Due casi esemplari di intolleranza: marocchino aggredito a colpi di forbice per aver reagito a un atto di vandalismo, impiegata marocchina vittima di una lettera anonima che ne chiede il licenziamento
Due recenti notizie, una dalla Lombardia e l’altra dal Piemonte, rivelano l’ambivalenza, l’ingiustizia e i pregiudizi sociali diffusi sugli immigrati.
A Bergamo un clandestino intervenuto in difesa della proprietà pubblica bergamasca dell’azienda dei trasporti locali (Atb) ha subìto la reazione del vandalo che stava squarciando i sedili dell’autobus con una forbice, e che con quella stessa forbice ha procurato all’extracomunitario diverse ferite curate con altrettanti punti di sutura. Senonché l’extracomunitario è irregolare, perciò il ricovero in ospedale è divenuto il preludio alla sua espulsione. A sostegno del marocchino si è schierata la popolazione locale anche con diverse lettere inviate alla redazione del quotidiano L’Eco di Bergamo, ma la situazione non sembra aver preso una piega diversa. Giustamente si è fatto notare che molti cittadini italiani avrebbero fatto finta di niente mentre il settantenne cittadino italiano danneggiava i sedili dell’autobus n. 9 dell’Atb: ancor più di recente è successo a parti invertite a Napoli, dove si sono verificate numerose aggressioni sia su cittadini italiani che stranieri, nella totale indifferenza dei presenti. Indifferenza che pare tuttavia non esserci in altri casi, come in quello accaduto poco tempo prima in Piemonte.