Italia e Spagna, tra gli Stati UE è qui la più alta concentrazione di migranti

clandestini L’Europa si conferma come l’area di maggiore presenza di e ne ospita circa un terzo del totale.
Nell’ a , gli sono 38,1 milioni, con un’incidenza del 6,2 % sui residenti
: più di un terzo proviene da altri Stati membri (36,7), ma ormai si rischia di considerare ’’ anche i , dei quali gli italiani costituiscono in diversi Paesi una parte significativa. In quest’ultimo decennio la Spagna e l’Italia sono stati i Paesi maggiormente interessati dall’ e in essi si sono concentrati la maggior parte dei flussi: nei due Stati sono stati superati, rispettivamente, i 5 e i 4 milioni di (5.262.000 e 4.330.000), con un aumento decennale di cinque e di tre volte.
Si tratta delle cifre emerse dal rapporto Caritas- sull’ 2009, che mostra come l’ continui a essere uno dei temi caldi, e sottolinea che gli organismi dell’Unione si sono occupati in prevalenza del controllo dei flussi e dei rimpatri, mentre è rimasto sullo sfondo l’obiettivo della convivenza nella diversità.

Dal 1 al 30 settembre c’è tempo per regolarizzare colf e badanti

Al via i termini per la regolarizzazione di e . La sanatoria ha un duplice scopo, da un lato quello di sottrarre alla clandestinità (prevista come reato dal nuovo testo sulla sicurezza) un numero elevato di lavoratori , stimato fino a 60.000-70.000 unità in base alle previsioni dell’imminente sanatoria; dall’altro, ha lo scopo di regolarizzare i lavoratori non in regola, cioè finora soggetti al . A quest’ultimo fine è rivolta la previsione che richiede un versamento forfettario di 500 euro come sanatoria dei pregressi non versati. Somma che, moltiplicata per un numero molto elevato di richiedenti, si prevede possa far entrare cifre ingenti nelle casse dello Stato. Le domande vanno presentate solo on line, all’ o allo Sportello unico per l’, a seconda che la richiesta riguardi cittadini oppure .

Aumento delle imprese gestite dagli immigrati in Italia, in provincia di Milano danno lavoro a 4000 italiani

A un nuovo imprenditore su tre proviene da uno Stato al di fuori dell’. Nella maggior parte dei casi si tratta di individuali, ma molte di loro si sono sviluppate e così hanno assunto personale. In particolare le extracomunitarie in provincia di danno lavoro a 20mila persone di cui 3.800 italiani. Gli fanno impresa nel settore della ristorazione, delle lavanderie, estetica, viaggi e traduzioni, farmacie, piccoli atelier, edilizia, e ovviamente dei prodotti etnici. Nella provincia di le ditte extracomunitarie mostrano maggior vitalità. In totale sono 18.635, e nel 2008 sono cresciute dell’8,6% con un netto miglioramento rispetto al 2007 (+3,2%).

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