Catania,nasce la prima coop siciliana formata per intero da extracomunitari. Ma incombe la scure del pacchetto sicurezza

Nasce a Catania la prima cooperativa costituita interamente da immigrati extracomunitari in Sicilia. La nuova azienda, “La Senegalese”, realizzata con il finanziamento dell’Istituto regionale per il credito e la cooperazione, gestirà un phone center e un servizio di money transfer.
“La senegalese. Cooperativa internazionale” ha inaugurato la propria sede in via Luigi Sturzo 144, nel centro di Catania
. La coop gestisce un phone-center e fornisce altri servizi, come il trasferimento di denaro alle famiglie di origine e a connazionali, rispondendo ad una richiesta crescente sul territorio. Alla cooperativa è stato concesso per alcuni mesi un credito di esercizio di 20mila euro a tasso agevolato per la fase di avvio dell’impresa. Ma sull’attività della nuova impresa incombe la spada di Damocle della recente legge sulla sicurezza, che di fatto impedisce non solo a chi è privo del permesso di soggiorno, ma addirittura a chi è in attesa di ottenerlo e perciò è solo in possesso del relativo cedolino, la possibilità di avvalersi dei servizi di money transfer. Una disposizione assurda, che introduce ulteriore disordine in un sistema normativo e amministrativo già fin troppo caotico.

La Regione Lombardia decurta le buste paga dei medici che hanno assistito gli extracomunitari

La Regione Lombardia ha chiesto ai propri medici di base il recupero delle quote di tutti quei pazienti che non potevano o non dovevano essere in cura al servizio sanitario nazionale o perché morti o perché con permessi di soggiorno non validi. Il risultato è che i medici di famiglia, chi in misura maggiore, chi minore, si sono visti decurtare lo stipendio da un giorno all’altro. Si va dai 500 euro al mese in meno, fino ad arrivare a tagli che prevedono la metà dello stipendio. Una situazione che ha allarmato i sindacati di categoria, i quali che hanno chiesto alla Regione di rimediare subito a una situazione ormai insostenibile.
I cittadini immigrati spesso attendono mesi dopo che il permesso è scaduto prima di richiederne il rinnovo, che d’altra parte non è di immediato ottenimento: con il risultato che molti mesi restano scoperti dal servizio sanitario
, mesi durante i quali i medici non sanno nulla di questa loro situazione, e continuano a dispensare cure. Salvo poi trovarsi con le buste paga “pignorate” dalla Regione. Un vero paradosso.
Stando alle cifre riguardo alla popolazione immigrata (in città vivono circa 300mila extracomunitari) a Milano il 20-40% degli assistiti di ogni medico è di nazionalità extraeuropea, con punte di iscritti immigrati in via Canonica dove c’è la China Town, ma anche in molte periferie come Quarto Oggiaro o il Lorenteggio. Così alcuni medici si sono visti dimezzare lo stipendio. È la convenzione regionale che va cambiata. Per etica professionale i medici di base sono disposti a curare anche gratis, ma la disorganizzazione anagrafica non può ricadere su di loro. Di fronte alle ripetute proteste dei professionisti coinvolti, la Regione Lombardia ha assicurato una sorta di conguaglio che dovrebbe arrivare entro ottobre, ma non tutto è risolto. Ai medici è stato chiesto di informatizzarsi ma le ASL cancellano un morto dall’anagrafe sanitaria dopo 5 anni: come quasi sempre accade nell’ambito del nostro Servizio Sanitario Nazionale, le responsabilità amministrative vengono fatte ricadere o sugli utenti finali o su coloro che individualmente prestano i loro servizi professionali. Difficile, in un contesto di questo genere, poter mirare a un modello di sanità che funzioni davvero.

I dati finali della regolarizzazione degli extracomunitari: presentate 294.744 domande di emersione

Secondo la prassi italiana che induce anche gli stranieri ad attivarsi in prossimità delle scadenze previste, sono state un terzo del totale le domande inviate negli ultimi tre giorni. Oltre a ucraine e moldave si segnala un’alta presenza di marocchini e cinesi. Numerose le richieste anche per i lavoratori del subcontinente indiano.
In particolare, sono state presentate 180.408 domande per colf e 114.336 domande per badanti. Da notare inoltre che, con la procedura aperta per l’intero mese di settembre, oltre centomila domande (un terzo del totale) sono state inviate negli ultimi tre giorni.
Equamente distribuiti i soggetti che hanno presentato domanda, tra coloro che lo hanno fatto privatamente o mediante enti di fiducia: i privati hanno presentato circa 150mila domande; associazioni e sindacati 138mila. Poche le richieste pervenute dai consulenti del lavoro (meno di 5 mila) e dai comuni (3mila). Una procedura quindi basata molto sul “fai da te”, conforme alle modalità on line delle domande di emersione. È Milano con 43.393 richieste la provincia con il maggior numero di domande (il 14,7% del totale). Seguono Roma (32.034 e 10,9%), Napoli (24.331 e 8,3%), Brescia (3,81%), Bergamo (3,0%), Torino (2,8%), Caserta (2,3%), Bologna (2,2%), Modena (2,1%) e Reggio Emilia (1,93%).
Tra le nazionalità a spiccare è l’Ucraina con 37.178 richieste (12,6%), seguita da Marocco (12,3%), Moldavia (8,7%), Cina Popolare (7,2)%, Bangladesh (6,3%), India (6,0%), Egitto (5,5%), Senegal (4,6%), Albania (3,8%) e Pakistan (3,7%). Un dato significativo è quello inerente la provenienza delle domande: secondo fonti sindacali, gran parte delle domande di emersione è stata fatta da datori di lavoro connazionali dei richiedenti. Così per chi non è riuscito a trovare una simile copertura, per effetto della nuova legge sulla sicurezza si sono spalancate le porte dell’illegalità.

Milano, in manette due finti agenti che rapinavano commercianti extracomunitari

Due pluripregiudicati sono stati arrestati a Milano dalla polizia perché ritenuti responsabili di almeno quattro rapine ai danni di commercianti cingalesi e bengalesi dei mercati itineranti cittadini.Gianluca Cassone, 31enne milanese, e Massimo Lombardi, 39 parmense residente a Busseto, sono stati bloccati dagli agenti del Commissariato Mecenate che hanno eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere per rapina aggravata emesso dal Gip Gaetano Brusa su richiesta del Pm Antonio Luzi. Cassone è stato arrestato in flagranza di reato il 28 marzo scorso in viale Lucania mentre si apprestava ad eseguire un colpo, il suo complice è stato invece catturato mercoledì scorso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due, spacciandosi per appartenenti alle forze dell’ordine, si presentavano nelle abitazioni dei commercianti che in precedenza avevano visto realizzare al mercato gli incassi più alti e poi li rapinavano. Molto aggressivi, Cassone e Lombardi, ex culturisti, non rinunciavano a esercitare violenza sulle vittime e i loro familiari, arrivando in alcuni casi a puntargli la pistola alla testa, a spruzzargli spray urticante sul viso o a legargli le mani con fascette di plastica. La scelta di infierire sui commercianti stranieri sarebbe stata un’idea di Lombardi, anche lui ex ambulante, a conoscenza della loro abitudine di tenere il denaro in casa e di essere poco propensi a sporgere denuncia alle forze dell’ordine. Gli agenti ritengono che oltre ai quattro colpi, compiuti tra il dicembre 2008 e il marzo 2009 e che hanno fruttato circa 10mila euro, i due pluripregiudicati siano responsabili di almeno altre sette rapine.
Ricordiamo infine che, come segnalammo a suo tempo sul blog, nel mese di luglio a Milano è iniziato il processo contro due veri agenti i quali rapinavano case di extracomunitari certi che, trattandosi di stranieri spesso irregolari, non avrebbero presentato denuncia. Ma per fortuna in entrambi i casi la reazione della giustizia italiana c’è stata. Auguriamoci che rimanga tale anche al momento di emanare la sentenza di condanna e di applicarla.

Scaduti i termini per la regolarizzazione di colf e badanti, 90.000 domande presentate riguardano donne

Benché il provvedimento di sanatoria riguardi formalmente tutti i lavoratori del settore, siano o no extracomunitari, di fatto sta interessando prevalentemente donne di origine straniera. Sinora le domande presentate risultano molto inferiori alle 500-600.000 attese dal ministero degli Interni: sono 151.703 secondo i dati ufficiali aggiornati al 22 settembre, in maggioranza relative a collaboratrici domestiche (88.008 due giorni prima della scadenza prevista). Il Governo ha smentito persino le sue stesse previsioni che, in vena di escamotage da finanza creativa, lo avevano portato a ipotizzare addirittura un vero e proprio “tesoretto” costituito con i fondi del mezzo milione di richiedenti la sanatoria. Ma in tal caso sarebbero stati necessari requisiti di legge meno restrittivi. In definitiva, benché i dati degli ultimi giorni registrino un aumento, difficilmente il dato finale confermerà le previsioni e raggiungerà le 341.121 domande di regolarizzazione presentate nel 2002 solo per il lavoro domestico.

Badanti, racket per il permesso di soggiorno: 2000 euro per accedere alla sanatoria

In realtà si tratta di un racket basato su un duplice inganno: quello di alcune agenzie senza scrupoli che hanno promesso a numerosi extracomunitari assunzioni fittizie in cambio di alcune migliaia di euro, e quello di diversi anziani sprovveduti che si sono prestati inconsapevolmente, ma comunque in cambio di un discreto compenso, a essere parte di una vera e propria organizzazione per delinquere con scopo di estorsione. Secondo alcune testimonianze raccolte, all’anziano con un’invalidità (è uno dei requisiti previsti dalla legge per coloro che possono presentare la dichiarazione) viene fornito il nominativo di una signora straniera da regolarizzare. Una volta ricevuto il nominativo l’anziano, o accompagnato dall’immigrato o con il passaporto di quest’ultimo, si reca in un’agenzia privata dove presentare la domanda. Per la regolarizzazione di lavoratori extracomunitari privi di permesso di soggiorno la domanda si deve presentare allo Sportello unico per l’immigrazione esclusivamente per via telematica. Per questo gli anziani coinvolti sono indirizzati all’agenzia.
Ed è a questo punto che scatta il primo pagamento in nero a carico dell’immigrato che consegna all’anziano 500 euro. Di cui 150 all’agenzia per l’istruzione della pratica. L’altra parte del pagamento, circa 1500 euro, l’immigrato dovrà pagarlo all’invalido coinvolto nella truffa non appena la regolarizzazione sarà compiuta. A molti anziani è stato fatto credere che sia la legge a prevedere che gli immigrati paghino. E in qualche caso c’è stato qualcuno di loro che si è prestato a regolarizzare due straniere come badanti. E poi quando la badante sarà regolarizzata e con un contratto di lavoro, chi pagherà i contributi previdenziali? Anche per questo agli anziani coinvolti viene fornita la scappatoia: dichiarare un mese dopo l’avvenuta regolarizzazione di aver licenziato la badante straniera per non essersi più presentata al lavoro. I fatti in esame si sono verificati a Foggia, ma un recente servizio de “Le Jene” ne ha documentati anche nel norditalia.

Per l’integrazione degli extracomunitari l’Italia investe appena 12 euro annui per immigrato

Si è conclusa sabato scorso presso l’Università Cattolica di Milano la Seconda Conferenza Nazionale sull’Immigrazione organizzata dal Ministero dell’Interno e dell’Anci-Associazione Nazionale Comuni Italiani. Ne è emersa una raccolta significativa di informazioni e di dati, valutabili non solo in relazione al problema della sicurezza.
Sul piano nazionale, è stimato che gli extracomunitari regolari pagano 3,6 mld di euro di tasse; mentre lo Stato rende loro, con servizi vari – dalla sanità alla scuola alla casa – 886 mln di euro, un quarto. A livello scolastico regionale, gli alunni stranieri in Lombardia sono oltre 150.000 e costituiscono il 10 per cento degli alunni della Regione, perciò è singolare che vi siano sezioni con il 90% di Immigrati. Su 57.000 scuole italiane, nel 30% si rileva la presenza di immigrati, che è superiore alla media soltanto in 22 scuole. Per quanto riguarda la casa, è stato dimostrato come la percentuale di alloggi pubblici destinata agli extracomunitari sia inferiore alla percentuale della loro presenza sul territorio. A Milano – ha detto l’Assessore alla Casa Gianni Verga – in conseguenza dell’assenza trentennale di una politica nazionale del settore, oggi necessitano 20.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica da destinare a italiani ed immigrati: è possibile offrirne soltanto 1000-1200.
Accanto a questi dati e cifre poco noti, altri più pubblicizzati: gli stranieri presenti in Italia sono oltre il 6% della popolazione, vale a dire circa 3.600.000; hanno inviato nel 2008 nei Paesi d’origine quasi 6,4 mld di euro. Sul piano della sicurezza, per quanto riguarda la criminalità violenta (omicidi, rapine, stupri ecc.), in media gli autori stranieri sono 6 volte più numerosi degli italiani nel Centro Italia, Nordest e Nordovest, 4 volte nel Sud e Isole; per la criminalità appropriativa (furti, scippi, ecc.) 15 volte superiori nel Centro, 13 nel Nordest, 11 nel Nordovest, 6 nel Sud e Isole. Ma i fondi destinati all’integrazione sono ridicoli: nel triennio 2007-2009 le risorse complessive (quota comunitaria +quota nazionale) sono state di 43 mln di euro, pari a circa 12 euro per immigrato. Quota paradossale, se si considera che per il solo rilascio del permesso di soggiorno è ormai necessario versarne almeno 80.

Napoli, il comune va in controtendenza: servizi sociali anche per gli immigrati irregolari

Si tratta di una delibera della giunta Jervolino che formalmente, per non entrare in aperto conflitto con la normativa nazionale, prevede disposizioni sia per i cittadini extracomunitari regolari, sia per tutti gli altri. La giunta di palazzo San Giacomo ha varato alcune misure a favore di stranieri comunitari ed extracomunitari, benché la dotazione patrimoniale non sia certo ricchissima, poiché ammonta a circa 3 milioni di euro.
In particolare è previsto un contributo all’affitto per gli irregolari che per qualsiasi ragione abbiano perso il permesso di soggiorno e poi, a prescindere dall’essere regolari o meno, azioni dirette all’inclusione sociale
, all’accesso ai servizi sanitari e all’istruzione. Accesso garantito attraverso la consegna di una tessera denominata Stp, «straniero temporaneamente presente». Quindi, anche al bambino di una coppia residente, ad esempio, in una località campana dove la comunità africana è particolarmente ramificata, viene garantito il diritto di frequentare la scuola.
La delibera prevede inoltre l’istituzione di una conferenza di servizi composta da Asl, Provveditorato e Prefettura che sovrintende e dirige l’erogazione dei servizi agli immigrati.
Chissà come reagirà il Governo, che ha già impugnato alcune leggi regonali (in particolare, quella toscana) davanti alla Corte Costituzionale lamentando un conflitto con i poteri dello Stato, sotto forma di eccesso di attribuzione. In questo caso tutto è fatto sottotraccia. Anziché difendersi su tutti gli improbabili fronti, al Governo converrebbe forse fare un po’ di autocritica e considerare il fatto che quando una normativa nazionale è disattesa a livello locale, essa rischia di provocare più conflitti amministrativi che altro. Perché i servizi di prossimità restano quelli erogati a livello territoriale, e le petizioni di principio contano ben poco.

Mancano solo due giorni alla scadenza dei termini per regolarizzare colf e badanti

Mancano un paio di giorni alla chiusura dei termini per la regolarizzazione dei lavoratori domestici comunitari ed extracomunitari. Fino al 30 settembre sarà ancora possibile presentare all’Inps, o in via telematica al ministero dell’interno, le domande di emersione del lavoro domestico (colf, baby sitter, cuoco, giardiniere, prestatore d’assistenza a persone con limitata autosufficienza o a portatori di handicap, ecc.). Si tratta di una previsione normativa che consente di sanare anche la presenza irregolare in Italia di molti stranieri privi di permesso di soggiorno occupati presso le famiglie che versano in condizione di clandestinità. L’emersione, possibile sia per lavoratori italiani, altri comunitari o extracomunitari (presenti con permesso regolare o privi di titolo di soggiorno), è legata alla dichiarazione del datore di lavoro domestico che attesti l’effettiva prestazione lavorativa svolta dal 1° aprile al 30 giugno 2009. Infine, un paio di consigli fondamentali.
Attenzione all’alloggio: esso deve avere i requisiti urbanistici conformi (idoneità alloggiativa), pertanto niente abitazioni abusive o appartamenti dormitorio. Il rischio è quello di vedersi respingere la domanda dallo Sportello Unico.
Attenzione inoltre alla patologia della persona assistita dal badante. Quest’ultima deve essere tale da necessitare dell’assistenza di uno o due badanti al massimo, e lo stato di necessità deve sussistere fin dall’inizio del rapporto di lavoro ossia dal 1 aprile. Sul punto il certificato medico fa stato. Sì anche quello del medico di famiglia.
Attenzione, infine, alle chiusure anomale del procedimento: se la vostra domestica vi abbandona non appena in possesso della ricevuta di accoglimento della domanda di emersione, il procedimento si chiude. Allo stato infatti non sembra possibile la sostituzione del datore di lavoro (tranne nei casi espressamente evidenziati dal decreto) durante la definizione della pratica.
Da ultimo, si può anche evidenziare un rischio: un discreto numero di persone regolarizzate potrebbero dimettersi al momento dell’acquisizione del permesso di soggiorno per essere riassunte dai loro reali datori di lavoro, tutt’altro che domestici. E ciò perché si è preteso di privilegiare alcune categorie di lavoratori escludendone altre.

Immigrazione, in Sicilia ci sono 13 mila imprenditori extracomunitari, pari al 4% del totale delle imprese. Ma il Governo continua a occuparsi solo degli sbarchi

In una prospettiva di lungo periodo non dovrebbe far comodo ad alcun governo parificare l’immigrazione alla clandestinità, ma in Italia quando si parla di immigrati in Sicilia lo si tende a fare solo in relazione agli sbarchi di clandestini e ai respingimenti al largo del canale di Sicilia.
Ad essere meno superficiali, si scopre anche una realtà produttiva composta da oltre 13.400 i piccoli imprenditori non Ue titolari di aziende individuali che al 30 giugno scorso risultavano iscritti ai registri delle Camere di commercio dell’Isola, pari al 4,29% del totale delle imprese di questo tipo (312.895).
È questo il dato regionale di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta per conto di Unioncamere da Infocamere, la società consortile di informatica delle Camere di commercio. Dall’indagine emerge che in Sicilia, da aprile a giugno, le imprese condotte da immigrati sono aumentate dello 0,19% rispetto al trimestre precedente. Una boccata d’ossigeno anche per l’economia locale, di cui nessuno sembra accorgersi.