Bonanni: Rosarno è qualcosa di già visto

1Questa mattina in Calabria, il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha così commentato: “Rosarno non è altro che la ripetezione di qualcosa che è già successo e che può succedere ancora”.

Il sindacalista ha continuato: “un altro caso negativo a Foggia. Sparirono polachi e nessuno sa che fine hanno fatto. Dalle indagini che abbiamo fatto noi erano persone schiavizzate che si ribellarono e sparirono. E’ una storia putroppo drammaticamente di routine. Ecco perchè – ha detto ancora Bonanni – chiediamo una commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno”.

“Chiediamo -ha aggiunto il segretario della Cisl- di applicare la legge sulla tratta delle persone, una norma recente di questa Repubblica. Chiediamo un confronto forte con il governo sulla condizione del lavoro nero e un confronto con gli imprenditori per capire il da farsi fino in fondo -ha concluso- sull’aspetto contrattuale per evitare simili drammi”.

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L’esercito degli invisibili che garantisce il funzionamento delle filiere agroalimentari

40 euro scarsi di paga giornaliera (5 vanno ai caporali che li reclutano all’alba, 3 vengono richiesti per il trasporto) per almeno 8 ore di lavoro al giorno e un ricovero approssimativo negli stessi campi in cui si svolge il lavoro, o presso masserie vicine. Immigrati perlopiù africani che hanno collezionato decine di decreti di espulsione, senza che nessun giudice si sia mai preso la briga di chiedersi – e chiedergli – cosa è successo tra l’inadempimento di un decreto di espulsione e quello successivo.
Dopo la raccolta di patate i migranti si spostano vicino a Napoli per raccogliere le noccioline. A ottobre i mandarini e le arance in Calabria per 25 euro al giorno.
In Puglia, a S. Severo, i migranti vivono in tende di fortuna tra le piantagioni di pomodoro per l’industria di trasformazione. Sono tutti eritrei e magrebini. La manodopera straniera costa tre euro a cassa che, per una giornata lavorativa di otto ore si traduce in meno di 20 euro nette. Da aprile a ottobre nel territorio secondo gli elenchi anagrafici dell’Inps, sono occupati circa 45 mila lavoratori di questi 16 mila sono stranieri, un dato che è cresciuto dai 4500 del 2006 ai 14 mila del 2007, ma l’80 per cento della manodopera straniera è al di sotto delle 51 giornate necessarie per l’assistenza previdenziale. Questi lavoratori non sono stagionali, perché di fatto lavorano tutto l’anno e perdipiù in nero. Secondo la legge italiana, anche previgente al nuovo testo sulla sicurezza, non potranno mai fare richiesta di soggiorno perché ciò non è ammesso per i lavoratori stagionali. Ma il legislatore non considera che spesso chi entar da stagionale continua a lavorare, e in questo caso finisce sotto la scure del lavoro nero. Meglio regolarizzarli anziché abbandonarli al malaffare del caporalato, che tra l’altro danneggia pesantemente anche i lavoratori bracciantili del meridione.

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