Maroni: attaca l’UE sui temi dell’immigrazione

Ministro dell'Interno
Si è svolta oggi, al Polo Tuscolano della Polizia di Stato, la conferenza “Le sfide nella gestione dell’immigrazione e delle frontiere in Africa e nella regione del Mediterraneo”.

Ministro dell'Interno
Si è svolta oggi, al Polo Tuscolano della Polizia di Stato, la conferenza “Le sfide nella gestione dell’immigrazione e delle frontiere in Africa e nella regione del Mediterraneo”.

Gianfranco Fini
“Sul fenomeno dell’immigrazione “e’ notorio che la mia opinione non coincide al 100% con quella del presidente del Consiglio”.
Lo ha detto il Presidente della camera Gianfranco Fini presente a Bruxelles, in una serie di incontri istituzionali.
Su questo “Approfondiremo”, ha assicurato.
“Un approccio collegato alla campagna elettorale e’ fuorviante e non porta a risolvere la situazione”, ha aggiunto Fini ancora sul tema, ricordando anche i fatti di via Padova a Milano.
“Quel che e’ accaduto a Milano non e’ dissimile a quanto avviene in tante altre citta’ europee, a Bruxelles, a Malmoe, e’ un problema europeo con le minoranze culturali e religiose”.
Il prefetto, Mario Marcone, capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione ha emanato una circolare inerente numerose segnalazioni alla procura del lavoro irregolare per colf e badanti.
“Anche nel caso in cui un rapporto di lavoro sia stato interrotto prima della conclusione della procedura prevista presso lo Sportello Unico, il datore di lavoro deve presentarsi, accompagnato dal lavoratore, presso lo Sportello Unico per formalizzare la rinuncia al rapporto di lavoro e ad avere diritto alla conseguente estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi, come previsto dalla legge”.
Inoltre dovrà versare i contributi relativi al percorso lavorativo di cui ha usufruito, mentre il lavoratore potrà chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione.
Più del 50% degli italiani guarda con paura all’immigrazione clandestina.
Gli italiani sono sicuri che il numero degli immigrati sia molto superiore rispetto a quello reale, dal 6% secondo i dati ISTAT al 23%, secondo la percezione degli intervistati. Cresce, quindi, la percezione di considerare l’immigrazione più un problema che un opportunità.
Questo è uno dei dati più rilevanti emerso dal rapporto “Transatlantic Trends: Immigration” realizzato dal German Marshall Fund of the United States e dalla Compagnia di S. Paolo. L’indagine condotta, focalizza, più da vicino, le opinioni dei cittadini dei Paesi europei (Gran Bretagna, Germania, Italia, Spagna, Olanda) e dei cittadini degli Stati Uniti
Il 73% degli italiani è sicuro che l’illegalità provochi un aumento di criminalità, contro il 38% dei francesi. Il pubblico francese, infatti, è stato fra tutti gli intervistati il più positivo sulle dichiarazioni di carattere generale sugli immigrati clandestini, dalle condizioni di lavoro agli effetti sulla società.
Secondo una ricerca condotta dall’Istituto regionale di programmazione economica dal titolo Toscana 2030, scenari per il futuro, nel 2030 in Toscana gli immigrati saranno il 19% della popolazione.
Già oggi gli immigrati che vivono in Toscana contribuiscono al Pil regionale e alla ricchezza delle banche in quanto, spiega Irpet, nel solo 2008 gli immigrati residenti in Toscana hanno spedito nei loro Paesi ben 851 milioni di euro, più del doppio di quanto avevano spedito due anni prima nel 2006 (394 milioni) e quasi cinque volte quanto avevano spedito nel 2004 (185 milioni).
Ciò vuol dire che gli immigrati che vivono in Toscana possono essere considerati più ricchi degli immigrati che vivono in altre regioni? Possibile, visto il gran numero di aziende sul territorio, specie del tessile, che utilizzano manodopera straniera per sopravvivere.
Sogni di sabbia. Storie di migranti edito da Infinito edizioni è il nuovo libro dedicato al fenomeno della migrazione che sarà presentato a Roma sabato 5 dicembre nell’ambito della manifestazione Più libri, più liberi.
Il volume è stato curato da Sandro De Luca con la prefazioni di Yasmina Khadra e Ubah Cristina Ali Farah ed un testo di Gad Lerner. L’introduzion è di Sandro De Luca e le fotografie del fotografo algerino Kays Djilali.
I protagonisti del libro, un gruppo di emigranti, raccontano le difficoltà che devono superare tutti quelli che sono costretti a lasciare il paese d’origine; partiti dal Congo, dal Niger, dal Mali, dal deserto del Sahara, sono tanti quelli che non vedranno mai l’Europa perchè bloccati nei Paesi del Maghreb, in un limbo da cui non riescono piu’ a uscire.
“Nessuno considera clandestino”, scrive nel lbro Gad Lerner, “lo straniero irregolare che bada a sua madre, gli pota la vigna o fa le pulizie nel condominio. Clandestini sono sempre gli altri: buttateli fuori!”.
Secondo il primo Rapporto INEA dal titolo: Gli immigrati nell’agricoltura italiana, in 10 anni la presenza dei lavoratori immigrati in agricoltura è passata da 23.000 a 172.000 unità lavorative.
Il fenomeno presenta dimensioni significative con un trend di crescita costante: dall’1989 al 2007 si osserva un incremento di oltre 7 volte dell’entità dei cittadini extracomunitari utilizzati in agricoltura, passando da 23.000 ad oltre 172.000 unità.
Si tratta dunque di una crescita notevole che presenta un tasso medio di variazione lineare pari al 9,3%.
L’indagine si sviluppa a partire dall’analisi del contesto normativo di riferimento che delinea le politiche migratorie per arrivare a definire i principali aspetti strutturali del settore agricolo, passando attraverso l’evoluzione dell’occupazione e il conseguente ruolo dell’immigrazione fino ad evidenziare le dinamiche demografiche che hanno caratterizzato l’impiego di manodopera immigrata.
Sabato 28 novembre al teatro Dal Verme di Milano dalle 9 alle 14.30 si terrà la seconda edizione degli Stati generali degli immigrati.
“Si tratta di una vera e propria autoconvocazione che nasce dalla presa di coscienza di quanto ci sta accadendo intorno”, ha spiegato Otto Bitjoka, presidente della Fondazione Ethnoland. “Questa nuova consapevolezza non appartiene più al singolo individuo ma all’intero corpo immigrato. Oggi sappiamo che o si diventa protagonisti subito o mai più”.
Lo scopo è dunque mettere in collegamento gli immigrati con la realtà in cui vivono permettendo alla stessa di comprendere più a fondo il fenomeno dell’emigrazione e dell’immigrazione senza pregiudizi di alcun tipo.
Il programma della manifestazione è disponibile a questo indirizzo.
I dati sulla distribuzione dell’immigrazione proveniente dai paesi extra UE verso quelli comunitari segna un netto squilibrio in merito a Spagna, Italia e Grecia, Stati che insieme raccolgono circa il 92% degli migranti: e ciò malgrado il trattamento del tutto diverso che ciascuno dei 3 Stati coinvolti riserva loro. La Grecia è tuttora in netto ritardo quanto alle procedure di riconoscimento del diritto d’asilo, negato in 2 casi su 3; la Spagna non prevede, a differenza dell’Italia, modalità vere e proprie di respingimento, ma tutela le sue enclave di Ceuta e Melilla con presidi militari degni di Guantanamo; l’Italia continua ad vere il territorio disseminato da CIE, la cui specifica situazione diviene a fasi alterne sempre più vicina all’insostenibilità. Se è vero che il resto della UE non può lasciare un simile fenomeno nelle mani dei singoli paesi mediterranei, è anche vero che in ciascuno di essi c’è ancora molto da fare, e in più di una direzione.
I dati forniti provengono da Frontex, l’Agenzia Europea per la Gestione della Cooperazione Operativa nelle Frontiere Esterne (terrestri, marittime, porti ed aeroporti) della UE: l’immigrazione clandestina nell’area UE è diminuita quest’anno in media del 20%. Inoltre la pressione migratoria illegale è calata di ben il 50% in Spagna, del 33% in Italia, anche se in Grecia è aumentata del 70%. Le principali ragioni sembrano essere la crisi economica, che non fa più apparire il vecchio continente come un Eden in cui trovare un lavoro, e l’intensificazione dei controlli delle forze dell’ordine a presidio del cosiddetto “spazio Schengen”. Il calo dell’immigrazione illegale è un dato positivo, ma non bisogna dimenticare qualità e quantità dei respingimenti: tagliare i diritti d’asilo e addirittura eluderne le domande non è certo un merito che può volgere a beneficio della riduzione dei dati in merito all’immigrazione illegale.