L’Inail si prodiga per gli immigrati

buongiorno romaniaL’INAIL si prende cura dei lavoratori immigrati e stranieri attraverso una serie di iniziative con l’obiettivo di informare  loro quali rischi corrono sul lavoro e i sistemi di prevenzione utili a difendersi degli infortuni. Come ad esempio l’iniziativa “Lavorare sicuri” partita lo scorso luglio, o gli incontri con i lavoratori pakistani o la comunità senegalese realizzati dalla sede Inail di Reggio Emilia.

La domanda di manodopera straniera è in forte crescita, specie per lavori poco remunerativi e poco specializzati, come quelli in agricoltura, nei servizi domestici, nell’assistenza sanitaria, nella pulizia e manutenzione e anche nell’edilizia.

Ogni anno i lavoratori migranti inviano a casa rimesse che si aggirano attorno ai 160 miliardi e 250 miliardi di dollari. E, allo stesso tempo, diventano fonte di richezza per il paese ospitante perchè contribuiscono alla crescita economica.

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Incidenti sul lavoro, diminuiscono i casi mortali. Ma non tra gli immigrati

È stato pubblicato il rapporto dell’Inail 2008 relativo agli infortuni sul lavoro. Secondo l’Istituto, il 2008 segna un decremento del 7,2% degli incidenti e delle morti sul lavoro rispetto all’anno precedente. Buona parte degli incidenti avviene in strada.

Cresce del 6% il numero degli immigrati iscritti all’Inail ma – quel che è più grave – aumenta anche il numero di morti bianche tra i lavoratori immigrati, soprattutto nel settore edilizio: un decesso su quattro riguarda un lavoratore straniero.

Nel 2008 sono stati registrati 874.940 infortuni sul lavoro, dei quali 1.120 mortali: un bilancio, sottolinea l’Inail, che «pur nella drammaticità dei numeri, segna un incoraggiante record storico: per la prima volta dal 1951, primo anno per il quale si dispone di statistiche attendibili e strutturate, nel nostro Paese il numero di infortuni mortali è sceso al di sotto dei 1.200 casi l’anno». Una diminuzione del 7,2% (che equivale a 1.207 morti bianche) nell’anno precedente.

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