Genova, immigrazione clandestina: denunciata nigeriana

Denunciata nigeriana

Denunciata

trentacinquenne è stata denunciata per dell’immigrazione clandestina.

La giovane donna, titolare di un regolare contratto di locazione, subafittava le stanze dell’appartamento in cui viveva a sei connazionali presenti in Italia, ai quali chiedeva 300 euro mensili ciascuno.

L’appartamento, intestato ad una società immobiliare, è stato  posto sotto sequestro su disposizione del gip del tribunale di Genova Massimo Cusatti.

Ora la  donna rischia fino a quattro anni di carcere, vista la volonta’ di lucrare sulla condizione di clandestinita’ dei connazionali.

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Cuneo: arrestati per favoreggiamento di immigrazione clandestina

1Grazie all’operazione di circa 100 militari del Comando provinciale carabinieri di , Asti, Savona e Siracusa, è stata sgominata la banda che favoriva l’ingresso e il soggiorno di immigrati.

Emesse 22 ordinanze di custodia cautelare in carcere,  chiamati a rispondere falso, truffa ai danni dello Stato ed atti diretti a procurare l’ingresso ed il soggiorno illegali nel territorio italiano di cittadini extracomunitari.

Dopo sei mesi di indagini i carabinieri hanno verificato l’attività di due imprenditori, uno italiano l’altro marocchino.

I due malviventi riuscivano a  procurare documenti attestando inesistenti rappoorti di lavoro con ditte locali e disponibilità alloggiative, a vendere al prezzo di due – tre mila euro permessi di soggiorno. Una volta ottenuti i titoli per permanervi, gli stanieri si disperdevano sull’intero territorio nazionale.

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Immigrazione clandestina a tutti i costi, la via più contorta per combattere il lavoro nero

Giustizia penale e polizia giudiziaria girano davvero a vuoto in questi ultimi tempi di febbrili aggiornamenti normativi, e le spese le fanno sia i cittadini sia le minoranze coinvolte, come gli . Piuttosto esemplare una vicenda accaduta ad , in provincia di : sono stati denunciati per dell’immigrazione clandestina una donna di 83 anni e il figlio di 61, i quali ospitavano come due albanesi irregolari. L’anziana e il figlio sono stati denunciati per aver assunto alle proprie dipendenze le due straniere, entrambe prive del . L’immobile, del valore di oltre 500.000, sarà oggetto di confisca nel caso si dovesse pervenire a una condanna di madre e figlio (ANSA, 30 luglio).

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Puglia: riduzione in schiavitù e falsi rapporti di lavoro, denunciate oltre cento persone

L’operazione dei carabinieri, iniziata alle prime luci del mattino e conclusasi nella tarda serata del 25 giugno, ha reso possibile scoprire 13 cittadini extracomunitari addormentati in abitazioni fatiscenti e abbandonate in aperta campagna, e poi denunciati per danneggiamento e occupazione abusiva di edifici. Otto erano tunisini e 5 sudanesi, tutti di età compresa tra i 23 ei 45 anni.

Altri 12 persone tra tunisini, algerini e marocchini, sono stati individuati dai militari sprovvisti di documento di identità e . Questi ultimi, dopo le formalità di rito, sono stati accompagnati presso l’ufficio immigrazione della Questura di per l’emissione del decreto di espulsione. Altri 189 cittadini extracomunitari sono stati rintracciati e identificati.

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L’inquilino è clandestino? Se paga poco non c’è sfruttamento dell’immigrazione clandestina, quindi non c’è reato

Il (sentenza 12/05/2009, est. Corbetta) ha fissato un principio che potrebbe ripercuotersi anche sul testo di legge in materia di sicurezza su cui il Governo ha ottenuto la fiducia. Il nuovo prevede infatti che affittare un alloggio a un extracomunitario sia considerato dell’. Ma già la norma del testo unico sull’immigrazione prevedeva il di sfruttamento dell’ nell’ipotesi analoga: ebbene ora il ha stabilito che ai fini della sussistenza del di cui all’art.12, comma 5, d.lgs n.286 del 1998 ( disposizioni contro le immigrazioni clandestine) non basta la concessione a un immigrato clandestino di locali ad uso abitativo. Accanto a tale requisito obiettivo deve sussistere il requisito soggettivo, presente qualora il proprietario dell’alloggio abbia inteso trarre un ingiustificato arricchimento dalla condizione di illegalità dello straniero, quale contraente più debole, imponendogli condizioni onerose ed esorbitanti dall’equilibrio del rapporto contrattuale.

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