Immigrazione e discriminazione, gli studenti italiani sono disinformati

Tra gli studenti delle medie e delle superiori permangono stereotipi su maschilismo e immigrazione: è quanto ha rilevato un’indagine Irpps-Cnr presentata il 2ottobre a Roma nel convegno “il Cnr e la scuola” e condotta su ragazzi di due fasce di età, tra i 12 e i 13 anni e tra i 16 e i 18 anni, di Milano, Venezia, Lucca e Salerno. L’indagine del Cnr mette in luce una carenza informativa e una incapacità dei giovani di valutare il fenomeno immigratorio.
Quanto ai rapporti uomo-donna e al fenomeno della discriminazione sessuale, l’infedeltà sessuale è ritenuta più grave se a commetterla è una donna: l’atteggiamento sessista è emerso davanti all’affermazione “l’infedeltà sessuale di una donna è molto più grave di quella dell’uomo, che per sua natura è cacciatore”: nel complesso gli studenti sono in disaccordo (62%), tuttavia più di un terzo del campione condivide questo doppio standard di giudizio. Per quanto riguarda la violenza di genere, è diffusa l’opinione che “molte donne in fatto di sesso vanno un po’ forzate, altrimenti non si sbloccherebbero”: “in media le ragazze esprimono un disaccordo pari al 54% e i ragazzi solo del 19% – ha spiegato Maura Misiti, la ricercatrice responsabile dell’indagine – il che significa la legittimazione delle forzature da parte di ben quattro maschi su cinque”. Il disaccordo è molto più elevato tra i liceali, con una media di 44,3%, di quanto non sia tra gli studenti degli istituti tecnici (35%) e professionali (28%).
Potrebbero sembrare risposte allarmanti, ma non si può pretendere dagli adolescenti un ordine di idee che invece dovrebbero essere gli adulti a fornire: un paese in cui gli stupratori finiscono troppo spesso a piede libero dopo pochi anni di pena espiata, e in cui l’indulto ha fatto lievitare i reati contro le donne del 37%, non è certo possibile dire che la politica dia il buon esempio né proponga una scala coerente di princìpi da rispettare. E se si considera che l’immigrazione fa parte a pieno titolo del contesto sociale, chi ha le idee sbagliate sui rapporti fra i sessi non può averne di migliori quanto ai rapporti fra popolazioni. Ma è sicuro che se si propongono sciocchezze simili alle classi speciali per gli alunni stranieri o all’insegnamento del dialetto alle elementari, i pregiudizi rispetto alla diversità non potranno che dilagare.