Lo Stato comanda, gli enti locali giocano d’anticipo: a Genova è già scontro per l’ordinanza sui phone center

L’obbedienza non è più una virtù, insegnava don Milani. Ma ancor prima che il pacchetto sicurezza fosse approvato in via definitiva abbiamo assistito allo scempio di una pubblica amministrazione ossequente persino alle leggi avvenire: nomi di studenti extracomunitari scritti sulla lavagna da prèsidi ben poco rispettosi delle norme, circolari per imporre ai maturandi stranieri la presentazione in segreteria del permesso di soggiorno sotto minaccia di esclusione dagli esami. E ora a Genova spunta anche un sindaco che vuol anticipare le norme del testo sulla sicurezza in merito ai phone centers, come se quelle disposizioni non fossero già di per sé discutibili. Così nel frattempo ha pensato bene di imporre un limite orario ai phone centers. L’immediata applicazione dei nuovi rigorosi limiti di orario per i centri di telefonia utilizzati soprattutto da extracomunitari, e le conseguenti sanzioni, hanno già innescato un caso. Un gestore italiano, si è rivolto al prefetto: «L’ordinanza è illegittima e ci discrimina rispetto agli altri esercizi commerciali».

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