Scritto Sabato 15 Agosto 2009 da Massimiliano Curzi
I CIE (Centri di idenitificazione ed espulsione), cioe` gli ex CPT che gia` un anno fa il Governo ha deciso di ridefinire “strategicamente” collegandoli all`attivita` di espulsione, sono in rivolta da Gorizia a Lamezia Terme, passando per Milano e Torino. La rilevanza di simili contestazioni non va sottovalutata ma neanche enfatizzata. Da un lato, i CIE coinvolti sono la minoranza (4 su un totale di 13). Ma se ci sono stati anche scontri di piazza, come ad esempio e` accaduto a Milano, vuol dire che il disagio sociale e` alto e di conseguenza il Governo non puo` confidare nelle cariche della Polizia per mettere a tacere il problema. Si sta profilando qualcosa di terribilmente serio, cioe` un`inquietante alleanza tra sans papier e criminalita` organizzata: con l`avvento del nuovo testo sulla sicurezza, la malavita straniera si infiltra tra i connazionali ancor piu` facilmente, ne favorisce la disinformazione, ne accentua i sentimenti negativi di riscatto sociale. Quest`aspetto il Governo lo aveva trascurato, benche` qualcuno – anche tramite questo blog – ne avesse gia` parlato.
In particolare le contestazioni riguardano il nuovo testo sulla sicurezza, laddove si prevede che la convalida dell’espulsione comporti la permanenza dell’immigrato nel Centro per 30 giorni, prorogabili per ulteriori 30. Trascorso questo termine il questore fino a 120 giorni. In definitiva, una permanenza che può durare fino a sei mesi. Ed e` tutto da dimostrare che torni davvero a beneficio dell`identificazione da compiere: numerose Questure da piu` parti d`Italia affermano infatti il contrario.
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Tag:centri di identificazione e espulsione, CIE, convalida, CPT, Gorizia, Governo, immigrato, Milano, Questure, Torino
Scritto Sabato 27 Giugno 2009 da Massimiliano Curzi
Il ministro Edo Ronchi dopo la visita all’ex CPT di Lampedusa nel corso di un’intervista ha dichiarato: «Lampedusa oggi ha zero immigrati nel centro». Il che è vero. Ma non avrebbe dovuto dimenticarsi che i confini di Lampedusa non sono quelli del CPT, e che appena una settimana fa c’è stato l’ennesimo respingimento nel Canale di Sicilia: un barcone con 76 migranti, segnalato il 19 giugno a 29 miglia a Sud di Lampedusa, in acque di competenza maltese per quanto riguarda le operazioni di ricerca e soccorso, è stato intercettato da una motovedetta della Guardia Costiera italiana. Secondo fonti militari maltesi, gli extracomunitari, tra cui numerose donne e bambini, sarebbero stati consegnati a una motovedetta libica e riportati a Tripoli.
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Tag:Canale di Sicilia, CPT, Edo Ronchi, Guardia costiera italiana, Lampedusa, Libia, Migranti, rerspingimenti, Rita Borsellino
Scritto Sabato 23 Maggio 2009 da Massimiliano Curzi
«Non vorrei dirlo, ma i centri di identificazione degli immigrati somigliano a dei campi di concentramento, tanto è vero che il Parlamento ha negato che la permanenza possa essere aumentata a 6 mesi». Lo dice Silvio Berlusconi davanti al presidente della Commissione europea Josè Barroso all’Aquila per visitare la terra martoriata dal terremoto del 6 aprile; e chissà perché non vorrebbe dirlo, visto che è stato il suo governo, con una legge di mezza estate 2008 – classica legge prebalneare – a tramutare la denominazione dei CPT (Centri di Permanenza Temporanea) in CIE (Centri di Identificazione e Esplusione).
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Tag:Barroso, Berlusconi, CIE, clandestini, CPT, extracomunitari, Lampedusa, Libia, Maroni, Mercantile, Migranti, Pinar
Scritto Martedì 19 Maggio 2009 da Massimiliano Curzi
«La Libia sta svolgendo un grande lavoro di prevenzione contro le partenze di migranti dalle sue coste», ha dichiarato il ministro Maroni (fonte Iris Press, 19 maggio). Peccato che la cosiddetta “porta a Sud”, quella di Lampedusa, sia una “porta” da cui passa meno del 10% dei clandestini che arrivano in Italia. La maggior parte usa la cosiddetta “porta Est” – Venezia, Ancona, Brindisi – nascosta nei tir che arrivano dalla Grecia e dall’Albania: il 70% delle 31mila e 200 domande d’asilo presentate nel 2008 riguardano extracomunitari comunque sbarcati in Sicilia. Altri ancora arrivano a Lampedusa dalla Libia le cui motovedette ormai minacciano gli occupanti degli scafi con respingimenti a suon di raffiche di mitra mentre uno dei ministri del Governo attuale insiste a definire un organismo quale l’UNHCR, con una struttura di oltre 6000 impiegati e 278 uffici in 111 Paesi che prestano assistenza a 50 milioni di rifugiati nel mondo, come « uno degli organismi che non contano un fico secco».
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Tag:centri di identificazione e espulsione, centri di permanenza temporanea, CIE, CPT, immigrazione, Lampedusa, Libia, Migranti, respingimenti, UNHCR