Trento: 500 senza fissa dimora, 30% italiani

Senza dimora

Senza dimora

Sono circa 500 le persone senza fissa dimora a Trento. Il 70% di loro sono immigrati, ma ormai il 30% sono italiani; lo fa sapere l’unita’ di strada ”Contatto con tatto” della Fondazione comunita’ solidale.

Il direttore della Fondazione Cristian Gatti spiega ”Con la crisi c’e’ stato un netto incremento dei trentini in queste condizioni”.

Provincia, Comune e rete del volontariato stanno avviando l’apertura degli alloggi per far fronte ai rigori dell’inverno. Quest’anno saranno disponibili circa 160 posti letto, una ventina in piu’ della stagione precedente.

Fonte by Libero-news.it

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Bufera, figli immigrati non sono italiani

Bimbi immigrati

Bimbi immigrati

Intorno all’assessore ha ‘fatto quadrato’ la maggioranza, che ha parlato di una “opposizione chiusa in una polemica demagogica”.

Lo stesso sindaco Gianni Alemanno ha giudicato “penoso il tentativo fatto da alcuni oppositori di attaccarla continuando a giocare sull’equivoco: Marsilio – ha sottolineato – si è sempre distinta per un grande impegno a favore dell’integrazione delle comunità emigrate e dell’inclusione scolastica dei figli degli immigrati”.

Nel pomeriggio, infatti, era arrivata una precisazione della stessa Marsilio che in una nota aveva parlato di “un equivoco” sulle sue dichiarazioni: “Ho usato il termine ‘stranieri’ verso i figli di immigrati senza voler dare nessuna accezione negativa a questo termine e non comprendo come sia potuto avvenire questo equivoco. Considero un patrimonio e una risorsa la presenza e la nascita nella nostra città di bambini figli di immigrati“.

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Napoli, scende in campo la solidarietà

squadra calcio solidarietàA Napoli con grande successo si coniuga perfettamente lo sport alla solidarietà.

Stiamo parlando dell’Afronapoli United, un esempio concreto di integrazione tra ragazzi di etnie diverse. Tredici sono gli atleti napoletani e diciassette quelli senegalesi, provenienti da nazionalità differenti: Senegal, Costa D’Avorio, Nigeria, Tanzania e Tunisia.

Il loro sogno è diventare la seconda squadra sportiva della città napoletana.

Con questa esperienza nasce una diversa forma di integrazione: una squadra multietnica che insieme si allena, gioca e socializza, per superare ogni forma di xenofobia. Sarà così molto più semplice apprendere per loro la nostra lingua e le nostre abitudini. Ma non solo, anche per noi italiani diventa molto più facile conoscere meglio le loro abitudini e la loro cultura.

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