Migrazione, in arrivo il nuovo decreto flussi

Decreto flussi

Decreto flussi

E’ in arrivo un nuovo decreto flussi. Mancano solo gli ultimi passaggi burocratici tra il ministero dell’Interno e quello del Lavoro.

Secondo quanto anticipato oggi dal Il Sole 24 Ore «il decreto ricalcherà grossomodo quello del 2008».

Ovvero: 105mila lavoratori domestici (ossia colf e badanti) e 45mila lavoratori provenienti da paesi “riservatari” che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione con l’Italia in materia migratoria (per impieghi domestici o di altri settori produttivi).

A questi vanno aggiunti i circa 80mila stagionali per cui Cia e Coldiretti hanno da tempo sollecitato il governo.

Si assisterà quindi ad un nuovo click day.

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Immigrazione: arrivano i chiarimenti per colf e badanti

ccnl-colf-badanti-300x290Il prefetto, Mario Marcone, capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione ha emanato una circolare inerente numerose segnalazioni alla procura del lavoro irregolare per colf e badanti.  

Anche nel caso in cui un rapporto di lavoro sia stato interrotto prima della conclusione della procedura prevista presso lo Sportello Unico, il datore di lavoro deve presentarsi, accompagnato dal lavoratore, presso lo Sportello Unico per formalizzare la rinuncia al rapporto di lavoro e ad avere diritto alla conseguente estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi, come previsto dalla legge”.  

Inoltre dovrà versare i contributi relativi al percorso lavorativo di cui ha usufruito, mentre il lavoratore potrà chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione.

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A novembre inizieranno le convocazioni di colf e badanti che hanno presentato domanda di sanatoria

colf2Inizieranno in date leggermente diverse, ma tutte comprese nei primi dei giorni di novembre, le convocazioni di colf e badanti che, entro la fine del settembre scorso, hanno presentato domanda di regolarizzazione. Le persone interessate dovranno presentarsi presso gli uffici immigrazione dei Comuni di residenza o domicilio (non necessariamente identici rispetto ai Comuni presso cui è stata presentata la domanda) poiché, se la legge è rispettata pienamente, ad adempiere alla sanatoria dovrebbe essere appunto l’ufficio immigrazione di maggior prossimità rispetto al luogo di residenza o domicilio, che in pratica è anche quello di svolgimento del lavoro.
I lavoratori e i datori di lavoro convocati dovranno portare con sé tutta la documentazione necessaria per l’istruttoria, che verrà verificata anche da un funzionario dell’Inps. Se tutto risulterà regolare, verrà firmato subito il contratto di soggiorno e il lavoratore riceverà un modulo per iniziare la procedura utile a ricevere il permesso di soggiorno.

Le lavoratrici straniere del settore domestico sono esposte a un numero altissimo di violazioni dei loro diritti

moldovaNel settore i dati emersi sono fin troppo chiari: secondo le rilevazioni dell’IRES (Istituto per la Ricerca Economica e Sociale), sono circa 750.000 le badanti straniere in Italia e 70.000 quelle di nazionalità italiana. Un divario così evidente da imporre conclusioni ben diverse per l’una e l’altra categoria. Più nello specifico, tra un campione di 500 lavoratrici straniere nell’ambito del settore domestico e di cura, emerge la figura della badante: in prevalenza donne, in gran parte tra i 40 e i 49 anni, coniugate, con livelli di istruzione media, che vivono nella casa in cui lavorano e che prima di venire in Italia hanno svolto lavori di operaia o di commessa. Il 37% delle intervistate non ha il permesso di soggiorno, alcune di loro lavorano anche con coppie di anziani con un figlio disabile. Svolgono attività complesse, anche infermieristiche, come la somministrazione di farmaci, di cui hanno acquisito capacità con l’esperienza. Trovano lavoro attraverso canali informali come la rete di amici o di connazionali, mentre è scarsissima la mediazione di Comuni e sindacati. La metà di loro lavora in nero, il 35% per l’indisponibilità del datore di lavoro e il 34% dei casi per mancanza del permesso di soggiorno. Tuttavia anche tra chi è in regola, il rispetto dei diritti e delle tutele di base è molto approssimativo: nel 60% dei casi, colf e badanti non ricevono alcuna tredicesima, con una percentuale che sale al 68% se si considerano le sole assistenti familiari. Solo il 30% delle lavoratrici percepisce il Tfr. Il 68% delle badanti non ha ferie retribuite, il 12% non ha neanche un giorno di riposo settimanale. Come si vede, non si tratta di dati facilmente confondibili a quelli delle italiane che lavorano nello stesso settore.

Presso le INPS aperte nuove postazioni per segnalare le assunzioni di badanti e colf

Da ottobre i datori di lavoro e i lavoratori interessati saranno convocati presso gli Sportelli Unici dell’Immigrazione per sottoscrivere il contratto di soggiorno. Lo segnala l’Inps. Per agevolare la procedure di assunzione, che deve avvenire entro 24 ore dalla sottoscrizione del contratto di soggiorno, presso ogni sportello unico è stata predisposta una postazione Inps dove i datori di lavoro potranno effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione.
In una seconda fase si valuteranno le città in cui si è riscontrato un maggior numero di domande di regolarizzazione. Ad es., a Milano si stima siano 75-80mila le «assistenti familiari» straniere, 117mila a livello regionale, che si occupano di circa 400mila anziani non autosufficienti in Lombardia. Quindi saranno messe a disposizione degli sportelli unici della Prefettura alcune postazioni presso le sedi Inps competenti per territorio. La prefettura di Milano ha già inviato le prime centinaia di lettere che invitano datori di lavoro e collaboratrici domestiche a presentarsi per perfezionare la richiesta di «emersione dal lavoro nero». Firmato il contratto, l´Inps invierà alla famiglia i bollettini per il pagamento dei contributi arretrati da luglio 2009, visto che i 500 euro versati all´atto della presentazione della richiesta di sanatoria erano considerati quota una tantum per saldare i contributi dovuti da aprile a giugno. La procedura di regolarizzazione era infatti riservata a chi era in grado di dimostrare di aver lavorato in nero almeno dallo scorso aprile.

I dati finali della regolarizzazione degli extracomunitari: presentate 294.744 domande di emersione

Secondo la prassi italiana che induce anche gli stranieri ad attivarsi in prossimità delle scadenze previste, sono state un terzo del totale le domande inviate negli ultimi tre giorni. Oltre a ucraine e moldave si segnala un’alta presenza di marocchini e cinesi. Numerose le richieste anche per i lavoratori del subcontinente indiano.
In particolare, sono state presentate 180.408 domande per colf e 114.336 domande per badanti. Da notare inoltre che, con la procedura aperta per l’intero mese di settembre, oltre centomila domande (un terzo del totale) sono state inviate negli ultimi tre giorni.
Equamente distribuiti i soggetti che hanno presentato domanda, tra coloro che lo hanno fatto privatamente o mediante enti di fiducia: i privati hanno presentato circa 150mila domande; associazioni e sindacati 138mila. Poche le richieste pervenute dai consulenti del lavoro (meno di 5 mila) e dai comuni (3mila). Una procedura quindi basata molto sul “fai da te”, conforme alle modalità on line delle domande di emersione. È Milano con 43.393 richieste la provincia con il maggior numero di domande (il 14,7% del totale). Seguono Roma (32.034 e 10,9%), Napoli (24.331 e 8,3%), Brescia (3,81%), Bergamo (3,0%), Torino (2,8%), Caserta (2,3%), Bologna (2,2%), Modena (2,1%) e Reggio Emilia (1,93%).
Tra le nazionalità a spiccare è l’Ucraina con 37.178 richieste (12,6%), seguita da Marocco (12,3%), Moldavia (8,7%), Cina Popolare (7,2)%, Bangladesh (6,3%), India (6,0%), Egitto (5,5%), Senegal (4,6%), Albania (3,8%) e Pakistan (3,7%). Un dato significativo è quello inerente la provenienza delle domande: secondo fonti sindacali, gran parte delle domande di emersione è stata fatta da datori di lavoro connazionali dei richiedenti. Così per chi non è riuscito a trovare una simile copertura, per effetto della nuova legge sulla sicurezza si sono spalancate le porte dell’illegalità.

Scaduti i termini per la regolarizzazione di colf e badanti, 90.000 domande presentate riguardano donne

Benché il provvedimento di sanatoria riguardi formalmente tutti i lavoratori del settore, siano o no extracomunitari, di fatto sta interessando prevalentemente donne di origine straniera. Sinora le domande presentate risultano molto inferiori alle 500-600.000 attese dal ministero degli Interni: sono 151.703 secondo i dati ufficiali aggiornati al 22 settembre, in maggioranza relative a collaboratrici domestiche (88.008 due giorni prima della scadenza prevista). Il Governo ha smentito persino le sue stesse previsioni che, in vena di escamotage da finanza creativa, lo avevano portato a ipotizzare addirittura un vero e proprio “tesoretto” costituito con i fondi del mezzo milione di richiedenti la sanatoria. Ma in tal caso sarebbero stati necessari requisiti di legge meno restrittivi. In definitiva, benché i dati degli ultimi giorni registrino un aumento, difficilmente il dato finale confermerà le previsioni e raggiungerà le 341.121 domande di regolarizzazione presentate nel 2002 solo per il lavoro domestico.

L’orario di lavoro per coloro che accedono alla sanatoria potrà essere modificato anche dopo la presentazione della domanda

Al Viminale avrebbero potuto pensarci prima, e non attendere pochi giorni dalla scadenza del termine utile a presentare domanda di sanatoria per colf e badanti, per rendere noto che l’errore nel canale di presentazione – Ministero dell’Interno o Inps – delle domande presentate non ne pregiudica l’accoglimento.
Non c’è invece alcuna possibilità di cumulare più datori di lavoro per raggiungere il requisito delle 20 ore. Ma, una volta perfezionata la regolarizzazione e ottenuto il permesso di soggiorno, nulla impedisce di correggere l’orario di lavoro
: il lavoratore a quel punto potrà arrivare al minimo reddituale di 409,05 euro con più attività dichiarate all’Inps.
Il ministero, nel ribadire l’impossibilità di fare la regolarizazione attraverso più datori, ha però ricordato che il permesso di soggiorno metterà in condizione il lavoratore di trovare altre occupazioni e di “modificare” anche i tempi dell’attività presso la famiglia che lo ha fatto emergere.

Mancano solo due giorni alla scadenza dei termini per regolarizzare colf e badanti

Mancano un paio di giorni alla chiusura dei termini per la regolarizzazione dei lavoratori domestici comunitari ed extracomunitari. Fino al 30 settembre sarà ancora possibile presentare all’Inps, o in via telematica al ministero dell’interno, le domande di emersione del lavoro domestico (colf, baby sitter, cuoco, giardiniere, prestatore d’assistenza a persone con limitata autosufficienza o a portatori di handicap, ecc.). Si tratta di una previsione normativa che consente di sanare anche la presenza irregolare in Italia di molti stranieri privi di permesso di soggiorno occupati presso le famiglie che versano in condizione di clandestinità. L’emersione, possibile sia per lavoratori italiani, altri comunitari o extracomunitari (presenti con permesso regolare o privi di titolo di soggiorno), è legata alla dichiarazione del datore di lavoro domestico che attesti l’effettiva prestazione lavorativa svolta dal 1° aprile al 30 giugno 2009. Infine, un paio di consigli fondamentali.
Attenzione all’alloggio: esso deve avere i requisiti urbanistici conformi (idoneità alloggiativa), pertanto niente abitazioni abusive o appartamenti dormitorio. Il rischio è quello di vedersi respingere la domanda dallo Sportello Unico.
Attenzione inoltre alla patologia della persona assistita dal badante. Quest’ultima deve essere tale da necessitare dell’assistenza di uno o due badanti al massimo, e lo stato di necessità deve sussistere fin dall’inizio del rapporto di lavoro ossia dal 1 aprile. Sul punto il certificato medico fa stato. Sì anche quello del medico di famiglia.
Attenzione, infine, alle chiusure anomale del procedimento: se la vostra domestica vi abbandona non appena in possesso della ricevuta di accoglimento della domanda di emersione, il procedimento si chiude. Allo stato infatti non sembra possibile la sostituzione del datore di lavoro (tranne nei casi espressamente evidenziati dal decreto) durante la definizione della pratica.
Da ultimo, si può anche evidenziare un rischio: un discreto numero di persone regolarizzate potrebbero dimettersi al momento dell’acquisizione del permesso di soggiorno per essere riassunte dai loro reali datori di lavoro, tutt’altro che domestici. E ciò perché si è preteso di privilegiare alcune categorie di lavoratori escludendone altre.

Regolarizzazione colf e badanti, nessun boom di domande: colpa dei requisiti troppo restrittivi

Al 23 settembre sono 160.784 le domande di regolarizzazione trasmesse on line, ben al di sotto delle 500 mila previste dal ministero dell’Interno.
Le 20 ore minime di lavoro settimanale e i 20.000 euro annui di reddito minimo per le famiglie intenzionate a regolarizzare una colf e una badante hanno frenato in modo decisivo le richieste della sanatoria ideata dal Governo.
Non ci voleva molto a capirlo, tant’è che ne avevamo segnalato i rischi già dai primi di settembre su questo blog, non appena iniziato il periodo utile per accedere alla sanatoria. Troppo alti entrambi i limiti: ad esempio, per le colf, 20 ore minime da svolgersi presso la famiglia che intende regolarizzarle sono troppe. La maggior parte di loro lavora molto di più, ma per famiglie diverse.
Concepita in questo modo, una simile sanatoria rischia di innescare una discriminazione nella discriminazione.
Per quanto riguarda invece le cifre relative alle domande presentate, Sono le colf ucraine ad aver fatto il maggior numero di domande (quasi 30 mila), seguono quelle marocchine (circa 25 mila) e quelle moldave (intorno ai 23 mila).
Secondo i dati dell’Irs (Istituto per la ricerca sociale), in Italia lavorano circa 700 mila badanti straniere che costano alle famiglie un totale di quasi 10 miliardi di euro l’anno, inoltre una colf su quattro non ha il permesso di soggiorno, il 57% svolge il proprio lavoro in nero ed il 24% non riceve i contributi.