Germania: politici cdu, test di itelligenza per gli immigrati

Peter Trapp

Peter Trapp

Gli extracomunitari che vogliono entrare in Germania dovrebbero essere prima sottoposti ad un test per stabilire il loro quoziente di intelligenza.

La richiesta arriva da due esponenti di rilievo del partito cristiano-democratico di Angela Merkel, che chiedono un’accurata selezione delle persone da accogliere.

Il responsabile di politica interna della Cdu berlinese, Peter Trapp, ha dichiarato al quotidiano Bild che in Germania e’ necessario “fissare criteri sull’immigrazione che possano essere davvero utili al nostro Stato.

Oltre ad una buona istruzione e ad un’adeguata formazione professionale, un criterio base deve essere anche l’intelligenza.

Leggi tutto »

Stranieri di seconda generazione: USA,Australia,Svizzera e Canada offrono maggiori opportunità di lavoro

Il 15 ottobre L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (OCSE) ha pubblicato il suo studio, in cui ha comparato i dati relativi a 16 paesi membri dell’organizzazione, in merito alle opportunità di accesso al lavoro da parte degli immigrati di seconda generazione. Secondo lo studio condotto, i giovani con origini straniere trovano più facilmente lavoro in Svizzera che negli altri paesi europei: ugualmente alte le possibilità di accesso in USA, Australia e Canada.
In Svizzera, i figli dei migranti sembrano avere prospettive migliori rispetto ai loro pari che crescono in altri paesi. Quanto ai paesi di lingua tedesca, ad esempio, la loro integrazione nel mercato del lavoro riesce meglio che, ad esempio, in Germania o in Austria.
Nella maggioranza dei paesi presi in considerazione, i figli dei migranti partono svantaggiati nei confronti dei loro coetanei senza radici straniere. La Svizzera – sottolineano gli autori dello studio – è un’eccezione. Qui non si riscontrano differenze rilevanti nel grado di occupazione.

La copertura sanitaria europea dei migranti irregolari si attesta in media al 10%

Secondo le rilevazioni dell’agenzia non governativa Medici nel Mondo, il livello medio di copertura sanitaria dei migranti irregolari in Europa è pari al 10% del totale. Il primato spetta alla Spagna, ma i dati dell’Italia sono influenzati negativamente dall’entrata in vigore del pacchetto sicurezza; male anche la Gran Bretagna, soprattutto per aver stretto i cordoni della borsa dopo la riforma sanitaria (da alcuni considerata una controriforma) dell’ex premier Tony Blair, e per la scarsa tutela apprestata a favore delle immigrate prima e dopo il parto. Uguale verdetto per quegli Stati – come la Germania – che prevedono sanzioni contro gli irregolari, e di fatto scoraggiano in tal modo l’accesso ai servizi sanitari.