Sanatoria per badanti e colf, attenzione al vincolo delle 20 ore minime settimanali

Di fatto, il vincolo posto dal recente decreto anticrisi per la regolarizzazione di badanti e colf non è di poco conto: al fine dell’accoglimento della domanda proposta, occorre infatti che il datore di lavoro dichiari di avere alle proprie dipendenze un/a badante o colf da almeno 3 mesi, e per un numero di ore settimanali non inferiore a 20. Limite facilmente raggiunto dalle badanti, che spesso assistono persone non autosufficienti e che dunque hanno bisogno di lunghi orari in cui essere seguite, ma più difficile per il personale domestico, che sovente non esercita attività lavorativa di almeno 20 ore settimanali per una singola famiglia. Una soglia evidentemente penalizzante per coloro che prestano tale attività presso più famiglie, lavorando magari un numero elevato di ore settimanali ma alle dipendenze di differenti datori di lavoro.
È davvero singolare che in anni di precariato diffuso il Governo divenga garante della presenza di un datore unico di lavoro nel momento in cui si tratta di regolarizzare i lavoratori, quasi che colf e badanti siano paragonabile agli operai di una fabbrica.

Due leggi regionali sull’immigrazione davanti alla Corte Costituzionale: come mai ora il Governo ha tanta fiducia nei giudici?

Dalla solerzia con cui il governo ha annunciato di voler elevare il conflitto tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale per ottenere l’abrogazione delle leggi regionali toscana e marchigiana sull’immigrazione, traspare una singolare forma di fiducia nei giudici: ma non era stato proprio lo stesso Governo a definire politicizzata la Corte Costituzionale quando essa si era pronunciata a sfavore di un articolo della legge in materia di procreazione assistita?

Il fatto nuovo, assurto nei giorni scorsi agli onori delle cronache, sono i rapporti di «commensalità» – per voler usare un’espressione processuale – tra il giudice della Consulta Luigi Mazzella e il Capo del governo. Sembra che durante la cena in questione, il fido guardasigilli Alfano abbia portato la bozza di legge in materia di intercettazioni per discuterne in anticipo con i commensali togati, anche se ovviamente gli interessati smentiscono. Ora, se tanto ci dà tanto, vorremmo capire una cosa: il precedente Governo Berlusconi aveva modificato la legge sulla rimessione (cioè il trasferimento in altra sede) del processo penale perché – si diceva – alcuni pubblici ministeri sono troppo amici dei giudici chiamati a decidere, e alcuni giudici sono eccessivamente avversi ai loro imputati al punto da lasciarli sforniti delle dovute garanzie di terzietà e imparzialità. Ma se si verifica il caso opposto, cioè che un politico è ricevuto a cena da un giudice, non dovrebbe valere un principio analogo? Quanta credibilità ha un collegio giudicante se alcuni dei suoi membri cenano allegramente con il primo ministro, a pochi giorni dalla proposizione di un’impugnazione per incostituzionalità? E in tutto questo sfavillio di posate, chi garantisce i diritti delle minoranze immigrate coinvolte dalle leggi che si pretende di abrogare?

Dal nord e sud Italia, e` scontro nei centri per immigrati

I CIE (Centri di idenitificazione ed espulsione), cioe` gli ex CPT che gia` un anno fa il Governo ha deciso di ridefinire “strategicamente” collegandoli all`attivita` di espulsione, sono in rivolta da Gorizia a Lamezia Terme, passando per Milano e Torino. La rilevanza di simili contestazioni non va sottovalutata ma neanche enfatizzata. Da un lato, i CIE coinvolti sono la minoranza (4 su un totale di 13). Ma se ci sono stati anche scontri di piazza, come ad esempio e` accaduto a Milano, vuol dire che il disagio sociale e` alto e di conseguenza il Governo non puo` confidare nelle cariche della Polizia per mettere a tacere il problema. Si sta profilando qualcosa di terribilmente serio, cioe` un`inquietante alleanza tra sans papier e criminalita` organizzata: con l`avvento del nuovo testo sulla sicurezza, la malavita straniera si infiltra tra i connazionali ancor piu` facilmente, ne favorisce la disinformazione, ne accentua i sentimenti negativi di riscatto sociale. Quest`aspetto il Governo lo aveva trascurato, benche` qualcuno – anche tramite questo blog – ne avesse gia` parlato.
In particolare le contestazioni riguardano il nuovo testo sulla sicurezza, laddove si prevede che la convalida dell’espulsione comporti la permanenza dell’immigrato nel Centro per 30 giorni, prorogabili per ulteriori 30. Trascorso questo termine il questore fino a 120 giorni. In definitiva, una permanenza che può durare fino a sei mesi. Ed e` tutto da dimostrare che torni davvero a beneficio dell`identificazione da compiere: numerose Questure da piu` parti d`Italia affermano infatti il contrario.