Migrazione, in arrivo il nuovo decreto flussi

Decreto flussi

Decreto flussi

E’ in arrivo un nuovo decreto flussi. Mancano solo gli ultimi passaggi burocratici tra il ministero dell’Interno e quello del Lavoro.

Secondo quanto anticipato oggi dal Il Sole 24 Ore «il decreto ricalcherà grossomodo quello del 2008».

Ovvero: 105mila lavoratori domestici (ossia colf e badanti) e 45mila lavoratori provenienti da paesi “riservatari” che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione con l’Italia in materia migratoria (per impieghi domestici o di altri settori produttivi).

A questi vanno aggiunti i circa 80mila stagionali per cui Cia e Coldiretti hanno da tempo sollecitato il governo.

Si assisterà quindi ad un nuovo click day.

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Beirut: aumentano i suicidi dei lavoratori domestici

02Realtà inquietante per gli oltre 200 mila lavoratori domestici migranti in Libano.  Qualche giorno fa una donna filippina (28 anni) si è tolta la vita tagliandosi prima i polsi e poi gettandosi dal settimo piano di un palazzo. La giovane donna arrivata in Libano da soli due mesi lavorava come domestica. Vi starete chiedendo perchè l’ha fatto? La risposta è semplicissima.

Già nel 2008 Human Rights Watch denunciò che in Libano moriva in media un lavoratore migrante a settimana perchè diventa un vero e propro schiavo a servizio della popolazione libanese. E non solo, perdono diritti,  vengono sequestrati i documenti, non hanno più tempo libero da dedicarse, trattengono ingiustamente il loro stipendio, sono oggetto di ricatti, abusi sessuali e violenze psicologiche.

Molti di loro arrivano dall’Etiopia, dalle Filippine e da Sri Lanka ed sono trattati unicamente come merce di scarso valore.

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Mancano solo due giorni alla scadenza dei termini per regolarizzare colf e badanti

Mancano un paio di giorni alla chiusura dei termini per la regolarizzazione dei lavoratori domestici comunitari ed extracomunitari. Fino al 30 settembre sarà ancora possibile presentare all’Inps, o in via telematica al ministero dell’interno, le domande di emersione del lavoro domestico (colf, baby sitter, cuoco, giardiniere, prestatore d’assistenza a persone con limitata autosufficienza o a portatori di handicap, ecc.). Si tratta di una previsione normativa che consente di sanare anche la presenza irregolare in Italia di molti stranieri privi di permesso di soggiorno occupati presso le famiglie che versano in condizione di clandestinità. L’emersione, possibile sia per lavoratori italiani, altri comunitari o extracomunitari (presenti con permesso regolare o privi di titolo di soggiorno), è legata alla dichiarazione del datore di lavoro domestico che attesti l’effettiva prestazione lavorativa svolta dal 1° aprile al 30 giugno 2009. Infine, un paio di consigli fondamentali.
Attenzione all’alloggio: esso deve avere i requisiti urbanistici conformi (idoneità alloggiativa), pertanto niente abitazioni abusive o appartamenti dormitorio. Il rischio è quello di vedersi respingere la domanda dallo Sportello Unico.
Attenzione inoltre alla patologia della persona assistita dal badante. Quest’ultima deve essere tale da necessitare dell’assistenza di uno o due badanti al massimo, e lo stato di necessità deve sussistere fin dall’inizio del rapporto di lavoro ossia dal 1 aprile. Sul punto il certificato medico fa stato. Sì anche quello del medico di famiglia.
Attenzione, infine, alle chiusure anomale del procedimento: se la vostra domestica vi abbandona non appena in possesso della ricevuta di accoglimento della domanda di emersione, il procedimento si chiude. Allo stato infatti non sembra possibile la sostituzione del datore di lavoro (tranne nei casi espressamente evidenziati dal decreto) durante la definizione della pratica.
Da ultimo, si può anche evidenziare un rischio: un discreto numero di persone regolarizzate potrebbero dimettersi al momento dell’acquisizione del permesso di soggiorno per essere riassunte dai loro reali datori di lavoro, tutt’altro che domestici. E ciò perché si è preteso di privilegiare alcune categorie di lavoratori escludendone altre.

Badanti e colf senza contratto, è in arrivo la «sanatoria 2+1»

È stata già definita come la sanatoria “due più uno”, perché ogni famiglia potrà mettere in regola fino a un massimo di una colf e due badanti. È forse questo l’aspetto più singolare della “regolarizzazione selettiva” che il governo sta per introdurre, sotto forma di un lungo emendamento di un articolo e 14 commi, al decreto legge anticrisi. Entrerà in vigore dal prossimo mese di settembre.

La denuncia potrà essere effettuata infatti dal 1 al 30 di quel mese, secondo l’ultima versione del testo messo a punto dal ministro del Welfare Maurizio sacconi e dell’Interno Roberto Maroni. Quante e quali sono le famiglie che possono permettersi ben tre persone al loro servizio? Per evitare sanatorie abusive occorrerà presentare la documentazione che attesti la patologia o l’handicap di chi ne fa richiesta.

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