Genova, immigrazione clandestina: denunciata nigeriana

Denunciata nigeriana

Denunciata nigeriana

Nigeriana trentacinquenne è stata denunciata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La giovane donna, titolare di un regolare contratto di locazione, subafittava le stanze dell’appartamento in cui viveva a sei connazionali clandestini presenti in Italia, ai quali chiedeva 300 euro mensili ciascuno.

L’appartamento, intestato ad una società immobiliare, è stato  posto sotto sequestro su disposizione del gip del tribunale di Genova Massimo Cusatti.

Ora la  donna rischia fino a quattro anni di carcere, vista la volonta’ di lucrare sulla condizione di clandestinita’ dei connazionali.

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Italia Niger: contrastro all’immigrazione clandestina

Ministro dell'Interno - Maroni

Ministro dell'Interno

Gli accordi bilaterali che l’Italia sta siglando con i paesi dell’Africa Sub-Sahariana servono anche a proteggere l’Europa dal rischio terrorismo. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni oggi a Niamey, in Niger, dove ha sottoscritto un’intesa sul contrasto all’immigrazione clandestina, al traffico di droga e al terrorismo. 

«E’ tutto collegato – ha spiegato Maroni, che ieri ha sottoscritto un accordo analogo con il Ghana – il traffico di droga, la tratta di esseri umani, il terrorismo. E’ quindi strategico per l’Europa investire in sicurezza nei paesi a sud del Sahara ed il Niger, in questo contesto, è un paese chiave». 

Il Niger, dove transitano immigrati provenienti da paesi vicini che poi, attraverso la Libia, raggiungono le coste italiane, è un crocevia per i traffici internazionali di droga gestiti da gruppi di insorti locali e da Al-Qaida Maghreb. 

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Bari: trovati 15 clandestini nel Tir

22Per l’ennesima volta  sono stati trovati quindici clandestini di nazionalità irachena, all’interno di un  Tir scabarcato al Porto di Bari da una motonave proveniente dalla Grecia.

L’autista, un cittadino greco, è stato denunciato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e subito arrestato.

Gli immigrati, invece,  trovati  della Guardia di Finanza di Bari, aiutati dagli uomini delle Dogane,  sono stati costretti a rimpatriare.

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Bari, un convento per l’integrazione dei migranti

integrazione2Il convento delle religiosas de Maria Inmaculada accoglie ogni giorno ragazze provenienti da ogni parte del mondo. Il convento presente nel capoluogo pugliese e gestito dalle “suore spagnole”, così chiamate perché anche loro straniere, diventa il punto cruciale di integrazione per vivere e lavorare nella metropoli barese e nei comuni di provincia.

Il loro più grande ostacolo è il preconcetto, si perché proprio sotto questo punto di vista Bari sembra essere indietro di mille anni luce. In molti arrivano dal Nord Africa e dai Paesi dell’Est, tutti con storie molto simili: dall’ arrivo con i barconi allo sfruttamento tra loro.

Proprio da qui nasce l’esigenza di realizzare una rete di accoglienza che sembra essersi trasformata in un vero e proprio ufficio di collocamento e consorziate con l’ Api Colf a livello nazionale. Tra i lavori più richiesti vi è l’assistenza agli anziani sino a seguire le collaborazioni domestiche, spesso con contratto part time.

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Immigrazione clandestina a tutti i costi, la via più contorta per combattere il lavoro nero

Giustizia penale e polizia giudiziaria girano davvero a vuoto in questi ultimi tempi di febbrili aggiornamenti normativi, e le spese le fanno sia i cittadini sia le minoranze coinvolte, come gli extracomunitari. Piuttosto esemplare una vicenda accaduta ad Arcevia, in provincia di Ancona: sono stati denunciati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina una donna di 83 anni e il figlio di 61, i quali ospitavano come badanti due albanesi irregolari. L’anziana e il figlio sono stati denunciati per aver assunto alle proprie dipendenze le due straniere, entrambe prive del permesso di soggiorno. L’immobile, del valore di oltre 500.000, sarà oggetto di confisca nel caso si dovesse pervenire a una condanna di madre e figlio (ANSA, 30 luglio).

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La sanatoria per colf e badanti entrerà in vigore prima del pacchetto sicurezza.Anzi no

Dopo essersi affrettato per far approvare al più presto il pacchetto sicurezza, ora il Governo si è accorto dei risvolti negativi di una normativa che rende impossibile distinguere il prima e il dopo, chi cioè è entrato in Italia prima dell’introduzione del reato di clandestinità e chi dopo.

Gli effetti di una simile normativa sugli uffici giudiziari sono già temuti dai magistrati, ed erano stati ampiamente anticipati dal CSM. Ora il Governo tenta di rimediare, ammettendo che è necessario ritardare il più possibile l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza che introdurrà il reato di immigrazione clandestina. È questo, secondo fonti del Viminale, l’obiettivo per rendere meno difficoltosa la procedura di regolarizzazione di colf e badanti sulla quale i tecnici dei Ministeri dell’Interno e del Lavoro si stanno confrontando.

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I possibili effetti criminogeni del nuovo testo sulla sicurezza, tra ronde e nuove sanzioni penali

Il procuratore di Casal di Principe ha recentemente dichiarato che i cosiddetti “volontari per la sicurezza” ideati dal Governo potrebbero essere reclutati in modo tutt`altro che rassicurante: anzi tra essi potrebbero esserci alcuni infiltrati di clan camorristici.
Del resto, non è tradizionalmente la camorra a rivendicare il controllo sociale nelle aree in cui la fa da padrone? Se a tutto questo aggiungiamo la più agevole sinergia tra immigrati ancora senza documenti e malavita straniera, che ora può attingere a mano libera tra gli irregolari subito esposti al nuovo reato di clandestinità, allora il giro di vite è compiuto. Solo che si tratta di un giro al contrario, il quale rischia di produrre maggior criminalità di quanta intendeva contrastarne. Presto i Centri di identificazione e Espulsione non basteranno più. Non è un caso che un assessore della città di Milano abbia recentemente affermato che in Lombardia ne servirebbero altri 5. Strano paese l`Italia, dove le carceri traboccano ma non se ne aprono di nuove neanche quando sono ultimate, mentre per aprire nuovi Centri per immigrati ci si inventa di sana pianta un paio di nuovi reati.

Qualcuno chiede la chiusura degli ospedali interculturali: le ennesime pressioni della politica sulla sanità

C’era da aspettarselo. Si tratta di un corollario di quanto annunciato dal Governo contro alcune leggi regionali, accusate di intervenire in modo autonomo – come se non competesse loro – in materia di sanità e diritti dei migranti. Non solo, aggiungono da Palazzo Chigi: quelle leggi invadono competenze riservate costituzionalmente allo Stato. Ma a dire il vero non è questo il punto. Il punto è che in Italia il federalismo è invocato solo nei comizi di piazza ma poi radicalmente smentito nei fatti. Così il capogruppo regionale della Lega in Friuli Venezia Giulia, richiamandosi al nuovo reato di immigrazione clandestina, ha chiesto alla giunta regionale la chiusura di quattro ambulatori medici che oggi assistono gli stranieri senza permesso di soggiorno. Ciò conferma che il problema di alcuni sedicenti politici non è l’equilibrio dei diritti, ma la riduzione a tutti i costi delle spese sulla pelle di chiunque, purché non sia un loro concittadino e – dunque – prevedibilmente un loro elettore. Le interferenze della politica sulla sanità sono il fiore all’occhiello della corruzione della pubblica amministrazione italiana: basti pensare al caso dell’Abruzzo, accaduto appena un anno fa, che ne ha decimato i vertici locali. Grazie anche al deleterio sistema che permette agli assessori di nominare i direttori delle ASL e a questi ultimi di nominare i direttori delle aziende ospedaliere, la catena gerarchica funziona sorprendentemente bene. Che al grado più basso ci siano gli utenti finali, non conta.

Bufera sull’interpretazione del nuovo pacchetto sicurezza: il Governo lo definisce «non retroattivo», ma è un disastro in ogni caso

Le nuove norme sulla sicurezza che introducono il reato di immigrazione clandestina «non sono assolutamente retroattive», quindi «non si applicano» a colf e badanti che lavorano in Italia.

«C’è stata davvero tanta strumentalità, le norme penali non sono mai retroattive». A chiarirlo – si fa per dire – è il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ai microfoni del Tg2. Sacconi difende la legge sulla sicurezza, che definisce «necessaria per mettere una cesura rispetto a un tempo nel quale, per 20 anni, abbiamo subito i flussi migratori invece di programmarli». Il che è anche vero. Ma a proposito di programmazione, al ministro andrebbe ricordato che l’esecutività del decreto flussi 2008 – fatto da questo stesso Governo – è stata recentemente sospesa dal Consiglio di Stato per violazione del principio di ragionevolezza; che d’altro canto al decreto flussi 2009, invocato in questi giorni a sproposito come soluzione per la regolarizzazione di colf e badanti in nero, non è ormai più possibile fare riferimento poiché il termine per la presentazione delle domande è già scaduto il 31 maggio, e riaprirlo significherebbe addensare altro caos in quello già esistente; che se ora il Governo aggiungesse un’altra norma lesiva del principio di uguaglianza al pasticcio che è stato in grado di allestire, questure e uffici giudiziari finirebbero per esplodere.

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Puglia: riduzione in schiavitù e falsi rapporti di lavoro, denunciate oltre cento persone

L’operazione dei carabinieri, iniziata alle prime luci del mattino e conclusasi nella tarda serata del 25 giugno, ha reso possibile scoprire 13 cittadini extracomunitari addormentati in abitazioni fatiscenti e abbandonate in aperta campagna, e poi denunciati per danneggiamento e occupazione abusiva di edifici. Otto erano tunisini e 5 sudanesi, tutti di età compresa tra i 23 ei 45 anni.

Altri 12 persone tra tunisini, algerini e marocchini, sono stati individuati dai militari sprovvisti di documento di identità e permesso di soggiorno. Questi ultimi, dopo le formalità di rito, sono stati accompagnati presso l’ufficio immigrazione della Questura di Lecce per l’emissione del decreto di espulsione. Altri 189 cittadini extracomunitari sono stati rintracciati e identificati.

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