibitive, e il mare che durante la notte ha raggiunto anche forza 7 a causa delle forti raffiche di vento. Nel frattempo l’imbarcazione è stata “scortata” dalla petroliera Antignano, di Livorno, che fin dalla notte fra venerdì e sabato ha prestato soccorso agli extracomunitari dopo essere stata dirottata nella zona, tra le acque libiche e quelle maltesi, dalla centrale operativa delle Capitanerie di Porto.
È iniziata subito la declinazione della competenze: secondo la capitaneria di porto italiana, l’imbarcazione sarebbe ancora in acque libiche e dunque Malta non avrebbe alcuna competenza. Invece secondo le informazioni diffuse dalla centrale operativa delle Capitanerie di Porto, l’imbarcazione in pericolo sarebbe entrata nelle acque di competenza maltese, a circa 160 miglia a Sud dell’isola Stato. Sconsolati gli osservatori internazionali: occorre fare chiarezza al più presto per sapere chi deve intervenire.