Una giornata senza di noi: sciopero dei migranti in 60 piazze italiane

Sciopero nazionale migranti

Sciopero nazionale

Si è concluso oggi pomeriggio il primo sciopero degli immigrati che lavorano e vivono nel nostro paese. 

Presenti in 60 piazze italiane hanno voluto lanciare un messaggio importante al nostro Paese, attraverso uno slogan molto significativo: ”“. 

Un messaggio rivolto a tutto il Paese per sensibilizzare e far capire ai cittadini italiani  l’importanza che essi stessi rivestono non solo nell’economia nazionale, ma nella vita dell’Italia intera. Questo quanto si legge in una nota pubblicata su Facebook che dovrebbe far capo all’ex magistrato Luigi De Magistris.

La manifestazione è stata predominata volutamente dal colore giallo, collegandosi così all’iniziativa nata in Francia la «Journee sans immigres, 24h sans nous».

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CEI: politici non sfruttate gli immigrati a scopi elettorali

Migranti in Italia

in Italia

Non sfruttate l’argomento dell’ per guadagnar voti alle , è il monito della CEI ai politici.

Il “Comunicato stampa” emesso  il 15 febbraio, dalla Commissione Episcopale per le Migrazioni (Cemi) e la Fondazione Migrantes parla chiaramente. I   due organismi “auspicano che le prossime elezioni amministrative siano un’occasione importante perché i temi della giustizia sociale, dell’integrazione ritornino al centro dei programmi e delle politiche locali, evitando che la tematica dell’ sia usata pregiudizialmente e ideologicamente per scopi elettorali”.

Tanto più che “non esiste alcuna coincidenza tra e criminalità” (coincidenza spesso sbandierata per decidere politiche anti migratorie) e pertanto “è impropria e falsa ogni criminalizzazione pregiudiziale degli . Nell’apposito capitolo del Dossier Caritas/Migrantes 2009, estrapolando le denunce presentate contro autori noti ed equiparando le di età tra italiani e il numero effettivo degli si arriva a stabilire un uguale tasso di criminalità tra italiani e stranieri residenti”.

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Bologna: Appello del comitato primo marzo

1In vista del 2010, sì è costituito anche a Bologna il comitato promotore per lo sciopero degli stranieri. A far parte del comitato non ci sono solo stranieri ma anche italiani, associazioni e coordinamenti, tutti uniti contro il razzismo e lo sfruttamento.

In Italia il è già cominciato. Infatti  pochi giorni fa, sabato 7 febbraio, quasi 20 mila hanno manifestato a Brescia lanciando a tutti un forte segnale. 

Generalmente, oggi,  i contribuiscono alla ricchezza del nostro Paese con il 9 per cento del Pil, ci sono sempre più  figli di stranieri nelle scuole e le città sono ormai multi etniche, ma le loro condizioni restano pessime soprattutto ”grazie” alla legge Bossi – Fini e del “pacchetto sicurezza”.

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Italia accusata di razzismo ed exnofobia

Immigrati in Italia

in Italia

Di fronte alla plenaria del Consiglio dei diritti umani dell’, l’Italia dovrà rispondere a 92 raccomandazioni il prossimo Giugno.

Al termine della prima sessione d’esame nell’ambito della “Revisione Periodica Universale” da parte delle Nazioni Unite, esame che studia il rispetto dei diritti umani e di democrazia di ogni paese membro, è stato sottolineato  un grave ritardo nell’adempimento italiano della risoluzione 48/134 del 1993 che prescrisse un Autorità indipendente per la promozione e la tutela dei diritti umani, e anche per i ritardi di Roma nel recepire il Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura e nel ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa contro la tratta di esseri umani.

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Immigrati sfruttati sul posto di lavoro

1Vive di un basso salario, lavora in maniera pesante e spesso a nero, guadagna meno di cinque ero l’ora e lavora anche il sabato e la domenica, stiamo parlando dell’immigrato irregolare in Italia.

Questo è quanto emerge da un indagine condotta tra ottobre e novembre 2009 dall’economista Tito Boeri. I primi risultati sono stati presentati proprio al Forum sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, a Bologna, organizzato dalla fondazione Alma Mater.

Cosa è emerso?

Gli irregolari lavorano di più e guadagno meno rispetto a chi è in regola, diventano quindi  una risorsa per molti imprenditori senza scrupoli.

Infatti, il 66% degli irregolari ha un lavoro, nonostante sia privo di titolo legale per rimanere in Italia. E’ impiegato in nero e fa turni massacranti. L’80% non si ferma neppure il sabato, il 30% lavora di domenica e il 38% fa anche turni notturni (contro il 22% degli regolari).

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Domani la firma dell’accordo con l’Istituto delle Assicurazioni Sociali d’Albania

1Fonte: www.immigrazioneoggi.it

Il Patronato Acli e l’Istituto delle Assicurazioni Sociali d’ (Issh) stipuleranno domani il primo accordo che consente di avviare servizi comuni di informazione e di assistenza previdenziale rivolti ai lavoratori albanesi presenti in Italia o rientrati in dopo un periodo di lavoro nel nostro Paese.
L’accordo – spiega una nota delle Acli – favorirà il coordinamento delle iniziative di informazione e assistenza, con riferimento alle norme previdenziali di entrambi i Paesi.

È prevista, inoltre,  la costituzione di un tavolo Issh-Patronato Acli, allo scopo di programmare, gestire e verificare l’applicazione dell’intesa, a cominciare dall’apertura in Italia di due sportelli informativi, in zone con alta densità di immigrazione albanese e con operatori del Patronato cittadini albanesi, che fungeranno da punto di riferimento sperimentale nel territorio italiano nell’attuazione del protocollo.

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In Europa è Atene la città in cui si concentrano più immigrati irregolari

glyfada-tram Secondo i dati più recenti dell'agenzia Frontex sarebbe , e non più Madrid, la mèta europea più frequente per i migranti irregolari. E ciò a causa dell’inerzia della Turchia. In prevalenza si ipotizza che il flusso di irregolari arrivi nella capitale ellenica seguendo una direttrice che parte dall’Afghanistan per attraversare l’Iraq ed tutto il Caucaso, e che da sola assorbe ben il 70% dell’intera . Stando a questa ipotesi di flusso migratorio, l’Italia ne riceverebbe il 13%, mentre la il 9%. Si tratterebbe di una dell "porte di terra" dell', ben diversa dalla "porta a sud" che avvicina alle nostre coste i migranti tramite il Canale di Sicilia. Ma la prevalenza dei flussi migratori sembra provenire da terra, malgrado la tensione mediatica ci rappresenti spesso il contrario.

Su Italia,Spagna e Grecia converge il 92% dell’immigrazione nell’area UE

Frontiera1054I dati sulla distribuzione dell’immigrazione proveniente dai paesi extra UE verso quelli comunitari segna un netto squilibrio in merito a Spagna, e , Stati che insieme raccolgono circa il 92% degli migranti: e ciò malgrado il trattamento del tutto diverso che ciascuno dei 3 Stati coinvolti riserva loro. La è tuttora in netto ritardo quanto alle procedure di riconoscimento del diritto d’asilo, negato in 2 casi su 3; la Spagna non prevede, a differenza dell’, modalità vere e proprie di respingimento, ma tutela le sue enclave di Ceuta e Melilla con presidi militari degni di Guantanamo; l’ continua ad vere il territorio disseminato da , la cui specifica situazione diviene a fasi alterne sempre più vicina all’insostenibilità. Se è vero che il resto della UE non può lasciare un simile fenomeno nelle mani dei singoli , è anche vero che in ciascuno di essi c’è ancora molto da fare, e in più di una direzione.

Regione Toscana, mozione sui respingimenti collettivi

regione m.Già in estate, un paio di mesi prima dell’entrata in vigore del nuovo testo sulla sicurezza, la regione Toscana aveva approvato un progetto di legge in materia di immigrazione e prestazioni sociali che poco dopo il Governo si decise a impugnare davanti alla Corte Costituzionale quasi si trattasse di un aperto atto di sfida alla legislazione nazionale. Senonché di lì a poco anche un altro paio di regioni – Marche e Piemonte – si dotarono di provvedimenti simili, e solo in un caso, a quanto tuttora risulta, la reazione del Governo è stata la stessa. Sembra però che nel frattempo il contrasto fra il Governo e la regione Toscana non sia scivolato sottotraccia: lo evidenzia la recente approvata dal Consiglio regionale che si pronuncia contro i respingimenti collettivi esercitati dal Governo italiano con l’aiuto militare delle autorità libiche. Il consiglio ricorda che i principi dei diritti della persona previsti dalla Convenzione europea, dalla Corte europea dei diritti umani, dalla Convenzione di Ginevra e da una serie di articoli della normativa italiana e dei protocolli sottoscritti dall’Italia vietano le espulsioni collettive e prevedono la verifica, caso per caso, della sussistenza dei requisiti per il diritto di asilo. Con la impegna quindi la regionale a richiamare il governo nazionale al rispetto dei diritti umani e degli obblighi internazionali sospendendo le pratiche di respingimento collettivo e a chiedere al Parlamento nazionale l’attivazione di una commissione sull’attuazione degli accordi Italia- per verificare se i in arrivo abbiano i requisiti per ottenere il diritto d’asilo.

Girandola di accuse tra Libia, Italia e Malta sul soccorso a 200 migranti nel Canale di Sicilia che lanciano un SOS con il mare in tempesta

«Ci sono onde altissime, stiamo affondando, aiutateci»: il segnale è stato raccolto nella serata del 23 ottobre, con le condizioni meteo nel del tutto proibitive, e il mare che durante la notte ha raggiunto anche forza 7 a causa delle forti raffiche di vento. Nel frattempo l’imbarcazione è stata “scortata” dalla petroliera Antignano, di , che fin dalla notte fra venerdì e sabato ha prestato soccorso agli extracomunitari dopo essere stata dirottata nella zona, tra le e quelle maltesi, dalla centrale operativa delle .
È iniziata subito la declinazione della competenze: secondo la capitaneria di porto italiana, l’imbarcazione sarebbe ancora in e dunque non avrebbe alcuna competenza. Invece secondo le informazioni diffuse dalla centrale operativa delle , l’imbarcazione in pericolo sarebbe entrata nelle acque di competenza maltese, a circa 160 miglia a Sud dell’isola Stato. Sconsolati gli osservatori internazionali: occorre fare chiarezza al più presto per sapere chi deve intervenire.