Libia/Frattini: Europa batta un colpo su vicenda migranti eritrei

Franco Frattini

Franco Frattini

L’Europa “batta un colpo” sulla vicenda dei circa 250 migranti eritrei detenuti in Libia.

Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine di un’audizione alla Camera precisando che non si tratta “di un problema italiano”.

La cosa “davvero incredibile è che dall’Europa non sia venuto neanche un comunicato stampa su questa vicenda”, ha aggiunto il titolare della Farnesina.

Frattini ha poi sottolineato che le autorità libiche stanno “collaborando” e mostrano una grande disponibilità anche ad avviare i migranti a lavori socialmente utili presso organizzazioni internazionali anche nella stessa Libia.

E, soprattuto, Tripoli ha compreso che “queste persone rischiano di essere perseguiti” se vengono estradati nel Paese d’origine, ha affermato il ministro.

Leggi tutto »

Il traffico di clandestini frutta alle organizzazioni criminali oltre 230 milioni di euro

Le organizzazioni criminali che gesticono il traffico dell’immigrazione clandestina guadagnano oltre 230 milioni di euro ogni anno per il trasporto di 240.000 africani in Europa: è quanto denuncia un rapporto confidenziale delle Nazioni unite riportato il 14 settembre dal quotidiano spagnolo El Pais. Sono circa 300.000 gli africani che entrano illegalmente in Europa ogni anno: di questi, l’80% ricorre alle organizzazioni criminali.
Il rapporto Onu indica le cause di questo fenomeno: 15 dei 20 paesi più sviluppati del mondo si trovano in Europa, mentre i 20 stati meno sviluppati si trovano in Africa, soprattutto nella zona occidentale del continente africano, la più vicina all’Europa. Sono tre le vie utilizzate dagli africani subsahariani per entrare illegalmente in Europa: rimanendo dopo la scadenza del visto, entrando con documenti falsi o evitando i controlli al confine. In tutti e tre i casi, i migranti hanno bisogno dell’assistenza delle organizzazioni criminali.
Nel rapporto vengono distinti due tipi di organizzazione: quelle che, come le agenzie di viaggio, offrono un pacchetto completo per tutto il viaggio, compresi i contatti locali nelle diverse tappe della traversata; e le organizzazioni locali, che gestiscono invece solo una fase del viaggio. Le prime corrispondono all’idea comune di criminalità organizzata: si tratta infatti di reti transnazionali specializzate, coinvolte anche in altre attività. Le seconde invece dissimulano la propria attività sotto le spoglie di imprese familiari.
Chi può permettersi di pagare il prezzo dell’intero pacchetto di viaggio al primo tipo di organizzazione deve sborsare tra i 300 e i 3.000 euro. Questi pacchetti di servizi possono includere i documenti falsi, il trasporto, l’alloggio, le tangenti dovute agli ufficiali di frontiera, e una rudimentale forma di assistenza. In generale, si tratta di organizzazioni attive soprattutto nell’Africa occidentale.