Rissa tra immigrati cinesi a Terzigno, un morto e un ferito

Ristorante Cinese

Ristorante Cinese

Un immigrato cinese e’ stato ucciso ed un altro e’ rimasto gravemente ferito nel corso di una rissa scoppiata questa notte in un ristorante cinese a Terzigno.

Tuji Nguang, 33 anni, pregiudicato, privo di permesso di soggiorno, e’ stato colpito da un connazionale non identificato con un coltello da cucina ed e’ morto prima del trasferimento in ospedale.

Yun Meng Yang, 35 anni, immigrato regolare, e’ stato ferito con la stessa arma e trasportato all’ ospedale di Scafati, dove e’ stato operato in nottata. Adesso e’ ricoverato in rianimazione, le sue condizioni sono molto gravi.

Fonte by Ansa.it

Foto by loravesuviana.files.wordpress.com

Marocchino ucciso, fermato un suo connazionale

Carabiniere

Carabinieri

I carabinieri hanno fermato e denunciato un immigrato del Marocco in relazione all’ omicidio di Mohamed Ouhmid Ouhmid, ucciso questa mattina a colpi di accetta nella sua abitazione a Brusciano, nell’entroterra a Nord di Napoli.

Secondo i primi elementi emersi dalle indagini dei militari di Castello di Cisterna (Napoli) all’origine del delitto non vi sarebbe una rapina, ma una lite per motivi di interesse, forse un prestito non restituito.

 L’immigrato fermato, sulla trentina, privo di permesso di soggiorno, deve rispondere di omicidio volontario. Si indaga soprattutto negli ambienti degli immigrati che vivono nella zona per scoprire il movente dell’omicidio di Mohamed Ouhmid Ouhmid, avvenuto ieri a Brusciano a colpi d’accetta. Intanto nella caserma dei carabinieri di Castello Cisterna sono stati condotti alcuni extracomunitari sui quali i militari stanno svolgendo accertamenti. Leggi tutto »

Puglia: rinvenuti i resti umani del primo immigrato della storia

Scavo archeologico

Scavo archeologico

Il primo immigrato della storia, risale a duemila anni fa, scoperto da una ricercatrice canadese dopo aver analizzato il Dna di resti umani trovati nel sito archeologico di Vagnari, a soli dodici chilometri da Gravina di Puglia, provincia di Bari.

Secondo uno studio pubblicato sul Jouranal of Roman Archeology, che sarà presentato a marzo ad Oxford, è emerso che circa il 20 percento degli uomini trovati nelle tombe scoperte erano di provienienza asiatica e non di zona.

Grazie a questa eccezionale scoperta archeologia oggi la Puglia vanta di essere stata una delle primissime regioni ad accogliere popolazioni provenienti da ogni angolo della Terra.

Fonte by Repubblica

Foto by archeoplatia.org

Cassazione, può essere espulso l’immigrato irregolare che non dimostra di aver subito alcuna repressione da parte dello Stato di appartenenza

tribunalePiuttosto singolare la recente sentenza della Corte di Cassazione secondo cui può essere espulso dall’Italia il clandestino gay anche se nel suo paese l’omosessualità è un reato punibile con il carcere. Così la Corte, con la sentenza n. 23304/2009, ha respinto il ricorso di un marocchino omosessuale che si era opposto all’espulsione sostenendo che nel suo paese l’omosessualità è punibile con pena detentiva. Infatti, ha spiegato la prima sezione civile della Cassazione, se l’immigrato non riesce a dimostrare di essere stato oggetto di persecuzione da parte dei suoi connazionali va allontanato dall’Italia. Tuttavia l’argomentazione non sembra impeccabile: verificare anche mediante le autorità diplomatiche se effettivamente in un certo Stato l’omosessualità comporta la detenzione è un’operazione fin troppo semplice che non può essere elusa nel momento in cui è formulata una domanda di giustizia. E in caso di verifica affermativa, la sussistenza del trattamento discriminatorio sarebbe fuori discussione: si tratta della negazione di un diritto civile (sotto forma di negazione di una delle libertà enunciate nell’art. 3 Cost.) che giustifica la richiesta di asilo (foto: Google.com).

All’atto del rinnovo del permesso di soggiorno l’immigrato che svolge un lavoro itinerante può indicare soltanto il domicilio

Permessosoggiorno-elettronicoQuando si presenta istanza di rinnovo del permesso di soggiorno, non è necessario indicare obbligatoriamente la residenza se si dispone soltanto di un domicilio poiché il lavoro svolto esclude o sfavorisce la fissazione di una residenza, come nel caso di un lavoro itinerante. In quest’ultima ipotesi, quindi, al momento di presentazione della pratica sarà sufficiente l’indicazione del domicilio (cioè, secondo il codice civile, del luogo di svolgimento dei propri affari o interessi). Ovviamente bisogna in ogni caso rispettare gli altri requisiti necessari per l’ottenimento del rinnovo: in particolare, i termini – di 60 o 90 giorni, a seconda dei casi – entro i quali presentare utilmente la domanda di rinnovo, che in caso contrario esporrà l’extracomunitario ai rischi di una procedura di espulsione.

Dal nord e sud Italia, e` scontro nei centri per immigrati

I CIE (Centri di idenitificazione ed espulsione), cioe` gli ex CPT che gia` un anno fa il Governo ha deciso di ridefinire “strategicamente” collegandoli all`attivita` di espulsione, sono in rivolta da Gorizia a Lamezia Terme, passando per Milano e Torino. La rilevanza di simili contestazioni non va sottovalutata ma neanche enfatizzata. Da un lato, i CIE coinvolti sono la minoranza (4 su un totale di 13). Ma se ci sono stati anche scontri di piazza, come ad esempio e` accaduto a Milano, vuol dire che il disagio sociale e` alto e di conseguenza il Governo non puo` confidare nelle cariche della Polizia per mettere a tacere il problema. Si sta profilando qualcosa di terribilmente serio, cioe` un`inquietante alleanza tra sans papier e criminalita` organizzata: con l`avvento del nuovo testo sulla sicurezza, la malavita straniera si infiltra tra i connazionali ancor piu` facilmente, ne favorisce la disinformazione, ne accentua i sentimenti negativi di riscatto sociale. Quest`aspetto il Governo lo aveva trascurato, benche` qualcuno – anche tramite questo blog – ne avesse gia` parlato.
In particolare le contestazioni riguardano il nuovo testo sulla sicurezza, laddove si prevede che la convalida dell’espulsione comporti la permanenza dell’immigrato nel Centro per 30 giorni, prorogabili per ulteriori 30. Trascorso questo termine il questore fino a 120 giorni. In definitiva, una permanenza che può durare fino a sei mesi. Ed e` tutto da dimostrare che torni davvero a beneficio dell`identificazione da compiere: numerose Questure da piu` parti d`Italia affermano infatti il contrario.