Scritto Sabato 3 Aprile 2010 da Luisa Sgarra

Imbarcazione migranti
Salvi 23 immigrati a bordo di un imbarcazione, grazie al pronto intervento della Guardia costiera.
L’imbarcazione, a cinque miglia dalla costa, rischiava di affondare perchè lo scafo del natante presentava una falla.
Grazie ad un telefono satellitare a lanciare l’allarme sono stati gli stessi migranti. Ora sono tutti ricoverati al Poliambulatorio con sintomi di assideramento.
Foto by la7.it
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Tag:dispersi, imbarcazione, Lampedusa, Migranti, soccorso
Scritto Martedì 13 Ottobre 2009 da Massimiliano Curzi
Il presidente del Consiglio insiste ad affermare che gli sbarchi di immigrati sono «diminuiti del 90%» dal 5 maggio al 30 settembre: «erano 19.000 nel 2008 sono stati solo 1900 nel 2009» (fonte: AGI, Roma, 9 ott.). Piccola dimenticanza, il crescente numero delle vittime in mare a causa dei respingimenti. E il fatto che, statistiche alla mano, l’immigrazione irregolare è in minima parte dovuta agli sbarchi, mentre si attua in prevalenza via terra. Nel frattempo, a dispetto delle dichiarazioni di facciata, gli sbarchi proseguono, ma negli ultimi giorni qualcosa è cambiato. Nella settimana appena trascorsa, circa 250 persone sono riuscite ad attraversare il Canale di Sicilia, lasciando almeno 7 morti al largo di Gela. E Lampedusa non fa più notizia. D’altra parte, nessuno dei 250 migranti intercettati in alto mare è stato respinto. 105 sono finiti a Malta, gli altri in Sicilia. Eppure le autorità italiane li monitoravano da 24 ore prima del loro attracco quando erano ancora in acque internazionali. Due mesi fa avrebbero respinto tutti in Libia. Se ora non è successo, forse è perché, come avevamo scritto non molti giorni fa, le inchieste dei magistrati di Agrigento e Siracusa sulle modalità dei respingimenti hanno provocato qualche ripensamento nei vertici di Marina e Guardia di Finanza. Anche il crollo delle partenze (dovuto non ai respingimenti, ma agli arresti fatti dalla polizia libica tra gli organizzatori dei viaggi) potrebbe aver contribuito ad allentare le maglie dei respingimenti. Auguriamoci che sia l’inizio di una prassi più garantistica: un’immigrazione senza regole e un’immigrazione presidiata da regole sbagliate sono molto più assimilabili di quanto si pensi.
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Tag:Agrigento, Canale di Sicilia, Gela, Guardia di Finanza, immigrazione, irregolari, Lampedusa, Malta, Marina, Migranti, sbarchi, Siracusa
Scritto Mercoledì 7 Ottobre 2009 da Massimiliano Curzi
Dopo la disastrosa alluvione del messinese, e il ritardo del Governo in merito alla dichiarazione del lutto nazionale e soprattutto delle risorse da destinare per il riassetto del territorio e per l’emergenza umanitaria, in un altro angolo della Sicilia emergono i numeri di una clamorosa contraddizione: il Centro di Identificazione ed Espulsione di Lampedusa (ex CPT), che il Governo ha dichiarato chiuso ormai da agosto, funziona ancora con personale part-time e costa allo Stato 1000 euro al giorno. Che scopo abbia ormai questo capitolo di spesa, è difficile capirlo; il personale operativo è pari, e spesso anche superiore, alle poche decine di immigrati da identificare che ancora vengono trattenuti nel centro a titolo eccezionale, poiché si tratta dei potenziali richiedenti asilo politico. Non dovrebbero restarci per più di due giorni, eppure lo Stato continua a pagare circa 70 militari a tutela del centro. Un vero paradosso, se si considerano ad esempio altri tipi di emergenza: pochissime ambulanze nell’isola (problema segnalato anche dal gestore del centro), l’assenza di un ospedale con un adeguato reparto di natalità, per cui le partorienti sono costrette a ricoveri in Sicilia addirittura un mese prima rispetto alla data presunta del parto, oltre a doversi pagare il costo del trasferimento che, fatto privatamente, ammonta spesso ad alcune migliaia di euro. E non dimentichiamo che per la manifestazione musicale “O’ Scià” del 2008 il comune stanziò 400.000 euro ricevuti dal Governo, riservandone appena 25.000 alle spese per i servizi locali. Sembra che persino Claudio Baglioni, ideatore dell’evento e presente a costo zero, quest’anno ne abbia avuto abbastanza sapendo tra l’altro che il sindaco locale è stato arrestato da alcuni mesi per concussione.
Altro che gestione dell’emergenza. Qui manca persino la gestione della normalità.
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Tag:alluvione, centro di identificazione e espulsione, CIE, Governo, immigrati, Lampedusa, messinese, natalità, Sicilia
Scritto Sabato 27 Giugno 2009 da Massimiliano Curzi
Il ministro Edo Ronchi dopo la visita all’ex CPT di Lampedusa nel corso di un’intervista ha dichiarato: «Lampedusa oggi ha zero immigrati nel centro». Il che è vero. Ma non avrebbe dovuto dimenticarsi che i confini di Lampedusa non sono quelli del CPT, e che appena una settimana fa c’è stato l’ennesimo respingimento nel Canale di Sicilia: un barcone con 76 migranti, segnalato il 19 giugno a 29 miglia a Sud di Lampedusa, in acque di competenza maltese per quanto riguarda le operazioni di ricerca e soccorso, è stato intercettato da una motovedetta della Guardia Costiera italiana. Secondo fonti militari maltesi, gli extracomunitari, tra cui numerose donne e bambini, sarebbero stati consegnati a una motovedetta libica e riportati a Tripoli.
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Tag:Canale di Sicilia, CPT, Edo Ronchi, Guardia costiera italiana, Lampedusa, Libia, Migranti, rerspingimenti, Rita Borsellino
Scritto Sabato 23 Maggio 2009 da Massimiliano Curzi
«Non vorrei dirlo, ma i centri di identificazione degli immigrati somigliano a dei campi di concentramento, tanto è vero che il Parlamento ha negato che la permanenza possa essere aumentata a 6 mesi». Lo dice Silvio Berlusconi davanti al presidente della Commissione europea Josè Barroso all’Aquila per visitare la terra martoriata dal terremoto del 6 aprile; e chissà perché non vorrebbe dirlo, visto che è stato il suo governo, con una legge di mezza estate 2008 – classica legge prebalneare – a tramutare la denominazione dei CPT (Centri di Permanenza Temporanea) in CIE (Centri di Identificazione e Esplusione).
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Tag:Barroso, Berlusconi, CIE, clandestini, CPT, extracomunitari, Lampedusa, Libia, Maroni, Mercantile, Migranti, Pinar
Scritto Martedì 19 Maggio 2009 da Massimiliano Curzi
«La Libia sta svolgendo un grande lavoro di prevenzione contro le partenze di migranti dalle sue coste», ha dichiarato il ministro Maroni (fonte Iris Press, 19 maggio). Peccato che la cosiddetta “porta a Sud”, quella di Lampedusa, sia una “porta” da cui passa meno del 10% dei clandestini che arrivano in Italia. La maggior parte usa la cosiddetta “porta Est” – Venezia, Ancona, Brindisi – nascosta nei tir che arrivano dalla Grecia e dall’Albania: il 70% delle 31mila e 200 domande d’asilo presentate nel 2008 riguardano extracomunitari comunque sbarcati in Sicilia. Altri ancora arrivano a Lampedusa dalla Libia le cui motovedette ormai minacciano gli occupanti degli scafi con respingimenti a suon di raffiche di mitra mentre uno dei ministri del Governo attuale insiste a definire un organismo quale l’UNHCR, con una struttura di oltre 6000 impiegati e 278 uffici in 111 Paesi che prestano assistenza a 50 milioni di rifugiati nel mondo, come « uno degli organismi che non contano un fico secco».
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Tag:centri di identificazione e espulsione, centri di permanenza temporanea, CIE, CPT, immigrazione, Lampedusa, Libia, Migranti, respingimenti, UNHCR
Scritto Lunedì 6 Aprile 2009 da Massimiliano Curzi

«Solidarietà per le vittime del terremoto»: è il testo dello striscione esposto oggi pomeriggio dalle finestre del Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Lampedusa. A scriverlo alcuni immigrati trattenuti nel Cie, appena informati dai funzionari dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) di quanto accaduto in Abruzzo.
I migranti trattenuti in quella che diventa sempre più un’isola carcere, suscitando anche le proteste della popolazione locale per le stesse condizioni di vita riservate a chi è in attesa di identificazione, hanno deciso di scrivere un messaggio di solidarietà usando i pochi mezzi a loro disposizione, un pennarello e le lenzuola “usa e getta” fornite loro poco dopo essere arrivati nel Centro.
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Tag:Abruzzo, centro di identificazione, extracomunitari, Lampedusa, Migranti, solidarietà, terremoto, vittime