Scritto Giovedì 16 Dicembre 2010 da Luisa Sgarra

wikileaks
Il governo australiano del premier Kevin Rudd cerco’ di trarre vantaggio politico dagli immigrati illegali che ogni anno raggiungono il Paese. E’ quanto emerge da un documento di Wikileaks secondo cui Rudd, tra il 2007 e il 2010, ingiganti’ il problema per recuperare voti ai conservatori.
Dalle conversazioni dei diplomatici Usa emerge che Peter Khalil, consigliere del primo ministro, raccomando’ a Rudd di dire in pubblico che ogni anno entrano nel Paese 60mila clandestini, la maggioranza dei quali pero’ arriva in aereo e con regolare visto, scaduto il quale torna indietro.
Fonte by Agi.it
Foto by ipadiphoneitalia.com
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Tag:Australia, Governo, immigrati illegali, wikileaks
Scritto Giovedì 30 Settembre 2010 da Luisa Sgarra
Il nuovo governo di centrodestra olandese guidato dal cristianodemocratico Mark Rutte ridurra’ del 50% l’immigrazione proveniente da paesi non occidentali e il 25% l’afflusso di richiedenti asilo.

Mark Rutte
Ad annunciarlo
, significativamente, e’ stato l’uomo divenuto ago della bilancia della politica olandese, il leader della destra xenofoba Geert Wilders, che consentira’, grazie al suo sostegno esterno, alla coalizione di cristianodemocratici (Cda) e liberali di destra (Vvd) di governare senza avere la maggioranza.
Wilders, leader del Partito per la Liberta’ (Pvv), ha aggiunto che sara’ introdotto anche un divieto di Burka. Sono le condizioni imposte per il sostegno esterno.
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Tag:Governo, immigrati extraeuropei, Olanda, ridurre
Scritto Giovedì 2 Settembre 2010 da Luisa Sgarra

Mons. Marchetto
Ho criticato spesso il governo italiano su temi come il ddl sicurezza, i respingimenti, le ronde, ”perche’ la criminalizzazione del migrante significa, per me, non accettare questo principio, questo diritto dell’uomo ad emigrare”.
E’ quanto ha detto questo pomeriggio monsignor Agostino Marchetto, ex Segretario del Pontificio consiglio dei migranti e degli itineranti, in una lunga intervista rilasciata alla Radio vaticana nella quale ha fatto il bilancio su questi 9 anni trascorsi al vertice dei dicastero vaticano.
Marchetto ha chiarito anche le ragioni delle sue ripetute critiche al governo italiano in materia di immigrazione. ‘
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Tag:criminali, critica, Governo, immigrati, Mons. Marchetto
Scritto Venerdì 30 Ottobre 2009 da Massimiliano Curzi
In uno Stato sociale minimo come quello italiano, non deve sorprendere se la fruizione di semplici servizi sociali rischia talora di scatenare una guerra fra poveri, con le famiglie italiane che lamentano paradossali favoritismi da parte delle famiglie straniere: nuclei familiari con più figli, quindi ad esempio più avanti nelle graduatorie; o con un’età media più bassa, il che magari può fruttare qualche punto nell’assegnazione delle case popolari alle giovani coppie.
Il cuore del problema non è la normativa da rivedere in termini proporzionali, come qualche miope politico locale insiste a dire; fissare quote obbligatorie di assegnazione di case agli italiani piuttosto che agli stranieri significa creare una specie di riserve dall’effetto piuttosto deprimente. il problema è la qualità della spesa sociale: dove non esiste una piena tutela della maternità (molti contratti di lavoro la lasciano scoperta), dove il sussidio di disoccupazione è un miraggio per pochi eletti, dove il mercato immobiliare è rimesso alla speculazione privata, ci si contende il poco che resta, e chi è abituato a condizioni di vita più difficoltose si trova inevitabilmente più avanti nell’ottenere quel poco che gli spetta. Il problema siamo noi, il nostro Stato sociale che non c’è. Non più di una settimana fa il Governo tedesco ha previsto dal 2011 un assegno aggiuntivo di 150 euro per le donne in maternità. Da noi si continua a dire che la crisi è finita. Eppure quella delle famiglie è ancora tutta lì, senza che il Governo faccia nulla: sarà forse finita la crisi di Confindustria?
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Tag:Confindustria, diritti, Governo, maternità, mercato immobiliare, prestazioni sociali, speculazione
Scritto Mercoledì 7 Ottobre 2009 da Massimiliano Curzi
Dopo la disastrosa alluvione del messinese, e il ritardo del Governo in merito alla dichiarazione del lutto nazionale e soprattutto delle risorse da destinare per il riassetto del territorio e per l’emergenza umanitaria, in un altro angolo della Sicilia emergono i numeri di una clamorosa contraddizione: il Centro di Identificazione ed Espulsione di Lampedusa (ex CPT), che il Governo ha dichiarato chiuso ormai da agosto, funziona ancora con personale part-time e costa allo Stato 1000 euro al giorno. Che scopo abbia ormai questo capitolo di spesa, è difficile capirlo; il personale operativo è pari, e spesso anche superiore, alle poche decine di immigrati da identificare che ancora vengono trattenuti nel centro a titolo eccezionale, poiché si tratta dei potenziali richiedenti asilo politico. Non dovrebbero restarci per più di due giorni, eppure lo Stato continua a pagare circa 70 militari a tutela del centro. Un vero paradosso, se si considerano ad esempio altri tipi di emergenza: pochissime ambulanze nell’isola (problema segnalato anche dal gestore del centro), l’assenza di un ospedale con un adeguato reparto di natalità, per cui le partorienti sono costrette a ricoveri in Sicilia addirittura un mese prima rispetto alla data presunta del parto, oltre a doversi pagare il costo del trasferimento che, fatto privatamente, ammonta spesso ad alcune migliaia di euro. E non dimentichiamo che per la manifestazione musicale “O’ Scià” del 2008 il comune stanziò 400.000 euro ricevuti dal Governo, riservandone appena 25.000 alle spese per i servizi locali. Sembra che persino Claudio Baglioni, ideatore dell’evento e presente a costo zero, quest’anno ne abbia avuto abbastanza sapendo tra l’altro che il sindaco locale è stato arrestato da alcuni mesi per concussione.
Altro che gestione dell’emergenza. Qui manca persino la gestione della normalità.
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Tag:alluvione, centro di identificazione e espulsione, CIE, Governo, immigrati, Lampedusa, messinese, natalità, Sicilia
Scritto Mercoledì 30 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Benché il provvedimento di sanatoria riguardi formalmente tutti i lavoratori del settore, siano o no extracomunitari, di fatto sta interessando prevalentemente donne di origine straniera. Sinora le domande presentate risultano molto inferiori alle 500-600.000 attese dal ministero degli Interni: sono 151.703 secondo i dati ufficiali aggiornati al 22 settembre, in maggioranza relative a collaboratrici domestiche (88.008 due giorni prima della scadenza prevista). Il Governo ha smentito persino le sue stesse previsioni che, in vena di escamotage da finanza creativa, lo avevano portato a ipotizzare addirittura un vero e proprio “tesoretto” costituito con i fondi del mezzo milione di richiedenti la sanatoria. Ma in tal caso sarebbero stati necessari requisiti di legge meno restrittivi. In definitiva, benché i dati degli ultimi giorni registrino un aumento, difficilmente il dato finale confermerà le previsioni e raggiungerà le 341.121 domande di regolarizzazione presentate nel 2002 solo per il lavoro domestico.
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Tag:badanti, colf, extracomunitari, finanza creativa, Governo, lavoratori, regolarizzazione, sanatoria
Scritto Mercoledì 30 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Parole che sembrano pronunciate dal più strenuo liberista vittoriano, e che invece non sono una novità per il ministro dell’Interno: lo stesso che a luglio elogiò la Libia per il suo «grande lavoro di prevenzione» e che nel recente convegno sull’immigrazione a Milano ha accusato i magistrati di boicottare la nuova legge sulla sicurezza. Nessuna sorpresa, quindi, se nel frattempo il suo Governo introduce una norma che vale come un salvacondotto per gli evasori mentre il ministro dell’Economia si finge stupito del fatto che due grandi gruppi bancari italiani contestano l’introduzione dei cosiddetti Tremonti-bond. In estate era anche arrivata, silenziosa e altrettanto inutile, la Robin Hood tax: che non ha fatto scendere di un centesimo il costo dei carburanti ed è stata spacciata per una misura di solidarietà. Ora vengono a dirci che lo scudo fiscale e il rientro dei capitali dall’estero è una misura dovuta poiché l’Europa si è impegnata nella lotta contro i paradisi fiscali. Ma un ex ministro dell’attuale maggioranza – l’onorevole Martino – definiva sino a pochi anni fa i paradisi fiscali come una manna per gli investitori. E intanto il gruppo bancario del premier, cioè Mediolanum, reclamizza on line i suoi servizi di consulenza per il rientro dei capitali dall’estero. Ma per gli immigrati, come ha precisato oggi Maroni, non ci saranno sconti: chi non ha usufruito della sanatoria non beneficerà di alcuna proroga. E se è stato costretto a lavorare in nero, tanto peggio per lui che non si è attivato. Perché è certo che il governo italiano si attiva più che altro a favore dei grandi evasori.
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Tag:Governo, gruppi bancari, Maroni, paradisi fiscali, Robin Hood tax, scudo fiscale
Scritto Domenica 27 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Alcune scuole del Nordest, area in cui la Lega è convinta di poterla fare da padrone, hanno segnalato ben precise carenze di organico che spingono in senso opposto a una vera integrazione: segno fin troppo chiaro che chi sta al Governo l’integrazione non la vuole, o almeno preferisce che rimanga sulla carta. In seguito al cosiddetto “Clandestino day” (25 settembre), provocatoriamente denominato così proprio per sottolineare il carattere discriminatorio della recente legislazione in materia di immigrazione, alcuni istituti del padovano hanno sottolineato come a fronte di un crescente numero di iscritti di provenienza extracomunitaria, molte scuole non dispongono neanche dei fondi per reperire i docenti per le ore alternative a quelle di religione. E tutto ciò in un quadro in cui si prevedono 150.000 docenti in meno nell’arco di un triennio. Una barbarie: se è vero quanto ha detto proprio il 25 settembre il ministro Maroni nel suo contrastato intervento all’Università Cattolica di Milano, e cioè che il tasso di criminalità cresce tra gli immigrati e non tra gli italiani, bisognerebbe ricordargli che l’età media degli immigrati è molto più bassa dell’età media degli italiani, e che quindi il miglior presidio contro l’illegalità sono l’istruzione e la formazione, precisamente ciò che il Governo intende costantemente ridimensionare per far quadrare i conti.
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Tag:Clandestino Day, extracomunitaria, Governo, immigrati, immigrazione, Lega, Maroni, Milano, scuole, Università Cattolica
Scritto Venerdì 25 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Al 23 settembre sono 160.784 le domande di regolarizzazione trasmesse on line, ben al di sotto delle 500 mila previste dal ministero dell’Interno.
Le 20 ore minime di lavoro settimanale e i 20.000 euro annui di reddito minimo per le famiglie intenzionate a regolarizzare una colf e una badante hanno frenato in modo decisivo le richieste della sanatoria ideata dal Governo. Non ci voleva molto a capirlo, tant’è che ne avevamo segnalato i rischi già dai primi di settembre su questo blog, non appena iniziato il periodo utile per accedere alla sanatoria. Troppo alti entrambi i limiti: ad esempio, per le colf, 20 ore minime da svolgersi presso la famiglia che intende regolarizzarle sono troppe. La maggior parte di loro lavora molto di più, ma per famiglie diverse.
Concepita in questo modo, una simile sanatoria rischia di innescare una discriminazione nella discriminazione.
Per quanto riguarda invece le cifre relative alle domande presentate, Sono le colf ucraine ad aver fatto il maggior numero di domande (quasi 30 mila), seguono quelle marocchine (circa 25 mila) e quelle moldave (intorno ai 23 mila).
Secondo i dati dell’Irs (Istituto per la ricerca sociale), in Italia lavorano circa 700 mila badanti straniere che costano alle famiglie un totale di quasi 10 miliardi di euro l’anno, inoltre una colf su quattro non ha il permesso di soggiorno, il 57% svolge il proprio lavoro in nero ed il 24% non riceve i contributi.
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Tag:badanti, colf, domande di regolarizzazione, Governo, marocchine, moldave, permesso di sooggiorno, sanatoria, ucraine
Scritto Lunedì 21 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
“I magistrati inventano di tutto pur di evitare di espellere i clandestini, applicano le leggi a modo loro. C’è chi per ragioni ideologiche si fa beffe delle leggi varate dal governo”.
Sono le parole del viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli, che oggi, in un’intervista a Libero – come è noto, quotidiano al cui ex direttore dobbiamo di recente lodevoli iniziative giornalistiche come le crociate contro il direttore di un altro giornale, costretto a dimettersi – propone di punire chi non applica la legge. Per l’ex ministro della Giustizia, la strada da seguire e’ quella di ”avviare procedure disciplinari nei confronti di chi produce le cosiddette sentenze abnormi, ovvero quelle emesse aggirando le leggi. Qui però c’è un secondo problema: i magistrati in questi casi vengono giudicati dai loro colleghi, e normalmente questi li assolvono”.
“Se i CIE sono stracolmi – insiste Castelli – è perchè la magistratura non agisce rapidamente sulle espulsioni. D’altra parte, finchè avremo dei magistrati che si comportano come degli extracomunitari rispetto allo Stato italiano, difficilmente supereremo questi problemi”.
A margine di questo cumulo di rumori peristaltici, probabilmente molto cari a Castelli che è un ingegnere acustico, facciamo notare che la magistratura dispone, ma non esegue materialmente le espulsioni; che se l’amministrazione del ministero dell’Interno del suo conterraneo Maroni non provvede efficacemente in tal senso, e se in Italia non è mai stato realizzato un piano collettivo decente per le espulsioni, che spesso continuano a essere disposte ed eseguite una per una, la conseguenza è il costo altissimo sia in termini economici sia in termini umani che un meccanismo di questo genere inevitabilmente comporta. Inoltre, se lor signori che siedono in Parlamento avessero un po’ più di raziocinio nell’ideare le norme, non avrebbero previsto l’espulsione come alternativa al pagamento dell’ammenda per il reato di clandestinità. Con la conseguenza che chi paga non può essere espulso. Se poi Castelli ha l’improntitudine di volere che un clandestino paghi l’ammenda e dopo si rassegni anche all’espulsione, gli ricordiamo che esiste un solo nome per uno Stato che si avvale di simili espedienti: Stato di polizia. E che in questo caso di abnorme ci sono solo le sue dichiarazioni, non le sentenze dei giudici.
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Tag:ammenda, Castelli, clandestinità, espulsioni, Governo, Maroni, ministro della Giustizia, sentenze abnormi