In Europa è Atene la città in cui si concentrano più immigrati irregolari

glyfada-tram Secondo i dati più recenti dell'agenzia Frontex sarebbe , e non più Madrid, la mèta europea più frequente per i migranti irregolari. E ciò a causa dell’inerzia della Turchia. In prevalenza si ipotizza che il flusso di immigrati irregolari arrivi nella capitale ellenica seguendo una direttrice che parte dall’Afghanistan per attraversare l’Iraq ed tutto il Caucaso, e che da sola assorbe ben il 70% dell’intera irregolare. Stando a questa ipotesi di flusso migratorio, l’Italia ne riceverebbe il 13%, mentre la il 9%. Si tratterebbe di una dell "porte di terra" dell', ben diversa dalla "porta a sud" che avvicina alle nostre coste i migranti tramite il Canale di Sicilia. Ma la prevalenza dei flussi migratori sembra provenire da terra, malgrado la tensione mediatica ci rappresenti spesso il contrario.

Immigrazione: continuano gli sbarchi, ma sotto silenzio. Mentre calano i respingimenti

Il presidente del Consiglio insiste ad affermare che gli sbarchi di immigrati sono «diminuiti del 90%» dal 5 maggio al 30 settembre: «erano 19.000 nel 2008 sono stati solo 1900 nel 2009» (fonte: AGI, Roma, 9 ott.). Piccola dimenticanza, il crescente numero delle vittime in mare a causa dei respingimenti. E il fatto che, statistiche alla mano, l’immigrazione irregolare è in minima parte dovuta agli sbarchi, mentre si attua in prevalenza via terra. Nel frattempo, a dispetto delle dichiarazioni di facciata, gli sbarchi proseguono, ma negli ultimi giorni qualcosa è cambiato. Nella settimana appena trascorsa, circa 250 persone sono riuscite ad attraversare il , lasciando almeno 7 morti al largo di Gela. E Lampedusa non fa più notizia. D’altra parte, nessuno dei 250 intercettati in alto mare è stato respinto. 105 sono finiti a Malta, gli altri in Sicilia. Eppure le autorità italiane li monitoravano da 24 ore prima del loro attracco quando erano ancora in acque internazionali. Due mesi fa avrebbero respinto tutti in Libia. Se ora non è successo, forse è perché, come avevamo scritto non molti giorni fa, le inchieste dei magistrati di Agrigento e Siracusa sulle modalità dei respingimenti hanno provocato qualche ripensamento nei vertici di Marina e Guardia di Finanza. Anche il crollo delle partenze (dovuto non ai respingimenti, ma agli arresti fatti dalla polizia libica tra gli organizzatori dei viaggi) potrebbe aver contribuito ad allentare le maglie dei respingimenti. Auguriamoci che sia l’inizio di una prassi più garantistica: un’immigrazione senza regole e un’immigrazione presidiata da regole sbagliate sono molto più assimilabili di quanto si pensi.

Milano, in manette due finti agenti che rapinavano commercianti extracomunitari

Due sono stati arrestati a dalla polizia perché ritenuti responsabili di almeno quattro rapine ai danni di commercianti cingalesi e bengalesi dei mercati itineranti cittadini.Gianluca Cassone, 31enne milanese, e Massimo Lombardi, 39 parmense residente a Busseto, sono stati bloccati dagli agenti del Commissariato Mecenate che hanno eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere per rapina aggravata emesso dal Gaetano Brusa su richiesta del Pm Antonio Luzi. Cassone è stato arrestato in flagranza di reato il 28 marzo scorso in viale Lucania mentre si apprestava ad eseguire un colpo, il suo complice è stato invece catturato mercoledì scorso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due, spacciandosi per appartenenti alle forze dell’ordine, si presentavano nelle abitazioni dei commercianti che in precedenza avevano visto realizzare al mercato gli incassi più alti e poi li rapinavano. Molto aggressivi, Cassone e Lombardi, ex culturisti, non rinunciavano a esercitare violenza sulle vittime e i loro familiari, arrivando in alcuni casi a puntargli la pistola alla testa, a spruzzargli spray urticante sul viso o a legargli le mani con fascette di plastica. La scelta di infierire sui commercianti stranieri sarebbe stata un’idea di Lombardi, anche lui ex ambulante, a conoscenza della loro abitudine di tenere il denaro in casa e di essere poco propensi a sporgere denuncia alle forze dell’ordine. Gli agenti ritengono che oltre ai quattro colpi, compiuti tra il dicembre 2008 e il marzo 2009 e che hanno fruttato circa 10mila euro, i due siano responsabili di almeno altre sette rapine.
Ricordiamo infine che, come segnalammo a suo tempo sul blog, nel mese di luglio a è iniziato il processo contro due veri agenti i quali rapinavano case di extracomunitari certi che, trattandosi di stranieri spesso , non avrebbero presentato denuncia. Ma per fortuna in entrambi i casi la reazione della giustizia italiana c’è stata. Auguriamoci che rimanga tale anche al momento di emanare la sentenza di condanna e di applicarla.

Napoli, il comune va in controtendenza: servizi sociali anche per gli immigrati irregolari

Si tratta di una delibera della giunta Jervolino che formalmente, per non entrare in aperto conflitto con la normativa nazionale, prevede disposizioni sia per i cittadini regolari, sia per tutti gli altri. La giunta di palazzo San Giacomo ha varato alcune misure a favore di stranieri comunitari ed , benché la dotazione patrimoniale non sia certo ricchissima, poiché ammonta a circa 3 milioni di euro.
In particolare è previsto un contributo all’affitto per gli irregolari che per qualsiasi ragione abbiano perso il permesso di soggiorno e poi, a prescindere dall’essere regolari o meno, azioni dirette all’inclusione sociale
, all’accesso ai e all’istruzione. Accesso garantito attraverso la consegna di una tessera denominata Stp, «straniero temporaneamente presente». Quindi, anche al bambino di una coppia residente, ad esempio, in una località campana dove la comunità africana è particolarmente ramificata, viene garantito il diritto di frequentare la .
La delibera prevede inoltre l’istituzione di una conferenza di servizi composta da Asl, Provveditorato e Prefettura che sovrintende e dirige l’erogazione dei servizi agli .
Chissà come reagirà il Governo, che ha già impugnato alcune leggi regonali (in particolare, quella toscana) davanti alla Corte Costituzionale lamentando un conflitto con i poteri dello , sotto forma di eccesso di attribuzione. In questo caso tutto è fatto sottotraccia. Anziché difendersi su tutti gli improbabili fronti, al Governo converrebbe forse fare un po’ di autocritica e considerare il fatto che quando una normativa nazionale è disattesa a livello locale, essa rischia di provocare più conflitti amministrativi che altro. Perché i servizi di prossimità restano quelli erogati a livello territoriale, e le petizioni di principio contano ben poco.

La copertura sanitaria europea dei migranti irregolari si attesta in media al 10%

Secondo le rilevazioni dell’agenzia non governativa nel Mondo, il livello medio di dei in Europa è pari al 10% del totale. Il primato spetta alla Spagna, ma i dati dell’Italia sono influenzati negativamente dall’entrata in vigore del pacchetto sicurezza; male anche la Gran Bretagna, soprattutto per aver stretto i cordoni della borsa dopo la riforma sanitaria (da alcuni considerata una controriforma) dell’ex premier Tony Blair, e per la scarsa tutela apprestata a favore delle prima e dopo il parto. Uguale verdetto per quegli Stati – come la – che prevedono sanzioni contro gli , e di fatto scoraggiano in tal modo l’accesso ai servizi sanitari.

Come si può definire clandestino un bambino? Lo scarso senso civico di alcuni organi di informazione

A gli asili hanno un’impronta sempre più multietnica. Infatti quasi un bimbo iscritto su quattro quest’anno è straniero, 2.245 al nido e 5.109 alle scuole d’infanzia (per un totale di 7.354). La percentuale è salita in un anno dal 21 al 23,5%, e il boom riguarda soprattutto le materne, con 500 immigrati in più rispetto al 2008. «A riprova della nostra capacità di integrare gli stranieri», fa sapere l’ alla Scuola, Mariolina Moioli: «Chiunque fa domanda avrà un posto, la nostra parola d’ordine è accogliere», ribadisce. Meno male che qualcuno ci crede e lo dice, poiché la stessa sensibilità manca a quegli organi di informazione che al riguardo hanno parlato espressamente di “figli di ”, arrivando persino a definire i bambini delle materne e degli asili nido.
Ora, una simile insensibilità informativa – che è tutt’uno con lo scarso senso civico espresso da chi fa suo un simile lessico – richiede almeno qualche precisazione. È noto il cumulo di sciocchezze che spesso viene rovesciato sulla materia soprattutto a scopo ideologico, ma se proprio si vuol far uso della parola “clandestino” almeno non la si usi a sproposito. “Clandestino” e “irregolare” sono definizioni ben diverse; irregolare è chi ha i documenti dello di provenienza ma non è in regola con le norme dello di accoglienza. “Clandestino” può essere tutt’al più il classico “sans papier”, cioè la persona che sia sfornita addirittura di qualsiasi documento di identificazione, e per la cui identità occorre rifarsi alle sue dichiarazioni e agli accertamenti per via diplomatica. Ma il presupposto per definire qualcuno come clandestino è che ci sia almeno un margine di scelta, di volontarietà se non altro racchiusa nell’atto di emigrare. Perciò definire i bambini dei migranti come è un vero e proprio atto di inciviltà umana e giuridica, poiché l’infanzia non ha nulla a che vedere con scelte – ispirate più o meno a necessità – comunque fatte da altri, genitori o Stati che siano. E infine, è mai venuto a qualcuno il dubbio che quei bambini che oggi vengono definiti possano divenire gli italiani di domani? Chi tra coloro che oggi li definiscono avrà il coraggio di raccontarglielo quando saranno diventati adulti?

Bufera sull’interpretazione del nuovo pacchetto sicurezza: il Governo lo definisce «non retroattivo», ma è un disastro in ogni caso

Le nuove norme sulla sicurezza che introducono il reato di clandestina «non sono assolutamente retroattive», quindi «non si applicano» a colf e badanti che lavorano in Italia.

«C’è stata davvero tanta strumentalità, le norme penali non sono mai retroattive». A chiarirlo – si fa per dire – è il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ai microfoni del Tg2. Sacconi difende la legge sulla sicurezza, che definisce «necessaria per mettere una cesura rispetto a un tempo nel quale, per 20 anni, abbiamo subito i invece di programmarli». Il che è anche vero. Ma a proposito di programmazione, al ministro andrebbe ricordato che l’esecutività del 2008 – fatto da questo stesso Governo – è stata recentemente sospesa dal Consiglio di per violazione del principio di ragionevolezza; che d’altro canto al 2009, invocato in questi giorni a sproposito come soluzione per la regolarizzazione di colf e badanti in nero, non è ormai più possibile fare riferimento poiché il termine per la presentazione delle domande è già scaduto il 31 maggio, e riaprirlo significherebbe addensare altro caos in quello già esistente; che se ora il Governo aggiungesse un’altra norma lesiva del principio di uguaglianza al pasticcio che è in grado di allestire, questure e uffici giudiziari finirebbero per esplodere.

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Milano, i lavoratori immigrati sono pagati il 20 % in meno. E in agricoltura un terzo della forza lavoro è immigrata

Guadagnano il 20% in meno degli italiani, ma spesso dispongono di titoli di studio più alti. Non percepiscono gli perché i contratti sono spesso irregolari.

È il profilo economico-sociale dei lavoratori stranieri in provincia di Milano che emerge dalla ricerca dell’Ires-Cgil presentata alla nell’ambito delle iniziative per la . L’indagine – la prima di una serie commissionata per capire dove va il mondo produttivo nella provincia più multietnica d’ – analizza le risposte ai questionari distribuiti a 200 fra impiegati ed operai italiani e stranieri, un campione che, per il sindacato, rappresenta uno spaccato fedele del mondo del lavoro della provincia dove abitano 394mila immigrati, il 12,6 per cento della popolazione.

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