Asher Cololmbo, sociologo di migrazione internazionali: “Un flusso circolare che non si ferma”

Asher Colombo

Asher Colombo

“Quella dei è un’ circolare”. Asher Colombo, insegna sociologia delle migrazioni internazionali all’università di Bologna.
Sul rientro dei in ha le idee chiare: “La mobilità tra i nostri due Paesi non ha più vincoli i lavoratori tornano indietro facilmente quando serve”.

Sono le dichiarazioni rilasciate al quotidiano Repubblica, dopo un intervista.

Colombo definisce l’ romena un’immigrazione circolare, che entra ed esce senza ostacoli, anche perché nel frattempo ha creato una rete stabile in .

In ogni migrazione ci sono i pionieri, i primi ad arrivare, che accumulano denaro, lo spediscono in patria come rimesse e contribuiscono alla ripresa economica del Paese d’origine. Le rimesse finiscono solitamente nell’educazione dei figli, nella ristrutturazione della casa e in investimenti.

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Il Governatore Pugliese, Vendola: l’Italia della pulizia etnica è schifosa

Nichi Vendola

Nichi

 ”Non si può essere sceriffi di sinistra: bisogna fare una battaglia frontale“.

Lo ha detto Nichi a ‘Repubblica TV in merito al tema dell’immigrazione.

Questa “ della mensa negata a un bambino, l’ della pulizia entica è schifosa, melmosa”, ha aggiunto .

Il Governatore della Regione Puglia e leader di Sinistra Ecologia Libertà ha sostenuto che “contro” questa   ”bisogna reagire”.

“Contro questa  bisogna fare l’altra , quella della memoria“.

“Sul tema dell’immigrazione  – ha concluso – tutto il centro sinistra deve costruire un nuovo racconto”.

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In Italia diritto d’asilo a rischio

Ministro dell'Interno

Ministro dell'Interno

I dati resi noti dal Ministero dell’Interno mostrano un drastico calo sulle presentate in Italia nel 2009 rispetto all’anno precedente.

Dalle 30.492 domande presentate nel 2008 si è passati infatti a 17.603 richieste di protezione internazionale presentate nel 2009. Mentre a livello europeo si nota una sostanziale stabilità nel numero delle domande, in alcuni paesi europei come (circa 42mila domande) e Germania (circa 27mila) le sono aumentate rispettivamente del 20 e del 25% in rapporto all’anno precedente.

In Italia tale diminuzione può essere anche attribuita alle politiche restrittive attuate nel Canale di Sicilia da Italia e Libia, fra cui la prassi dei respingimenti in mare.

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Una giornata senza di noi: sciopero dei migranti in 60 piazze italiane

Sciopero nazionale migranti

Sciopero nazionale

Si è concluso oggi pomeriggio il primo sciopero degli che lavorano e vivono nel nostro paese. 

Presenti in 60 piazze italiane hanno voluto lanciare un messaggio importante al nostro Paese, attraverso uno slogan molto significativo: ”“. 

Un messaggio rivolto a tutto il Paese per sensibilizzare e far capire ai cittadini italiani  l’importanza che essi stessi rivestono non solo nell’economia nazionale, ma nella vita dell’ intera. Questo quanto si legge in una nota pubblicata su Facebook che dovrebbe far capo all’ex magistrato Luigi De Magistris.

La manifestazione è stata predominata volutamente dal colore giallo, collegandosi così all’iniziativa nata in la «Journee sans immigres, 24h sans nous».

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CEI: politici non sfruttate gli immigrati a scopi elettorali

Non sfruttate l’argomento dell’ per guadagnar voti alle elezioni regionali, è il monito della ai politici.

Il “Comunicato stampa” emesso  il 15 febbraio, dalla Commissione Episcopale per le Migrazioni (Cemi) e la Fondazione Migrantes parla chiaramente. I   due organismi “auspicano che le prossime elezioni amministrative siano un’occasione importante perché i temi della giustizia sociale, dell’integrazione ritornino al centro dei programmi e delle politiche locali, evitando che la tematica dell’ sia usata pregiudizialmente e ideologicamente per scopi elettorali”.

Tanto più che “non esiste alcuna coincidenza tra e criminalità” (coincidenza spesso sbandierata per decidere politiche anti migratorie) e pertanto “è impropria e falsa ogni criminalizzazione pregiudiziale degli . Nell’apposito capitolo del Dossier Caritas/Migrantes 2009, estrapolando le denunce presentate contro autori noti ed equiparando le di età tra italiani e il numero effettivo degli si arriva a stabilire un uguale tasso di criminalità tra italiani e stranieri residenti”.

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Bologna: Appello del comitato primo marzo

1In vista del 2010, sì è costituito anche a Bologna il comitato promotore per lo sciopero degli stranieri. A far parte del comitato non ci sono solo stranieri ma anche italiani, associazioni e coordinamenti, tutti uniti contro il e lo sfruttamento.

In Italia il è già cominciato. Infatti  pochi giorni fa, sabato 7 febbraio, quasi 20 mila hanno manifestato a Brescia lanciando a tutti un forte segnale. 

Generalmente, oggi,  i contribuiscono alla ricchezza del nostro Paese con il 9 per cento del Pil, ci sono sempre più  figli di stranieri nelle scuole e le città sono ormai multi etniche, ma le loro condizioni restano pessime soprattutto ”grazie” alla legge Bossi – Fini e del “pacchetto sicurezza”.

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Italia accusata di razzismo ed exnofobia

Immigrati in Italia

Immigrati in Italia

Di fronte alla plenaria del Consiglio dei umani dell’Onu, l’Italia dovrà rispondere a 92 raccomandazioni il prossimo Giugno.

Al termine della prima sessione d’esame nell’ambito della “Revisione Periodica Universale” da parte delle Nazioni Unite, esame che studia il rispetto dei umani e di democrazia di ogni paese membro, è stato sottolineato  un grave ritardo nell’adempimento italiano della risoluzione 48/134 del 1993 che prescrisse un Autorità indipendente per la promozione e la tutela dei umani, e anche per i ritardi di Roma nel recepire il Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura e nel ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa contro la tratta di esseri umani.

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Immigrati sfruttati sul posto di lavoro

1Vive di un basso salario, lavora in maniera pesante e spesso a nero, guadagna meno di cinque ero l’ora e lavora anche il sabato e la domenica, stiamo parlando dell’immigrato in Italia.

Questo è quanto emerge da un indagine condotta tra ottobre e novembre 2009 dall’economista Tito Boeri. I primi risultati sono stati presentati proprio al Forum sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, a Bologna, organizzato dalla fondazione Alma Mater.

Cosa è emerso?

Gli irregolari lavorano di più e guadagno meno rispetto a chi è in regola, diventano quindi  una risorsa per molti imprenditori senza scrupoli.

Infatti, il 66% degli irregolari ha un lavoro, nonostante sia privo di titolo legale per rimanere in Italia. E’ impiegato in nero e fa turni massacranti. L’80% non si ferma neppure il sabato, il 30% lavora di domenica e il 38% fa anche turni notturni (contro il 22% degli immigrati regolari).

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Domani la firma dell’accordo con l’Istituto delle Assicurazioni Sociali d’Albania

1Fonte: www.immigrazioneoggi.it

Il Patronato Acli e l’Istituto delle Assicurazioni Sociali d’Albania (Issh) stipuleranno domani il primo accordo che consente di avviare servizi comuni di informazione e di assistenza previdenziale rivolti ai lavoratori albanesi presenti in Italia o rientrati in Albania dopo un periodo di lavoro nel nostro Paese.
L’accordo – spiega una nota delle Acli – favorirà il coordinamento delle iniziative di informazione e assistenza, con riferimento alle norme previdenziali di entrambi i Paesi.

È prevista, inoltre,  la costituzione di un tavolo Issh-Patronato Acli, allo scopo di programmare, gestire e verificare l’applicazione dell’intesa, a cominciare dall’apertura in Italia di due sportelli informativi, in zone con alta densità di albanese e con operatori del Patronato cittadini albanesi, che fungeranno da punto di riferimento sperimentale nel territorio italiano nell’attuazione del protocollo.

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In Europa è Atene la città in cui si concentrano più immigrati irregolari

glyfada-tram Secondo i dati più recenti dell'agenzia Frontex sarebbe , e non più Madrid, la mèta europea più frequente per i migranti irregolari. E ciò a causa dell’inerzia della Turchia. In prevalenza si ipotizza che il flusso di irregolari arrivi nella capitale ellenica seguendo una direttrice che parte dall’Afghanistan per attraversare l’Iraq ed tutto il Caucaso, e che da sola assorbe ben il 70% dell’intera . Stando a questa ipotesi di flusso migratorio, l’Italia ne riceverebbe il 13%, mentre la il 9%. Si tratterebbe di una dell "porte di terra" dell', ben diversa dalla "porta a sud" che avvicina alle nostre coste i migranti tramite il Canale di Sicilia. Ma la prevalenza dei sembra provenire da terra, malgrado la tensione mediatica ci rappresenti spesso il contrario.